署名活動についてのお知らせ“Nulla su di noi senza di noi". L’ISS ritiri la raccomandazione sui farmaci antipsicoticiBAMBINO ISOLATO ALLA RECITA DI FINE ANNO E SENZA INSEGNANTI FORMATI
APRI
2023/06/22

BAMBINO ISOLATO ALLA RECITA DI FINE ANNO E SENZA INSEGNANTI FORMATI

Fornire a un bambino di 7 anni affetto da un disturbo dello spettro autistico quel supporto necessario di cui ha bisogno e che gli spetta di diritto per avere un’istruzione scolastica che sia proficua e più adatta alle sue esigenze. È quanto chiedono i genitori di Marco (il nome è di fantasia, ndr) nella lettera di diffida che il loro legale, l’avvocato Giorgia Rulli, ha inviato nei giorni scorsi non solo alla scuola elementare di Bologna frequentata dal bimbo protagonista di questa vicenda, ma anche all’Ufficio Scolastico della Regione Emilia-Romagna, al sindaco Matteo Lepore, al Miur e all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.
La lettera dei genitori del bambino autistico
Una lettera che arriva al termine di un anno scolastico tutt’altro che facile, in cui il piccolo si è dovuto confrontare non solo con l’importante salto dalla scuola materna a quella primaria, di per sé già provante e delicato, ma soprattutto con la «mancanza di un’assistenza adeguata», dal momento che nessuna figura che gli è stata affiancata in classe sarebbe risultata «adeguatamente formata» per applicare il metodo educativo-terapeutico Aba (Applied Behavioural Analysis). Un metodo fondamentale - racconta la mamma - che «stiamo seguendo da anni e che ci ha già dato enormi miglioramenti».
Il confronto tra la famiglia del bambino e la scuola
E dire che a inizio anno scolastico, proprio nell’ottica di fornire continuità al metodo e rendere il passaggio meno traumatico possibile, i familiari hanno chiesto alla scuola primaria di poter accettare, come maestra di sostegno, l’educatrice che già seguiva il bambino all’asilo, formata in Aba e con cui aveva costruito una relazione «stabile e proficua». Ma la richiesta - fa sapere l’avvocato - gli è stata purtroppo negata «per via di graduatorie che non potevano, a detta dell’istituto, essere superate».
Affiancati due insegnanti che non hanno le competenze adatte
Da lì l’inizio dei problemi, con la scuola che decide di affiancargli due maestri di sostegno e due educatrici, senza che però nessuno di essi avesse alcuna competenza nel metodo Aba. E di risultati - stando a quello che racconta la madre - non si sarebbe avuto nessun riscontro. «Non ho nemmeno visto progressi a livello di apprendimento» aggiunge la donna, che a oggi dice di «non sapere ancora con esattezza» cos’abbia fatto suo figlio nell’ultimo anno di scuola.
In disparte durante lo spettacolo di fine anno
A inizio giugno, poi, la goccia che fa traboccare il vaso e spinge la famiglia a contattare l’avvocato Giorgia Rulli. Durante la recita di classe di fine anno, a cui «non era presente nessuno del personale che lo assisteva, né gli insegnanti di sostegno né gli educatori», Marco sarebbe rimasto «per tutto il tempo dello spettacolo in disparte accanto al muro dell’aula, mentre i suoi compagni di classe ballavano, recitavano e cantavano in lingua inglese» e quindi con un ulteriore elemento di difficoltà rispetto alla propria condizione già debilitante, dal momento che il bambino non «parla, tantomeno inglese, a causa del suo disturbo».
La madre: «Abbandonati dalle istituzioni»
«Ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni - aggiunge amareggiata la madre - che ci devono aiutare. Mi sono spesso sentita dire che a scuola non si fa terapia, ma ci si va per imparare. Ma mio figlio ha un modo diverso di imparare. Ha una serie di esigenze diverse a cui gli educatori si devono adeguare e per cui si devono formare. Non è una questione di terapia, ma la verità è che il metodo Aba è universale e si può adattare a tutti i contesti. Quello che oggi chiediamo - conclude - è un cambio di passo da parte della scuola. I tempi per farlo ci sono e spero che già dal prossimo anno si possa avere un approccio differente e ci sia più apertura da parte dell’istituto, perché a rimetterci è un bambino, che se ha con sé le persone giuste ha tantissime capacità di migliorare velocemente».
Il metodo Aba e la richiesta di personale formato
Oltre all’affiancamento di personale formato per il metodo Aba, nella lettera inviata, la famiglia chiede alla scuola primaria di collaborare con l’equipe che segue privatamente Marco e l’assegnazione di un comunicatore che lo possa aiutare nella sua difficoltà anche a parlare. Diversamente, i familiari fanno sapere che si riserveranno di agire per le vie legali per il bene del bambino, che da un anno sta pagando a caro prezzo e sulla propria pelle una situazione arrivata a uno scontro ormai inevitabile.

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