AFAM Università e Ricerca: 5.000 firme per dire NO al Precariato!
AFAM Università e Ricerca: 5.000 firme per dire NO al Precariato!
Il problema
Al Presidente della Repubblica Prof. S. Mattarella
Al Presidente del Consiglio On. G. Meloni
Al Governo
Al Parlamento Italiano
Ai Parlamentari Italiani al Parlamento Europeo
Petizione nazionale contro i licenziamenti nell’alta formazione e ricerca e per un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni.
Le nuove generazioni in AFAM, Università e Ricerca vanno difese stabilmente!
Per decidere di supportare con la propria firma questa petizione, al di là di chi la propone e la diffonde - l’Unione Sindacale di Base- invitiamo tutte e tutti a porsi prima di tutto una domanda: è giusto perdere due generazioni di docenti AFAM, di ricercatrici/tori, tecnologi, tecnici ed amministrativi? Donne e uomini che hanno contribuito non solo a dare continuità alle nostre Istituzioni ma che rappresentano, insieme alle colleghe e ai colleghi di ruolo, delle vere e proprie eccellenze nei rispettivi campi di competenza?
Se vuoi difendere queste colleghe e questi colleghi, se vuoi dare continuità a quello che fanno e che facciamo, allora hai già deciso, questa battaglia va combattuta per loro, per noi e per l’Alta Formazione e la Ricerca. Quindi, il punto è appoggiare un piano assunzionale straordinario, basato anche sulle stabilizzazioni del personale che ha avuto più reiterazioni contrattuali, con il mantenimento in servizio di questo personale fino al completamento del piano.
Le firmatarie e i firmatari di questa petizione intendono indirizzarla al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Governo, al Parlamento, alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo.
Le firmatarie e i firmatari di questa petizione intendono indirizzarla al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Governo, al Parlamento, alla Commissione europea e al Parlamento Europeo.
Gli argomenti che ci portano a supportare la petizione sono di varia natura.
Innanzitutto, la stabilizzazione, delle attività delle AFAM, delle Università e degli Enti di Ricerca. É, infatti, indubbio che – senza un piano straordinario assunzionale capace di assorbire il precariato storico presente nelle nostre Istituzioni - assisteremmo alla irreversibile perdita di docenti, uomini e donne la cui professionalità si è via via consolidata: la loro mancata stabilizzazione creerebbe un vuoto generazionale non altrimenti recuperabile. Come pure nei gruppi di ricerca, nei quali la perdita di chi è stato formato per anni arrivando a contribuire continuativamente, e spesso in modo determinante, ai progetti in essere rischia di rigettare indietro di anni tutta l’attività di ricerca, con danni incalcolabili.
Altrettanto importante è il tema decisivo dei diritti. La reiterazione contrattuale, l’abuso dei contratti a termine, è stata più volte condannata dalla Commissione Europea. Per la ricerca le denunce USB sono state già reiterate; la denuncia per il precariato AFAM, in via di definizione, sarà presentata ufficialmente il 26 marzo a Roma in un'assemblea pubblica dell’Unione Sindacale di Base.
Proprio sulle sentenze europee e sulle procedure di infrazione, come anche di un'ampia giurisprudenza, si fonda il diritto alla richiesta di assunzione. Se vogliamo continuare ad avere certezze che tutti i diritti siano validi e rispettati, i diritti di tutti vanno difesi, a cominciare da quello al lavoro stabile.
Viviamo un periodo in cui sta aumentando la consapevolezza della compressione del lavoro: i nostri salari sono bassi – i più bassi del mono cosiddetto civile - e le carriere sono lente, quando pure ci sono. E tutti ormai sappiamo e abbiamo consapevolezza di come per la Politica le priorità siano altre rispetto alla Sanità, alla Scuola ma anche a pesantemente nei nostri settori della Ricerca, dell’Università e dell’AFAM. Per la sopravvivenza dei nostri settori servono investimenti non tagli e licenziamenti. Per lo sviluppo dei nostri settori serve continuità di lavoro per chi, per e con merito, ha già iniziato il proprio percorso lavorativo.
Per questo chiediamo alle Istituzioni una netta inversione di tendenza. A partire dai precari che vanno mantenuti in servizio e a cui vanno date le giuste opportunità di assunzione, come a tutte e tutti noi vanno date opportunità di salari e carriere dignitosi.
Per questo chiediamo che siano approvati emendamenti opportuni al DL PNRR 2026 (AC 2807) attualmente in discussione per prorogare i contratti a tempo determinato o atipici, compresi quelli PNRR, e sia reiterata la stabilizzazione MADIA.
Firmando questa petizione, chiediamo alle istituzioni di dare un chiaro segno normativo e di predisporre per la legge di bilancio opportuni tagli alla spesa militare per avviare il piano assunzionale e l’aumento dei fondi a disposizione di AFAM, Università ed Enti di Ricerca, necessari a rilanciare questo comparto.
Firmare la Petizione per ottenere la stabilizzazione!
