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APRI
17 oct 2025

Maltrattamenti a scuola, la Procura chiede il processo per la professoressa di sostegno

La Procura della Repubblica di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per un’insegnante di sostegno di 45 anni, residente a Spoleto, accusata di maltrattamenti aggravati ai danni di una sua studentessa dodicenne affetta da autismo infantile.

I fatti contestati alla docente, in servizio in una scuola media del comprensorio spoletino, risalgono al periodo compreso tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Federica Filippi, la donna avrebbe tenuto comportamenti minacciosi, denigratori e violenti nei confronti dell’allieva che avrebbe dovuto assistere.

Le indagini dei Carabinieri, che hanno incluso l’installazione di telecamere all’interno dell’edificio scolastico, avrebbero documentato una serie di episodi ritenuti inequivocabili dall’accusa. Come si legge nel capo di imputazione, le riprese mostrerebbero la donna tirare i capelli alla ragazzina, schiaffeggiarla sul volto, sulle mani, sulle cosce e sulla schiena, strattonarla fino a farla sbattere contro i banchi o contro lo stipite di una porta, causandole lividi visibili. In un altro episodio, le avrebbe dato un pizzico alla mano durante una crisi.

Oltre alle violenze fisiche, la docente è accusata di gravi condotte omissive: avrebbe frequentemente isolato l’alunna dalla classe, costringendola a trascorrere ore da sola in un’aula dedicata, mentre lei era intenta a utilizzare il proprio smartphone, disinteressandosi completamente della minore.

La vicenda giudiziaria ha avuto un iter particolare. In fase di indagini preliminari, un giudice – lo stesso che in passato aveva disposto la scarcerazione di due corrieri con 25 chili di droga – aveva respinto la richiesta di sospensione cautelare dalla professione per un anno, ritenendo il comportamento della docente, seppur inadeguato, meramente "contenitivo". Una valutazione in netto contrasto con le conclusioni del sostituto procuratore Filippi e dei Carabinieri.

A febbraio, la richiesta di rinvio a giudizio della Procura sarà esaminata dal giudice dell’udienza preliminare, Maria Silvia Festa, chiamata a decidere se processare l’imputata, difesa dall’avvocato Alberto Onori.

I genitori della ragazzina, assistiti dall’avvocato Antonio Francesconi, si dicono fiduciosi nella giustizia. Era stato proprio il mutato comportamento della figlia – il rifiuto di andare a scuola e i racconti dei compagni di classe – a spingere la madre a indagare, portando alla luce una situazione che la studentessa, forse per paura o per la sua condizione, non aveva mai denunciato in famiglia.

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