AL COMUNE e al 1°MUNICIPIO CHIEDIAMO DI PIANTUMARE ALBERI IN VIA ARIOSTO E ALL'ESQUILINO


AL COMUNE e al 1°MUNICIPIO CHIEDIAMO DI PIANTUMARE ALBERI IN VIA ARIOSTO E ALL'ESQUILINO
Il problema
RIQUALIFICAZIONE VERDE PER L'ESQUILINO IN OCCASIONE DEI 150 ANNI DALLA NASCITA DEL QUARTIERE
La realizzazione del quartiere risale alla fine dell'800, quando Roma divenne la capitale del Regno Sabaudo. L’Esquilino è un quartiere con una storia complessa e ricco già dall'antichità di ville, parchi e giardini. Situato sul colle più alto di Roma, considerato come territorio extraurbano, fu adibito per lungo tempo a campo per la sepoltura dei poveri fino all'età di Augusto.
Con la crescita della città, la necropoli venne a trovarsi in mezzo all'abitato; dopo aver acquistato i terreni, Mecenate (68 - 8 A.C.) , ricoprì la zona malsana con uno spesso strato di terra sul quale vennero realizzati gli Horti. Altri ricchi seguirono il suo esempio. Oggi rimangono poche rovine degli horti: il grande ninfeo di Minerva Medica; l'Auditorio di Mecenate; i Trofei di Mario, nella piazza V. Emanuele. Gli Horti erano dimore lussuose circondate da immensi giardini, destinati all'otium, con spazi per il riposo, piccoli teatri e santuari, con prati, boschi e bacini d’acqua. L'Esquilino, era anche la regione più ricca di acque, perché qui entravano i principali acquedotti della città. Non tutta la necropoli però fu bonificata; rimase in uso per tutta l'epoca dell'Impero l'area fra la piazza V. Emanuele e porta Maggiore, dove erano i sepolcri dei liberti di alcune famiglie signorili. L'Esquilino era il quartiere più popolato della città, comprendendo 3.859 insulae e 380 domus; aveva inoltre 15 edicole di divinità, 26 magazzini di generi commestibili, 75 bagni, 74 fontane e 15 taberne. Era attraversato da tre grandi strade che partivano a raggiera dalla Porta Esquilina (oggi arco di Gallieno accanto alla chiesa di S. Vito): la Via Tiburtina, la Via Labicana, che, in prossimità di Porta Maggiore, si divideva in due rami, uno dei quali raggiungeva Labico e l'altro Gabi, Preneste; infine la moderna Via Labicana.
Nel rinascimento, papa Sisto V°, pianificò l’Esquilino con nuovi assi che collegavano le grandi basiliche patriarcali: S. M. Maggiore, S. Giovanni in Laterano e S. Croce in Gerusalemme (le basiliche dovevano essere tra loro traguardabili oltre che collegate).
l'Esquilino venne costruito a partire dal 1871 per le residenze degli impiegati nei nuovi ministeri, infratturato da un tridente viario con fulcro nel piazzale della stazione Termini che si diramava verso Piazza del Viminale, Piazza dell’Esquilino (l’attuale Via Cavour) e Piazza di S. M. Maggiore. La costruzione di Termini (inaugurata provvisoriamente nel 1863 e poi definitivamente nel 1874) e la realizzazione delle nuove strade, furono elementi chiave nella trasformazione urbana dell’area.
Nella storia recente la zona è stata territorio di primo approdo alla città per coloro che provenivano da "fuori" ed il quartiere è oggi caratterizzato dalla presenza di immigrati che hanno trovano un ambiente multietnico e multiconfessionale.
Negli ultimi decenni, sono stati proposti diversi progetti per migliorare la qualità della vita nel quartiere, come il Progetto Esquilino Vivo o il MusEq (https://www.turismoroma.it/it/notizie/museq) che mira a rendere il quartiere più vivibile attraverso la collaborazione tra residenti e istituzioni. Attualmente si registra un crescente deterioramento delle condizioni sociali: M. Ghini (attore ed ex consigliere comunale) sul Messaggero (13.09.24) scrive: «si sta verificando una preoccupante escalation di reati che va oltre la questione dell’assenza di decoro e della presenza di senza fissa dimora e disagio sociale. (...) serve un piano per sottrarre l’Esquilino all’illegalità».
Con il "continuum" verde" nelle strade, vorremmo un Esquilino, già ricco di testimonianze archeologiche, luoghi di culto e terziario di alto livello (l'Università, i Servizi di Sicurezza, l'Assessorato ai servizi Sociali del Comune, la Direzione Asl Rm1, la Cassa Medici, l'Ordine degli Architetti di Roma, la Curia Vescovile, centri museali, teatri e non ultimo zona di residenza per numerosi attori e registi), polarizzato sulla "green attraction".
Chiediamo al Comune di Roma e al 1° Municipio di prendere subito misure concrete e piantumare le strade del quartiere.