5.000 firme per dire NO al Precariato

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Il problema
Al Presidente della Repubblica Prof. S. Mattarella
Al Presidente del Consiglio On. G. Meloni
Al Governo
Al Parlamento Italiano
Ai Parlamentari Italiani al Parlamento Europeo
Petizione nazionale contro i licenziamenti nell’alta formazione e ricerca e per un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni.
Le nuove generazioni in AFAM, Università e Ricerca vanno difese stabilmente!
Per decidere di supportare con la propria firma questa petizione, al di là di chi la propone e la diffonde - l’Unione Sindacale di Base- invitiamo tutte e tutti a porsi prima di tutto una domanda: è giusto perdere due generazioni di docenti AFAM, di ricercatrici/tori, tecnologi, tecnici ed amministrativi? Donne e uomini che hanno contribuito non solo a dare continuità alle nostre Istituzioni ma che rappresentano, insieme alle colleghe e ai colleghi di ruolo, delle vere e proprie eccellenze nei rispettivi campi di competenza?
Se vuoi difendere queste colleghe e questi colleghi, se vuoi dare continuità a quello che fanno e che facciamo, allora hai già deciso, questa battaglia va combattuta per loro, per noi e per l’Alta Formazione e la Ricerca. Quindi, il punto è appoggiare un piano assunzionale straordinario, basato anche sulle stabilizzazioni del personale che ha avuto più reiterazioni contrattuali, con il mantenimento in servizio di questo personale fino al completamento del piano.
Le firmatarie e i firmatari di questa petizione intendono indirizzarla al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Governo, al Parlamento, alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo.
Le firmatarie e i firmatari di questa petizione intendono indirizzarla al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Governo, al Parlamento, alla Commissione europea e al Parlamento Europeo.
Gli argomenti che ci portano a supportare la petizione sono di varia natura.
Innanzitutto, la stabilizzazione, delle attività delle AFAM, delle Università e degli Enti di Ricerca. É, infatti, indubbio che – senza un piano straordinario assunzionale capace di assorbire il precariato storico presente nelle nostre Istituzioni - assisteremmo alla irreversibile perdita di docenti, uomini e donne la cui professionalità si è via via consolidata: la loro mancata stabilizzazione creerebbe un vuoto generazionale non altrimenti recuperabile. Come pure nei gruppi di ricerca, nei quali la perdita di chi è stato formato per anni arrivando a contribuire continuativamente, e spesso in modo determinante, ai progetti in essere rischia di rigettare indietro di anni tutta l’attività di ricerca, con danni incalcolabili.
Altrettanto importante è il tema decisivo dei diritti. La reiterazione contrattuale, l’abuso dei contratti a termine, è stata più volte condannata dalla Commissione Europea. Per la ricerca le denunce USB sono state già reiterate; la denuncia per il precariato AFAM, in via di definizione, sarà presentata ufficialmente il 26 marzo a Roma in un'assemblea pubblica dell’Unione Sindacale di Base.
Proprio sulle sentenze europee e sulle procedure di infrazione, come anche di un'ampia giurisprudenza, si fonda il diritto alla richiesta di assunzione. Se vogliamo continuare ad avere certezze che tutti i diritti siano validi e rispettati, i diritti di tutti vanno difesi, a cominciare da quello al lavoro stabile.
Viviamo un periodo in cui sta aumentando la consapevolezza della compressione del lavoro: i nostri salari sono bassi – i più bassi del mono cosiddetto civile - e le carriere sono lente, quando pure ci sono. E tutti ormai sappiamo e abbiamo consapevolezza di come per la Politica le priorità siano altre rispetto alla Sanità, alla Scuola ma anche a pesantemente nei nostri settori della Ricerca, dell’Università e dell’AFAM. Per la sopravvivenza dei nostri settori servono investimenti non tagli e licenziamenti. Per lo sviluppo dei nostri settori serve continuità di lavoro per chi, per e con merito, ha già iniziato il proprio percorso lavorativo.
Per questo chiediamo alle Istituzioni una netta inversione di tendenza. A partire dai precari che vanno mantenuti in servizio e a cui vanno date le giuste opportunità di assunzione, come a tutte e tutti noi vanno date opportunità di salari e carriere dignitosi.
Per questo chiediamo che siano approvati emendamenti opportuni al DL PNRR 2026 (AC 2807) attualmente in discussione per prorogare i contratti a tempo determinato o atipici, compresi quelli PNRR, e sia reiterata la stabilizzazione MADIA.
Firmando questa petizione, chiediamo alle istituzioni di dare un chiaro segno normativo e di predisporre per la legge di bilancio opportuni tagli alla spesa militare per avviare il piano assunzionale e l’aumento dei fondi a disposizione di AFAM, Università ed Enti di Ricerca, necessari a rilanciare questo comparto.
Firmare la Petizione per ottenere la stabilizzazione!
5.000 firme per dire NO al Precariato

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Petizione creata in data 12 marzo 2026

