#AcquaDemocratica - Nazionalizziamo la gestione delle risorse idriche!

Il problema

Mancanza d’acqua e siccità non accadono per caso. I cambiamenti climatici incidono sulle disponibilità idriche, ma sono le decisioni errate del Governo a produrre disastri. 

La politica pone in competizione il diritto all’acqua e interessi economico finanziari. E se produrre energia con l’acqua è più conveniente di renderla disponibile per l’uso potabile o per l’agricoltura, ecco che i rubinetti delle abitazioni restano a secco e le derrate alimentari si bruciano sui campi. 

Il Governo e le Regioni hanno abdicato alla loro funzione politica e delegato il compito alle Corporation con obiettivi industriali e di profitto. La grande sete era prevedibile. La privatizzazione spinta della gestione degli impianti idroelettrici, piccoli e grandi, mette nelle mani delle multinazionali fonti d’acqua importantissime per la vita degli italiani. La distanza dai territori e la priorità del profitto, rendono impossibile il riconoscimento del diritto umano all’acqua e genera conflitto. 

L’emergenza dà grande potere al Governo e al Parlamento, ma per allontanare la tragedia bisogna invertire la rotta e seguire gli orientamenti delle Nazioni Unite.

La nostra Costituzione (art.43) prevede i rimedi: i servizi pubblici essenziali e le fonti di energia di preminente interesse generale possano essere nazionalizzati e affidati a enti pubblici, comunità di lavoratori o di utenti. Possono nascere le comunità dell’acqua. I cittadini avranno cura dei cittadini. Potranno garantire che le fasce più disagiate della popolazione possano dissetarsi e avere accesso a servizi igienico sanitari adeguati. Gli insediamenti informali e i ripari di fortuna saranno integrati nel sistema idrico e disporranno di acqua di qualità. (WWAP/ONU 2019) Gli investimenti nelle infrastrutture idriche saranno orientati verso tecnologie compatibili con la natura e gradualmente le tecnologie grigie, quelle realizzate col cemento, ad alto impatto ambientale, saranno abbandonate. (WWAP/ONU 2018) Una politica di adattamento ai cambiamenti climatici (WWAP/ONU 2020) orientata ai diritti umani e ai diritti della natura, prenderà il posto occupato dalla speculazione finanziaria. La difesa delle falde idriche sarà una priorità (WWAP/ONU 2022) e la grande sete sarà il ricordo lontano di politiche inadeguate. 

Il MovimentoBlu chiede al Governo la nazionalizzazione delle gestioni idriche e la condivisione delle decisioni con i territori mediante i processi di partecipazione democratica, previsti dalla convenzione di Aarhus.

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Maurizio MontaltoPromotore della petizione

21.065

Il problema

Mancanza d’acqua e siccità non accadono per caso. I cambiamenti climatici incidono sulle disponibilità idriche, ma sono le decisioni errate del Governo a produrre disastri. 

La politica pone in competizione il diritto all’acqua e interessi economico finanziari. E se produrre energia con l’acqua è più conveniente di renderla disponibile per l’uso potabile o per l’agricoltura, ecco che i rubinetti delle abitazioni restano a secco e le derrate alimentari si bruciano sui campi. 

Il Governo e le Regioni hanno abdicato alla loro funzione politica e delegato il compito alle Corporation con obiettivi industriali e di profitto. La grande sete era prevedibile. La privatizzazione spinta della gestione degli impianti idroelettrici, piccoli e grandi, mette nelle mani delle multinazionali fonti d’acqua importantissime per la vita degli italiani. La distanza dai territori e la priorità del profitto, rendono impossibile il riconoscimento del diritto umano all’acqua e genera conflitto. 

L’emergenza dà grande potere al Governo e al Parlamento, ma per allontanare la tragedia bisogna invertire la rotta e seguire gli orientamenti delle Nazioni Unite.

La nostra Costituzione (art.43) prevede i rimedi: i servizi pubblici essenziali e le fonti di energia di preminente interesse generale possano essere nazionalizzati e affidati a enti pubblici, comunità di lavoratori o di utenti. Possono nascere le comunità dell’acqua. I cittadini avranno cura dei cittadini. Potranno garantire che le fasce più disagiate della popolazione possano dissetarsi e avere accesso a servizi igienico sanitari adeguati. Gli insediamenti informali e i ripari di fortuna saranno integrati nel sistema idrico e disporranno di acqua di qualità. (WWAP/ONU 2019) Gli investimenti nelle infrastrutture idriche saranno orientati verso tecnologie compatibili con la natura e gradualmente le tecnologie grigie, quelle realizzate col cemento, ad alto impatto ambientale, saranno abbandonate. (WWAP/ONU 2018) Una politica di adattamento ai cambiamenti climatici (WWAP/ONU 2020) orientata ai diritti umani e ai diritti della natura, prenderà il posto occupato dalla speculazione finanziaria. La difesa delle falde idriche sarà una priorità (WWAP/ONU 2022) e la grande sete sarà il ricordo lontano di politiche inadeguate. 

Il MovimentoBlu chiede al Governo la nazionalizzazione delle gestioni idriche e la condivisione delle decisioni con i territori mediante i processi di partecipazione democratica, previsti dalla convenzione di Aarhus.

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Petizione creata in data 28 giugno 2022