

COS’È IL BURNOUT: è una patologia psichiatrica legata alle relazioni umane. È una condizione di esaurimento psicofisico e mentale che deriva da stress lavorativo cronico, soprattutto in lavori che richiedono un forte coinvolgimento emotivo, come i docenti. È un vero e proprio disturbo riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel 2019 lo ha inserito nell’ICD-11 come “fenomeno occupazionale”.
DATI ALLARMANTI: Il 90% del corpo docente è colpito da Burnout e il 40% da presenteismo. Già nel 1979 il 30% dei docenti faceva uso di psicofarmaci; oggi la percentuale è aumentata più del 50% e non risparmia nessuno perché colpisce in modo trasversale tanto gli educatori dell’infanzia quanto i professori delle superiori. Il genere femminile mediamente all’età di 54 anni, periodo in cui va in menopausa, l’83% delle insegnanti è più predisposto al Burnout. Ogni anno dieci docenti si suicidano (studi condotti dal dottor Vittorio Lodolo d’Oria).
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
✳️Esaurimento emotivo: ci si sente svuotati, senza energie, incapaci di recuperare anche dopo il riposo.
✳️Distacco e cinismo: atteggiamento distaccato o negativo verso il lavoro, i colleghi, gli utenti.
✳️Ridotta realizzazione personale: senso di inefficacia, scarsa motivazione, perdita di fiducia nelle proprie capacità.
CHI COLPISCE.
Colpisce soprattutto chi lavora in contesti ad alta pressione emotiva e responsabilità, come gli insegnanti, professione altamente usurante perché non solo il docente invecchia, le forze calano, ma le classi restano giovani e impegnative, ma è l’unica che deve relazionarsi contemporaneamente con 20–25 persone tutti con esigenze, bisogni e fragilità diverse, 6/8 ore al giorno, 5 giorni a settimana, per 9 mesi all’anno mantenendo sempre lucidità, pazienza, empatia e competenza, senza mai poter spegnere la propria attenzione:
✳️Lavoro ad alta intensità relazionale: lavorano ogni giorno a contatto con persone (studenti, colleghi, dirigenti, genitori), spesso in situazioni emotivamente cariche e complesse, con una pressione costante a “funzionare” anche quando loro stessi stanno male.
✳️Carico di lavoro eccessivo e mal distribuito: Oltre alle ore in classe, gli insegnanti devono preparare lezioni, correggere compiti, partecipare a riunioni, aggiornarsi, compilare documenti e relazioni — tutto spesso senza orari certi né riconoscimento economico e sociale adeguato.
✳️Classi numerose e problematiche: il numero elevato di alunni, le differenze culturali, economiche e sociali, e la presenza di studenti con bisogni educativi speciali, rendono la gestione quotidiana molto impegnativa.
✳️Mancanza di riconoscimento e sostegno. Il lavoro dell’insegnante è ancora poco valorizzato e spesso delegittimato sia dall’opinione pubblica sia dalle famiglie. Molti docenti sentono di essere lasciati soli di fronte ai problemi.
✳️Ruolo sempre più complesso e indefinito. Oggi agli insegnanti è chiesto di insegnare, ma anche di educare, mediare, accogliere, gestire conflitti, supplire alle carenze di altre agenzie educative (famiglia, servizi sociali…).
✳️Ambienti organizzativi spesso ostili o disfunzionali. La scarsa collaborazione tra colleghi, l'assenza di leadership dei dirigenti, i conflitti con le famiglie o tra colleghi aumentano lo stress.
SINTOMI. Il Burnout porta a:
- malattie fisiche (ipertensione, insonnia, disturbi gastrointestinali)
- depressione, attacchi di panico, ansia
- assenteismo e abbandono del lavoro
- malattie oncologiche
- suicidio
QUAL È LA CURA.
È prevenibile e curabile, ma spesso sottovalutato. Richiede:
✳️interventi individuali: cura di sé, supporto psicologico.
✳️collettivi (intervento politico: abrogare la L. 107/15): migliori condizioni di lavoro, riduzione dei carichi, clima organizzativo sano.
‼️INIZIATIVE “SALVA LA SCUOLA”:
✳️firmare e diffondere a tutti i contatti la petizione “proposta di legge contro il burnout degli insegnanti”
✳️scrivere testimonianze personali sulla relazione docente-DS, genitori, colleghi e alunni da consegnare insieme a un report alla VII Commissione Cultura.
✳️ (in cantiere) fondare Associazione Docenti Italiani con lo scopo di tutelare legalmente e psicologicamente i docenti.
Il BURNOUT SCOLASTICO è un problema che DEVE interessare tutta la SOCIETÀ perché mina la salute mentale e fisica degli insegnanti, riduce la produttività collettiva, compromette la qualità del servizio e genera costi sociali ed economici enormi, sia in termini di assenteismo che di cure sanitarie.
È un segnale di un’organizzazione del lavoro malsana, che danneggia individui e comunità. Prevenire e contrastare il burnout significa investire nel benessere, nella dignità e nella sostenibilità del lavoro per tutti.
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Comitato Docenti