
Cari firmatari, sono un umile olivastro, nato moltissimo tempo fa in un luogo dove la natura veniva venerata e rispettata, alberi dalla chioma superba, fiori e animali, condividevano con me, la terra benedetta e generosa nella quale ho affondato le mie radici. Ho visto albe e tramonti di incomparabile bellezza, il volo di uccelli e di farfalle colorate levarsi sulle sfumature di mille toni d'azzurro, ho affrontato il temporale dove i fulmini squarciavano il cielo nelle notti più nere, ho conosciuto le carezze del vento, ho sentito la fatica e il lavoro degli uomini, lo scampanio delle loro greggi, ho avvertito forti, le vibrazioni delle note del ballo sardo sulle quali, i loro passi, danzavano leggeri, uniti in un giro tondo d'allegria. Poi un giorno, all'improvviso, il fuoco, l'inferno si è abbattuto sul paradiso, il dolore, la morte e la devastazione, in poche ore, la crudeltà, il gesto efferato di uomini senza cuore, hanno cancellato tutto, le fiamme hanno avvolto un mondo, ingoiandolo per sempre. Non sono certo di riuscire a sopravvivere a tanta sofferenza, le grida disperati degli animali e degli uomini pervadono la linfa delle poche parti del mio corpo, che il fuoco non ha divorato, non so se la mia vita finirà in questa terribile estate sulla quale, un velo nero, il velo nero della morte si è posato, questi giorni ancora, nuovi roghi ardono la mia povera terra, la malvagità agisce ancora indisturbata e oggi, stanco e sofferente, non posso fare altro che sperare che tutto questo, abbia una fine e una giustizia.