Salviamo i Sampietrini

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PETIZIONE: SALVIAMO I SAMPIETRINI DALL’ ASFALTO
Le vie storiche del centro di Roma possono essere considerate un “paesaggio”, dunque anche un bene culturale?
Cosa significa recuperare un antico tracciato nel suo intero percorso?
Quali sono i criteri e i metodi per la tutela e la valorizzazione di una strada
dall’elevato valore storico e simbolico e dalla complessa vicenda evolutiva?
La strada può essere intesa come bene territoriale?
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo n.42 del 22 Gennaio 2004) nato nell’ambito della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 20 ottobre 2000) divenuta nel 2006 legge dello stato italiano, considera il paesaggio un bene culturale. Intende come paesaggio non solo quello naturale che caratterizza specificamente un certo territorio, ma anche quello derivato dall’azione umana.
Considerato che
Dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)
Articolo 1. Principi
[…]
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione.
6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.
Articolo 3. Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
2. L’esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.

Considerato che Le disposizioni dei selci sulle sedi stradali non sono state frutto della bizzarria dei Maestri di strada: ogni disegno era soluzione d’ingegno. Optare per un profilo stradale a culla o a schiena, associare il tipo di allettamento alle diverse tipologie di selci era un saper fare a regola d’arte che veniva tramandato ed affinato nei secoli, relazionandosi sempre con l’ambito urbano. La tradizionale disposizione dei blocchetti è la cosiddetta spina: gli elementi di selce - principalmente i quadrucci- vengono disposti a 45° rispetto all'asse viario. Ideata per contrastare le spinte dovute al transito dei veicoli trasmettendole verso i margini della carreggiata, fu l'unica ad essere usata fino al XX sec. allorché venne introdotta anche la sistemazione ad archi contrastanti. La varietà dei tagli dei singoli pezzi e la ricchezza delle tessiture degli elementi in selce si possono ancora osservare passeggiando per le strade romane. Considerato che I gioielli architettonici ed urbanistici di Roma si posano visivamente su questo mosaico, prezioso ed antico, sottovalutato e sconosciuto, che rappresenta la faccia dell’urbe a sviluppo orizzontale: si relaziona inconsciamente con l’immagine della città eterna, valorizzandone i contenuti storici e semantici. Il “colloquio” tra la pavimentazione stradale e gli edifici, tra l’orizzontale ed il verticale, è sempre stato ricercato perché sinonimo di armonia ed equilibrio architettonico. Allora, perché non proteggerla amorevolmente, con manutenzioni a regola d’arte ed interventi filologici, come già avviene per le infinite sfaccettature della faccia verticale della città? Considerato che I lastricati romani hanno una minor necessità di manutenzione rispetto alle strade asfaltate (sia che esse siano pedonali che carrabili)
Considerato che Le strade asfaltate, se sottoposte ad alte temperature, emettono fumi dannosi e dalle proprietà altamente inquinanti. Considerato che L’allettamento e l’incollaggio, che sono i fattori principali da cui dipendono i movimenti superficiali delle pavimentazioni in pietra naturale, analizziamo brevemente quanto, oggi, il progresso ci sta permettendo di abbinare l’ innovazione alla tradizione di un antico mestiere: l’ utilizzo di nuovi materiali ci permette di ottenere un buon livello di elasticità della strada, una superfice drenante o impermeabile, ma cosa ancor più importante per evitare il formarsi di crepe o micro fessure è come se ammortizzassero gli assestamenti del sottofondo. Discorso analogo per la fase della sigillatura: è fondamentale impiegare materiali che non alterino esteticamente la pavimentazione, ma che al tempo stesso vadano a risolvere quelle che sono le problematiche legate alla scomodità di camminare su una strada lastricata con i sampietrini ( modificando, in questo modo, la classica sigillatura in boiacca tipica delle pavimentazioni in pietra naturale). Considerato che Sulla base di quanto enucleato dalla Convenzione di Parigi del 2003, viene in automatico pensare al sampietrino ed ancor più al lavoro del selciarolo come ad un patrimonio da tutelare in quanto esercizio, rappresentazione ed espressione di conoscenze ed abilità – così come gli strumenti, gli oggetti, gli artefatti e gli spazi culturali ad essi associati – di una comunità, di un gruppo e, in certi casi, di individui che lo riconoscono come parte del loro patrimonio culturale.
Considerato che gli attuali problemi presentati oggi dalle strade eseguite con i selci, sono dovuti ad una pessima manutenzione e a scarsi investimenti. Se a questo si aggiunge la mancanza di manodopera specializzata, si possono evincere quali siano le difficoltà di manutenzione ( con i relativi disagi per i cittadini romani nel poter godere appieno della propria città) .
Considerato che la Commissione Franceschini ("Commissione di indagine per la tutela e la valorizzazione delle cose d'interesse storico, archeologico, artistico e del paesaggio") del 1964 che l'intervento del legislatore in materia di beni culturali si sposta dalla precedente concezione di semplice garante della conservazione fisica del bene a un ruolo attivo di valorizzazione del bene culturale. La stessa Commissione introduce peraltro, rispetto alla legislazione italiana, il concetto di "bene culturale” nonché un fondamentale spostamento nella nozione di bene culturale che rimane alla base della normativa recente: dal precedente criterio estetizzante di "bello d'arte", di "belle arti", si passa alla metà degli anni '60 ad un criterio storicistico, secondo il quale "appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i beni aventi riferimento alla storia della civiltà. Sono assoggettati alla legge i beni di interesse archeologico, storico, artistico, ambientale e paesistico, archivistico e librario, e ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale avente valore di civiltà". Questo spostamento di prospettiva sarà ereditato sia dal Testo Unico del 1999 che dal Decreto legislativo 112/98, così come dal recente Codice del 2004.
Considerato che Il “patrimonio culturale” oggi è tutelato e valorizzato non solo culturalmente ma anche economicamente, quando si attiva un processo che porti a far lavorare in sinergia tutti quei settori che partecipano al “progetto” di valorizzazione del nostro patrimonio “etnoantropologico” : progettazione, quello delle costruzioni, il settore dell’artigianato e del restauro, quello dell’editoria, delle comunicazioni e della multimedialità, coinvolgendo i luoghi istituzionali del comune di Roma e della Regione per una diffusione capillare che stimoli maggiormente il processo di riscoperta.
Si chiede ai cittadini di Roma di firmare la petizione al fine di salvaguardare le principali strade di Roma da un’ intervento di riqualificazione che va ad eliminare una parte importante della storia artistica e architettonica della nostra città



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