Anzitutto il mio cordiale saluto a tutti gli interessati a questa petizione.
Con questo aggiornamento vi propongo un paio di notizie recentissime riguardanti lo studio di sistemi contro la diffusione delle microplastiche nelle acque:
https://www.lescienze.it/news/2019/08/01/news/molla_magnetica_distrugge_microplastiche-4497009/
http://www.rinnovabili.it/ambiente/recuperare-microplastiche-fionn-ferreira/
Ritengo meritino attenzione intanto per il fatto che entrambi sembrano evidenziare una forte propensione alle ricerche, sia a livello universitario che di individui interessati a livello personale da queste tematiche. Tali ricerche mostrano come ormai si stiano ottenendo incoraggianti risultati "sul campo", in termini di effettiva rimozione delle microplastiche dalle acque, sfruttando nel primo caso l’applicazione di super-specialistiche “nanotecnologie”; nel secondo una personale intuizione che non è affatto esagerato definire “geniale”.
Personalmente ritengo molto incoraggiante anche il fatto che siano tra l’altro dei giovani (lo sono senz'altro sia lo studente Fionn Ferreira che, almeno a giudicare dalle sue foto e dal suo curriculum presenti sul web, il Prof. Shaobin Wang) a conseguire tali risultati.
Ad questi purtroppo fa da contraltare il fatto che invece le nostre istituzioni, sia nazionali che sovrannazionali, si muovano se non vogliamo dire con inerzia quantomeno con esasperante lentezza nell’affrontare le questioni dal punto di vista normativo di loro competenza.
Il perdurante silenzio dei decisori da noi interpellati (Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, MiSe) rispetto alle seppur modeste richieste formulate tramite questa petizione ne è solo un piccolo esempio!
Per rappresentarvi meglio questa mia constatazione, vi propongo di consultare la trattazione del problema delle microplastiche fatta ad esempio sul sito web del Parlamento Europeo, ricca di informazioni ma confezionate in modo, almeno mi pare così, da scoraggiare i cittadini, anche di media cultura e per quanto volenterosi, dalla loro lettura:
Esso rimanda a sua volta ad altri siti web istituzionali, tipo quello della Commissione Europea sulla stessa problematica:
https://ec.europa.eu/research/sam/index.cfm?pg=pollution
tramite il quale si arriva a quello della ECHA, l’Agenzia dell’Unione Europea per la chimica:
https://echa.europa.eu/it/hot-topics/microplastics
Tra i vari documenti proposti da ECHA ha inevitabilmente attirato la mia attenzione uno intitolato “Reply to various football associations” (https://echa.europa.eu/documents/10162/28043103/reply-football-associations_en.pdf/9a91f4b9-766e-1e2d-a784-280b1aca09f8 ). Si tratta della risposta della stessa Agenzia alle preoccupazioni -o forse rimostranze- di non meglio definite “associazioni calcistiche” rispetto (da quanto ho capito leggendo al volo) ad un possibile divieto legislativo circa l’impiego di microplastiche nella realizzazione dei sottofondi dei campi da football. Per chi usufruisce ed esercisce quel tipo di impianti sportivi evidentemente sistemarli eliminando le microplastiche impiegate sarebbe un gran fastidio.
Proprio quest’ultimo esempio mi pare rappresenti davvero “plasticamente” l’influenza delle famigerate lobby di potere.
Personalmente se non avessi letto il suddetto documento, non avrei mai immaginato che al mondo del calcio interessassero le microplastiche! Tantomeno che avesse la necessità di esprimere proprie esigenze in merito; invece mi sbagliavo…
Consideriamo del resto che il football ormai da alcuni decenni fa girare fior di miliardi nell’economia globale, per cui ,quando ha bisogno di mandare messaggi ai “decisori”, si industria per trovare i canali efficaci per farlo.
Dunque il mondo del calcio, sentendosi direttamente “toccato nei propri interessi”, ha pensato bene di mandare inequivocabili messaggi alle istituzioni per far presente che un'eventuale legislazione sulle microplastiche causerebbe loro danni economici. La risposta pubblica è stata che problemi potrebbero essercene solo al momento della manutenzione degli impianti già realizzati impiegando microplastiche se in futuro fossero bandite.
Chissà se da parte loro i cittadini nel frattempo acquisiranno anzitutto l'indispensabile consapevolezza che questo tema va ad influenzare pesantemente la loro stessa salute fisica... Parimenti se realizzeranno che, siccome quelle stesse istituzioni hanno modo di sceglierle col proprio voto, il CONSENSO che le istituzioni desiderano da loro potenzialmente è ben più decisivo delle pressioni esercitabili da qualsiasi lobby...
NOTA A MARGINE (che ritengo significativa per l’ATTUALITÀ)
Le istituzioni dei paesi democratici perseguono il CONSENSO. Nei regimi autoritari -o tendenzialmente tali- viceversa si opta per perseguitare il DISSENSO.
Parallelamente, in termini economici/finanziari, si può distinguere tra paesi che perseguono un armonico SVILUPPO e paesi interessati esclusivamente alla propria CRESCITA. Proprio in questi giorni ho letto un bell'articolo (che per fortuna penso di aver anche capito) dove si spiega che si tratta di obiettivi decisamente differenti tra loro.