Una strada per Lea Garofalo a Campobasso.

Una strada per Lea Garofalo a Campobasso.

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Più firme aiuteranno questa petizione a destare l'interesse dei media nazionali. Aiuta a portare questa petizione a 25.000 firme!
Paolo De Chiara ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Il sindaco della città di Campobasso (Comune di Campobasso) e a

UNA STRADA PER LEA GAROFALO... A CAMPOBASSO.

Lea Garofalo è stata uccisa dalla 'ndrangheta per essersi ribellata alla cultura mafiosa. Il 24 novembre del 2009 è stata sequestrata, torturata selvaggiamente, uccisa a Milano e bruciata in un bidone in provincia di Monza (San Fruttuoso). L'omicidio mafioso è stato commesso dal suo ex convivente Carlo Cosco e dagli componenti del clan (Vito Cosco, Salvatore Curcio, Carmine Venturino e Massimo Sabatino). Gli autori dell'infamante delitto sono stati condannati definitivamente all'ergastolo. Solo il "fidanzatino" di Denise (Venturino) è diventato un collaboratore di giustizia, facendo ritrovare in un tombino - dopo due anni - i resti della donna coraggio.  

A Campobasso, il 5 maggio 2009, si è consumato il primo tentativo di sequestro di persona. Il piano criminale era stato studiato nei minimi dettagli. L'esecutore materiale Massimo Sabatino (mandante lo 'ndranghetista Carlo Cosco) è stato condannato, in via definitiva, a sei anni di carcere.
In tutta Italia si sono moltiplicate le iniziative per ricordare il coraggio di Lea Garofalo, che ha "collaborato" - da testimone di giustizia - con lo Stato, che ha svelato i lati oscuri della ‘ndrangheta, che ha distrutto con la sua forza un intero clan, che ha "rotto" il maledetto codice mafioso.
Anche a Campobasso, dove ha vissuto con la figlia Denise in via Sant'Antonio Abate 58 e dove ha subìto il tentativo di sequestro, è necessario ricordare Lea con l'intitolazione di una strada.

Già nel 2012 sono state raccolte delle firme (quasi 500). Ma l'Amministrazione comunale dell'epoca non ha mai reso possibile questa necessaria intitolazione. Le promesse dell'allora Sindaco sono cadute nel vuoto.  

Sono passati quasi dieci anni. Una via che porta il nome di LEA GAROFALO, VITTIMA DI 'NDRANGHETA ancora non esiste nel capoluogo di Regione. E' arrivato il momento di agire.

Nel Paese senza memoria è fondamentale ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata

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