

È ora di cambiare il nome della “Coppa Volpi” e intitolarla a Franca Valeri


È ora di cambiare il nome della “Coppa Volpi” e intitolarla a Franca Valeri
Il problema
Giuseppe Volpi, Conte di Misurata, è stato fondatore della Mostra del Cinema di Venezia, pluriministro di Benito Mussolini, fu fondatore della Biennale di Venezia e del Festival stesso, certo, ma fu anche governatore in Libia, affiancando Rodolfo Graziani nello spietato annientamento della popolazione locale; fu pluriministro durante il ventennio fascista, approvò la “Dichiarazione sulla razza” del 1938 al Gran Consiglio del Fascismo, spianando la strada alla persecuzione degli ebrei; fu un perno centrale della dittatura fascista; fu l’uomo che deteneva i rapporti con il mondo industriale, che ne mascherò le clientele e le ruberie approfittandone.
Può esistere, oggi, un premio intitolato a un uomo che predicava la supremazia della “razza”?
Come può un premio che celebra la libertà d'espressione e di pensiero essere dedicato a chi ha sposato un disegno totalitario che quei valori li ha violentemente soppressi?
“La cinematografia è l’arma più forte”, amava ripetere Benito Mussolini: sarebbe immensamente confortante se quasi un secolo dopo la cinematografia gli presentasse il conto, disintitolando la Coppa a Giuseppe Volpi e dedicandola invece a Franca Valeri, donna, attrice, ebrea e antifascista mancata ad agosto che seppe essere interprete del nostro cinema a partire da un tempo difficilissimo, il dopoguerra, in cui sulle ceneri del secondo conflitto mondiale scatenato dai fascismi l'Italia dovette imparare a ricostruire se stessa.
Una petizione di Massimiliano Coccia, Francesco Filippi e Carlo Greppi

Il problema
Giuseppe Volpi, Conte di Misurata, è stato fondatore della Mostra del Cinema di Venezia, pluriministro di Benito Mussolini, fu fondatore della Biennale di Venezia e del Festival stesso, certo, ma fu anche governatore in Libia, affiancando Rodolfo Graziani nello spietato annientamento della popolazione locale; fu pluriministro durante il ventennio fascista, approvò la “Dichiarazione sulla razza” del 1938 al Gran Consiglio del Fascismo, spianando la strada alla persecuzione degli ebrei; fu un perno centrale della dittatura fascista; fu l’uomo che deteneva i rapporti con il mondo industriale, che ne mascherò le clientele e le ruberie approfittandone.
Può esistere, oggi, un premio intitolato a un uomo che predicava la supremazia della “razza”?
Come può un premio che celebra la libertà d'espressione e di pensiero essere dedicato a chi ha sposato un disegno totalitario che quei valori li ha violentemente soppressi?
“La cinematografia è l’arma più forte”, amava ripetere Benito Mussolini: sarebbe immensamente confortante se quasi un secolo dopo la cinematografia gli presentasse il conto, disintitolando la Coppa a Giuseppe Volpi e dedicandola invece a Franca Valeri, donna, attrice, ebrea e antifascista mancata ad agosto che seppe essere interprete del nostro cinema a partire da un tempo difficilissimo, il dopoguerra, in cui sulle ceneri del secondo conflitto mondiale scatenato dai fascismi l'Italia dovette imparare a ricostruire se stessa.
Una petizione di Massimiliano Coccia, Francesco Filippi e Carlo Greppi

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 14 settembre 2020