Adeguare subito le rette dei servizi sociali in Calabria al costo reale del lavoro.

Il problema

In Calabria il sistema dei servizi sociali è al collasso.

Le cooperative sociali che garantiscono accoglienza, cura e sostegno alle persone più fragili stanno chiudendo. Non per cattiva gestione. Ma perché chi rispetta le regole oggi è destinato a fallire.

Nel 2023 è stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative Sociali. Il costo del lavoro è aumentato del +16%. Ma le tariffe riconosciute da Regione e Comuni sono rimaste ferme, in alcuni casi da oltre dieci anni.

Oggi, chi applica il contratto collettivo lavora in perdita. Tutti i servizi sono a perdere. Le riserve delle cooperative sono finite. E mentre tutto questo accade, le istituzioni tacciono.
 
Questo non è solo un appello delle cooperative sociali. È un grido di allarme per:

  • i bambini accolti,
  • le persone anziane assistite,
  • le persone con disabilità,
  • le famiglie fragili,
  • le lavoratrici e i lavoratori del sociale.

A settembre 2025 si vota per il rinnovo del Consiglio e della Presidenza della Regione Calabria.

CHIEDIAMO a tutti i candidati e le candidate alla Consiglio regionale della Calabria di assumere pubblicamente un impegno chiaro e verificabile:

  • adeguare le rette ai costi reali dei servizi entro i primi 100 giorni di mandato.
  • riconoscere il valore del lavoro sociale, oggi sottofinanziato e invisibile.

Se anche tu credi che la cura non possa essere trattata come una spesa da tagliare, firma questa petizione.
Non possiamo più restare in silenzio. Non possiamo più essere complici.

Facciamo rete. Alziamo la voce. 

Giancarlo Rafele
Responsabile regionale Legacoop Sociali

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Giancarlo RafelePromotore della petizioneCostruisco luoghi, relazioni, possibilità Senza santi né padroni. In direzione ostinata e contraria. Sono presidente della cooperativa sociale Kyosei e responsabile regionale di Legacoopsociali.

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Il problema

In Calabria il sistema dei servizi sociali è al collasso.

Le cooperative sociali che garantiscono accoglienza, cura e sostegno alle persone più fragili stanno chiudendo. Non per cattiva gestione. Ma perché chi rispetta le regole oggi è destinato a fallire.

Nel 2023 è stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative Sociali. Il costo del lavoro è aumentato del +16%. Ma le tariffe riconosciute da Regione e Comuni sono rimaste ferme, in alcuni casi da oltre dieci anni.

Oggi, chi applica il contratto collettivo lavora in perdita. Tutti i servizi sono a perdere. Le riserve delle cooperative sono finite. E mentre tutto questo accade, le istituzioni tacciono.
 
Questo non è solo un appello delle cooperative sociali. È un grido di allarme per:

  • i bambini accolti,
  • le persone anziane assistite,
  • le persone con disabilità,
  • le famiglie fragili,
  • le lavoratrici e i lavoratori del sociale.

A settembre 2025 si vota per il rinnovo del Consiglio e della Presidenza della Regione Calabria.

CHIEDIAMO a tutti i candidati e le candidate alla Consiglio regionale della Calabria di assumere pubblicamente un impegno chiaro e verificabile:

  • adeguare le rette ai costi reali dei servizi entro i primi 100 giorni di mandato.
  • riconoscere il valore del lavoro sociale, oggi sottofinanziato e invisibile.

Se anche tu credi che la cura non possa essere trattata come una spesa da tagliare, firma questa petizione.
Non possiamo più restare in silenzio. Non possiamo più essere complici.

Facciamo rete. Alziamo la voce. 

Giancarlo Rafele
Responsabile regionale Legacoop Sociali

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Giancarlo RafelePromotore della petizioneCostruisco luoghi, relazioni, possibilità Senza santi né padroni. In direzione ostinata e contraria. Sono presidente della cooperativa sociale Kyosei e responsabile regionale di Legacoopsociali.

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