Petition updateSTOP all’immissione di microplastiche nei corsi d’acqua superficiali e nei mari!L'Unione Europea rende molto più severa la propria legislazione su un tipo di interferenti endocrini
Roberto VerneroSan Martino Siccomario (PV), Italy
Feb 28, 2018
Il Regolamento UE 2018/213 della Commissione del 12 febbraio 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 41/6 del 14/02/2018. Esso modifica il regolamento (UE) n. 10/2011 relativamente all'utilizzo del Bisfenolo A (BPA) in materie plastiche, vernici e rivestimenti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari. Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore il 6 marzo 2018 e si applicherà a decorrere dal 6 settembre 2018, abbassa il limite di migrazione specifica del BPA, da 0.6 mg per kg di prodotto alimentare (mg/kg) a 0.05 mg/kg ed estende questo requisito a vernici e rivestimenti, dato l’utilizzo diffuso del BPA nelle resine epossidiche per vernici applicate alle lattine per alimenti. Il nuovo regolamento prolunga inoltre il divieto di utilizzo del BPA nei biberon e proibisce la migrazione della sostanza da materiali rivestiti contenenti alimenti per neonati e bambini fino a 3 anni. Proprio come il Bisfenolo A, anche l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottano sulfonato (PFOS), sostanze impiegate per realizzare indumenti, scarpe e zaini (in Gore-tex, Teflon o altri analoghi materiali) sono pericolosi interferenti endocrini e seppur con meccanismi diversi l’esposizione nei loro confronti può raggiungere livelli eccessivi e pericolosi. Tale esposizione si realizza sia attraverso il contatto diretto (abituale e prolungato, trattandosi sostanzialmente di indumenti ed accessori d’abbigliamento) o come già detto per ingresso nella catena alimentare umana in particolare attraverso cibi di origine animale. In primis i pesci che a loro volta assorbono dall’ambiente acquatico in cui vivono tali sostanze chimiche, arrivatevi in grandissima misura nel modo già spiegato presentando la petizione. Dunque riparliamo delle apparecchiature di lavaggio che confluiscono negli scarichi. Anche se nella migliore delle ipotesi questi scarichi vengono poi trattati negli impianti di depurazione centralizzati, non si riescono più a trattenere le microfibre tessili che alla fine rilascino tali sostanze molto pericolose negli ambienti acquatici. In analogia alle disposizioni della nuovissima legislazione europea in tema di limiti per il suddetto Bisfenolo A, si insiste dunque affinché il governo italiano, EVENTUALMENTE ANCHE PRECORRENDO LE RELATIVE PROSSIME DIRETTIVE COMUNITARIE, disponga un analogo intervento in fatto di limiti di concentrazione negli scarichi fognari di sostanze tipo PFOA, PFOS, ftalati e simili. Disponga altresì con ancor più solerzia il suddetto obbligo di equipaggiare le apparecchiature di lavaggio indumenti di dispositivi di filtraggio idonei a far rispettare tali limiti.
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