No all’abbattimento del lupo, simbolo dell’Abruzzo, proposto dal ministero dell’Ambiente

Il problema

Il piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia compilato dal ministero dell'Ambiente e dall'Unione zoologia italiana e all'esame della Conferenza Stato-Regioni, prevede deroghe al "divieto di rimozione di lupi dall'ambiente naturale" (Legge 157/92 e Dpr 357/97 e Direttiva comunitaria Habitat), ossia l'abbattimento selettivo di un numero di animali nella misura del 5% della stima minima della popolazione presente nelle Alpi e nell'Appennino. Il 23 febbraio la Conferenza Stato-Regioni tornerà a riunirsi per esaminare e decidere l'applicazione del Piano.

Nelle intenzioni del ministero, la ragione principale della deroga è quella di evitare che la popolazione del lupo in Italia venga gestita attraverso uccisioni illegali. In particolare da bracconieri e allevatori esasperati dai danni arrecati dai lupi a stalle e ovini.

Il ministero sostiene che tutti i paesi europei con una consistente popolazione di lupo hanno autorizzato le deroghe.

In Italia si stima che vivano in media 1.580 lupi. La stima minima è di 1.070, la massima di 2.472. In Abruzzo sono circa 250 di cui 50 nel territorio del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Per arrivare a una stima più precisa mancano un censimento e un monitoraggio coordinato su scala nazionale.

Noi crediamo che autorizzare la deroga sia un errore.

1 La popolazione di lupo è cresciuta negli anni in Italia, ma si mantiene a livelli minimi e non preoccupanti se si considera la vastità dell'habitat nel quale è diffuso (Alpi e Appennini) e la mancanza assoluta di episodi documentati di pericolosità del lupo nei confronti dell'uomo.

2 L'abbattimento selettivo è un metodo difficile da controllare e di dubbia efficacia, considerando che, come detto, non esiste un censimento attendibile, e che i maggiori danni agli allevamenti è provocato da branchi di cani inselvatichiti, come ben sanno allevatori e gestori di aree protette.

3 Il lupo è un formidabile veicolo per l'immagine turistica dei territori protetti come il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. E la sua tutela è imprescindibile per la conservazione della biodiversità nel nostro paese.

4 Intaccare il principio della difesa assoluta del lupo arrecherebbe un danno enorme ai territori interessati.

5 Se il problema è quello dei danni economici arrecati agli allevatori, un pronto indennizzo da parte dello Stato o delle Regioni diminuirebbe sensibilmente i casi di conflitto allevatore-lupo.

6 Se in alcune aree si registrassero aumenti preoccupanti di popolazione, invece di abbatterli nulla vieterebbe il trasferimento degli esemplari in sovrannumero in altri territori.

Per queste ragioni chiediamo la tua firma.

Primo Di Nicola e la redazione de Il Centro

Questa petizione aveva 3036 sostenitori

Il problema

Il piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia compilato dal ministero dell'Ambiente e dall'Unione zoologia italiana e all'esame della Conferenza Stato-Regioni, prevede deroghe al "divieto di rimozione di lupi dall'ambiente naturale" (Legge 157/92 e Dpr 357/97 e Direttiva comunitaria Habitat), ossia l'abbattimento selettivo di un numero di animali nella misura del 5% della stima minima della popolazione presente nelle Alpi e nell'Appennino. Il 23 febbraio la Conferenza Stato-Regioni tornerà a riunirsi per esaminare e decidere l'applicazione del Piano.

Nelle intenzioni del ministero, la ragione principale della deroga è quella di evitare che la popolazione del lupo in Italia venga gestita attraverso uccisioni illegali. In particolare da bracconieri e allevatori esasperati dai danni arrecati dai lupi a stalle e ovini.

Il ministero sostiene che tutti i paesi europei con una consistente popolazione di lupo hanno autorizzato le deroghe.

In Italia si stima che vivano in media 1.580 lupi. La stima minima è di 1.070, la massima di 2.472. In Abruzzo sono circa 250 di cui 50 nel territorio del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Per arrivare a una stima più precisa mancano un censimento e un monitoraggio coordinato su scala nazionale.

Noi crediamo che autorizzare la deroga sia un errore.

1 La popolazione di lupo è cresciuta negli anni in Italia, ma si mantiene a livelli minimi e non preoccupanti se si considera la vastità dell'habitat nel quale è diffuso (Alpi e Appennini) e la mancanza assoluta di episodi documentati di pericolosità del lupo nei confronti dell'uomo.

2 L'abbattimento selettivo è un metodo difficile da controllare e di dubbia efficacia, considerando che, come detto, non esiste un censimento attendibile, e che i maggiori danni agli allevamenti è provocato da branchi di cani inselvatichiti, come ben sanno allevatori e gestori di aree protette.

3 Il lupo è un formidabile veicolo per l'immagine turistica dei territori protetti come il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. E la sua tutela è imprescindibile per la conservazione della biodiversità nel nostro paese.

4 Intaccare il principio della difesa assoluta del lupo arrecherebbe un danno enorme ai territori interessati.

5 Se il problema è quello dei danni economici arrecati agli allevatori, un pronto indennizzo da parte dello Stato o delle Regioni diminuirebbe sensibilmente i casi di conflitto allevatore-lupo.

6 Se in alcune aree si registrassero aumenti preoccupanti di popolazione, invece di abbatterli nulla vieterebbe il trasferimento degli esemplari in sovrannumero in altri territori.

Per queste ragioni chiediamo la tua firma.

Primo Di Nicola e la redazione de Il Centro

I decisori

al presidente del Consiglio; al ministro dell'Ambiente; al presidente Regione Abruzzo
al presidente del Consiglio; al ministro dell'Ambiente; al presidente Regione Abruzzo

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