I cittadini vogliono una città più ricca di natura e in grado di offrire tranquillità agli abitanti ed essere richiamo per uccelli e piccola fauna locale. "Abbiamo concepito il luogo dove viviamo come qualcosa di separato dal resto della natura, contro la natura. (...) la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura (...), ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Da specie generalista (...) ci siamo trasformati in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Inoltre il riscaldamento globale può (....)costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza". (estratto da-. Fitopolis - di V. Mancuso).
Secondo Nature: l'aumento del verde nelle città può ridurre la temperatura fino a circa 1°C durante le fasi di intenso calore. Nel nostro futuro gli alberi e l'arredo urbano (panchine, fontanelle e scivoli per disabili), renderanno l'uso delle strade molto piacevole favorendo l'abbandono dell'auto per i piccoli spostamenti.
Il verde, integrato con il costruito storico, si pone importanti traguardi in cui la piantumazione di Via Ariosto è solo l'inizio.
Questa idea nasce in parallelo all'iniziativa Urban Nature (WWF) concepita per diffondere il valore della natura in città con azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, università e scuole per incrementare la biodiversità nei sistemi urbani. L'intervento si propone infatti di valorizzare il quartiere rendendolo più accogliente (per bambini che hanno già una "strada scolastica", ancorchè priva di verde, antistante la Di Donato) ed anziani. Ciò vale anche per gli studenti di Ingegneria (in via Ariosto) che avranno un ambiente più fruibile (nelle varie stagioni) e ricco di visuali alberate.
Nelle altre grandi capitali o città occidentali la situazione del verde stradale è la seguente: Parigi: ha circa 700 chilometri di strade alberate. Madrid: 300.000 alberi, questo contribuisce a farne una delle città più verdi del mondo in termini di strade alberate. A Berlino: ci sono 431.000 alberi stradali (circa 80 alberi a Km) e 5.400 km di strade alberate. New York City: ha circa 17.800 km di strade alberate, con 666.134 alberi lungo le strade.
Roma ha una superficie complessiva di 12.873,6 ettari, l'Esquilino: 309,4 ettari. L'Esquilino quindi rappresenta circa il 2,4% della superficie totale di Roma. Poichè Roma comprende 8.000 km di strade, ipotizzando che per analogia siano presenti all'Esquilino il 2,4%, abbiamo 8.000x2,4%=192 km di strade da piantumare.
Si possomo piantare (come per Berlino) circa 80 alberi per Km di strade e così potremmo avere 192x80=15.360 nuovi alberi.
Una piccola foresta!!!
L'albero più adatto per la sua particolare resistenza alle malattie derivanti dall’inquinamento, è il Ginkgo Biloba che può raggiungere anche altezze notevoli, di colore verde d'estate e giallo in autunno.
Firma questa petizione per sostenere, in uno sforzo collettivo la rivalutazione di un quartiere storico: per un luogo più vivibile e più verde.
Grazie
Il problema
RIQUALIFICAZIONE VERDE PER L'ESQUILINO IN OCCASIONE DEI 150 ANNI DALLA NASCITA DEL QUARTIERE
La realizzazione del quartiere risale alla fine dell'800, quando Roma divenne la capitale del Regno Sabaudo. L’Esquilino è un quartiere con una storia complessa e ricco già dall'antichità di ville, parchi e giardini. Situato sul colle più alto di Roma, considerato come territorio extraurbano, fu adibito per lungo tempo a campo per la sepoltura dei poveri fino all'età di Augusto.
Con la crescita della città, la necropoli venne a trovarsi in mezzo all'abitato; dopo aver acquistato i terreni, Mecenate (68 - 8 A.C.) , ricoprì la zona malsana con uno spesso strato di terra sul quale vennero realizzati gli Horti. Altri ricchi seguirono il suo esempio. Oggi rimangono poche rovine degli horti: il grande ninfeo di Minerva Medica; l'Auditorio di Mecenate; i Trofei di Mario, nella piazza V. Emanuele. Gli Horti erano dimore lussuose circondate da immensi giardini, destinati all'otium, con spazi per il riposo, piccoli teatri e santuari, con prati, boschi e bacini d’acqua. L'Esquilino, era anche la regione più ricca di acque, perché qui entravano i principali acquedotti della città. Non tutta la necropoli però fu bonificata; rimase in uso per tutta l'epoca dell'Impero l'area fra la piazza V. Emanuele e porta Maggiore, dove erano i sepolcri dei liberti di alcune famiglie signorili. L'Esquilino era il quartiere più popolato della città, comprendendo 3.859 insulae e 380 domus; aveva inoltre 15 edicole di divinità, 26 magazzini di generi commestibili, 75 bagni, 74 fontane e 15 taberne. Era attraversato da tre grandi strade che partivano a raggiera dalla Porta Esquilina (oggi arco di Gallieno accanto alla chiesa di S. Vito): la Via Tiburtina, la Via Labicana, che, in prossimità di Porta Maggiore, si divideva in due rami, uno dei quali raggiungeva Labico e l'altro Gabi, Preneste; infine la moderna Via Labicana.
