LA VERA SVOLTA GREEN SUL PASSANTE SONO LE CENTRALINE FISSE E L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA!


Nel 2016 Autostrade presentò il progetto di allargamento del Passante di Bologna come smart green infrastructure, suscitando l’ilarità di chiunque avesse contezza dei guai derivanti dall’allargamento di un’autostrada in mezzo alla città. Cinque anni dopo torna di moda il green, ma la verità è che il Passante è grigio come i 20 ettari di asfalto in più che comporta, e nero come il petrolio necessario a muovere i 180.000 veicoli che vi transiteranno quotidianamente ancora per decenni, prima di arrivare alla scomparsa dei motori termici.
Bologna non ha bisogno di più strade, ma di meno auto, come previsto dal PUMS, e per ridurre le automobili è necessario un trasporto pubblico e un servizio ferroviario metropolitano disponibile 24 ore su 24 con corse al massimo ogni 10 minuti nelle ore di punta. In un'ottica di transizione ecologica bisogna togliere spazio alle auto per darlo al trasporto pubblico, al verde urbano, alle piazze pedonali, alle piste ciclabili. Investiamo su questo, non su un modello di mobilità antidiluviano, inefficiente e dannoso per la salute come le autostrade urbane.
Infine, francamente, basta promesse. Vent'anni fa furono promesse centraline fisse di rilevamento degli inquinanti lungo il Passante. Mai viste. Ora c’è una nuova petizione con cui i cittadini le chiedono per l'ennesima volta assieme a un’indagine sullo stato di salute della popolazione.
Care e cari sindaci presenti e futuri, anziché lanciare proclami green validi per il tempo di una campagna elettorale, che ne direste di fare qualcosa di utile? Centraline fisse e indagine epidemiologica. Adesso, non tra vent'anni!
Nella foto tratta da Il Resto del Carlino del 3 giugno 2021, la firma sul Passante del 15 aprile 2016. Da sinistra: Donini, Delrio, Merola, Renzi (allora premier), Tomasi (Aspi), Priolo, Bonaccini.