
DAVID, IL BAMBINO DI 12 ANNI RIMASTO SENZA TERAPIE PER L'AUTISMO A CAUSA DELLA BUROCRAZIA
Il caso di Giuseppina Rubbuano e di suo figlio David dimostra una volta di più come nel mondo della disabilità possano esserci regole o prassi che in altri contesti sarebbero considerate illogiche, se non inaccettabili. David è un bambino milanese di 12 anni con una disabilità gravissima alla quale concorrono la sindrome di Down e un grave disturbo dello spettro autistico. Quest’ultimo gli è stato diagnosticato nel 2019. Da quel momento David è diventato un bambino con patologia plurima. E a stabilirlo è anche la diagnosi funzionale messa nero su bianco dall’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi.
Nonostante questo, l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) continua a trattare David come se l’autismo non gli fosse mai stato diagnosticato, continua a non garantirgli alcuna terapia e alcuna attività utili a lavorare sul disturbo dello spettro e a contenerlo. Ormai da anni David è un bambino autistico senza un progetto specifico per il suo autismo.
Motivo? L’ATS ragiona in termini di "sindrome prevalente", ritiene che nel caso di David la sindrome prevalente sia quella di Down e quindi garantisce assistenza solo su questo fronte. Da qui diversi interrogativi: è accettabile che una persona con patologia plurima, quale che sia la sua età, sia assistita solo per metà? Quali miglioramenti possono derivare da un’assistenza che si concentra selettivamente su una sola patologia, sia pure quella prevalente? C’è un fondamento scientifico in tale approccio o non è forse vero che sarebbe decisamente più fondato e promettente affrontare la situazione di David nella sua completezza e nella sua complessità? Non bastasse, David in realtà non sta neppure usufruendo del tutto dei servizi che gli sono già stati riconosciuti: la logopedia, ad esempio.
“Tra i voucher ai quali siamo stati ammessi c’è anche quello per il logopedista – spiega Giuseppina –. Peccato che la cooperativa sociale che segue mio figlio, ovviamente scelta tra quelle accreditate dalla Regione e dall’ATS, non ha alcun logopedista da mandarci. Stiamo aspettando invano da mesi". A questo si aggiunge, come detto, la mancanza di cure specifiche per contenere il disturbo dello spettro autistico: "David sta aspettando da 4 anni di poter ricevere ciò a cui avrebbe semplicemente diritto come ogni altro minore con disabilità grave: le terapie per far fronte al suo autismo. Io sono convinta che la sua condizione potrebbe migliorare se solo potesse essere coinvolto in attività mirate".
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/autismo-cure-terapia-prevalente-storia-cd03c47e
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