Nel rinascimento, papa Sisto V°, pianificò l’Esquilino con nuovi assi che collegavano le grandi basiliche patriarcali: S. M. Maggiore, S. Giovanni in Laterano e S. Croce in Gerusalemme (le basiliche dovevano essere tra loro traguardabili oltre che collegate).
l'Esquilino venne costruito a partire dal 1871 per le residenze degli impiegati nei nuovi ministeri, infratturato da un tridente viario con fulcro nel piazzale della stazione Termini che si diramava verso Piazza del Viminale, Piazza dell’Esquilino (l’attuale Via Cavour) e Piazza di S. M. Maggiore. La costruzione di Termini (inaugurata provvisoriamente nel 1863 e poi definitivamente nel 1874) e la realizzazione delle nuove strade, furono elementi chiave nella trasformazione urbana dell’area.
Nella storia recente la zona è stata territorio di primo approdo alla città per coloro che provenivano da "fuori" ed il quartiere è oggi caratterizzato dalla presenza di immigrati che hanno trovano un ambiente multietnico e multiconfessionale.
Negli ultimi decenni, sono stati proposti diversi progetti per migliorare la qualità della vita nel quartiere, come il Progetto Esquilino Vivo o il MusEq (https://www.turismoroma.it/it/notizie/museq) che mira a rendere il quartiere più vivibile attraverso la collaborazione tra residenti e istituzioni. Attualmente si registra un crescente deterioramento delle condizioni sociali: M. Ghini (attore ed ex consigliere comunale) sul Messaggero (13.09.24) scrive: «si sta verificando una preoccupante escalation di reati che va oltre la questione dell’assenza di decoro e della presenza di senza fissa dimora e disagio sociale. (...) serve un piano per sottrarre l’Esquilino all’illegalità».
Con il "continuum" verde" nelle strade, vorremmo un Esquilino, già ricco di testimonianze archeologiche, luoghi di culto e terziario di alto livello (l'Università, i Servizi di Sicurezza, l'Assessorato ai servizi Sociali del Comune, la Direzione Asl Rm1, la Cassa Medici, l'Ordine degli Architetti di Roma, la Curia Vescovile, centri museali, teatri e non ultimo zona di residenza per numerosi attori e registi), polarizzato sulla "green attraction".
Chiediamo al Comune di Roma e al 1° Municipio di prendere subito misure concrete e piantumare le strade del quartiere.
I cittadini vogliono una città più ricca di natura e in grado di offrire tranquillità agli abitanti ed essere richiamo per uccelli e piccola fauna locale. "Abbiamo concepito il luogo dove viviamo come qualcosa di separato dal resto della natura, contro la natura. (...) la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura (...), ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Da specie generalista (...) ci siamo trasformati in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Inoltre il riscaldamento globale può (....)costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza". (estratto da-. Fitopolis - di V. Mancuso).
Secondo Nature: l'aumento del verde nelle città può ridurre la temperatura fino a circa 1°C durante le fasi di intenso calore. Nel nostro futuro gli alberi e l'arredo urbano (panchine, fontanelle e scivoli per disabili), renderanno l'uso delle strade molto piacevole favorendo l'abbandono dell'auto per i piccoli spostamenti.
Il verde, integrato con il costruito storico, si pone importanti traguardi in cui la piantumazione di Via Ariosto è solo l'inizio.
Questa idea nasce in parallelo all'iniziativa Urban Nature (WWF) concepita per diffondere il valore della natura in città con azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, università e scuole per incrementare la biodiversità nei sistemi urbani. L'intervento si propone infatti di valorizzare il quartiere rendendolo più accogliente (per bambini che hanno già una "strada scolastica", ancorchè priva di verde, antistante la Di Donato) ed anziani. Ciò vale anche per gli studenti di Ingegneria (in via Ariosto) che avranno un ambiente più fruibile (nelle varie stagioni) e ricco di visuali alberate.
Nelle altre grandi capitali o città occidentali la situazione del verde stradale è la seguente: Parigi: ha circa 700 chilometri di strade alberate. Madrid: 300.000 alberi, questo contribuisce a farne una delle città più verdi del mondo in termini di strade alberate. A Berlino: ci sono 431.000 alberi stradali (circa 80 alberi a Km) e 5.400 km di strade alberate. New York City: ha circa 17.800 km di strade alberate, con 666.134 alberi lungo le strade.
Roma ha una superficie complessiva di 12.873,6 ettari, l'Esquilino: 309,4 ettari. L'Esquilino quindi rappresenta circa il 2,4% della superficie totale di Roma. Poichè Roma comprende 8.000 km di strade, ipotizzando che per analogia siano presenti all'Esquilino il 2,4%, abbiamo 8.000x2,4%=192 km di strade da piantumare.
Si possomo piantare (come per Berlino) circa 80 alberi per Km di strade e così potremmo avere 192x80=15.360 nuovi alberi.
Una piccola foresta!!!
L'albero più adatto per la sua particolare resistenza alle malattie derivanti dall’inquinamento, è il Ginkgo Biloba che può raggiungere anche altezze notevoli, di colore verde d'estate e giallo in autunno.
Firma questa petizione per sostenere, in uno sforzo collettivo la rivalutazione di un quartiere storico: per un luogo più vivibile e più verde.
Grazie
Vittoria
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I decisori

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Petizione creata in data 14 agosto 2024