Abolizione tassa sulla salute per i transfrontalieri

Il problema

Sono moltissime le famiglie coinvolte in questa situazione lavorativa complessa e disagiata, quella dei transfrontalieri italo-svizzeri. Molti vivono nei comuni di frontiera, spesso in aree desolate vicino al confine italo-svizzero, zone che in Italia offrono poche opportunità di lavoro. Così i residenti, non hanno altra scelta se non attraversare il confine per lavorare in Svizzera, affrontando quotidianamente lunghe distanze, lunghe code, traffico e sacrifici per assicurare il sostentamento delle nostre famiglie senza tra l’altro ricevere dei servizi adeguati (ospedali, scuole, mezzi di trasporto ecc…) e tutela sul lavoro (inesistente, si può essere licenziati dall’oggi al domani).

L'introduzione di una nuova tassa sulla salute per i lavoratori transfrontalieri è una misura profondamente ingiusta e discriminatoria. Oltretutto in questi anni, nonostante i ristorni e tutte le tasse e imposte raccolte da Regione e Stato, non è stato fatto alcun danno investimento lato salute (vedi mancanza di ospedali, strutture, RSA, centri poliambulatori) e abbiamo già la prova che questi soldi verrebbero mangiati da un sistema che non restituisce nulla a questi comuni di frontiera e porterebbe all’abbandono e al declino demografico. La tassa graverebbe infatti esclusivamente su una categoria già svantaggiata di lavoratori che lottano per riuscire a mantenere un reddito dignitoso per il proprio nucleo famigliare passando ore per strada in coda nel traffico quotidianamente. Non solo colpirebbe gli individui più vulnerabili, ma metterebbe in ulteriore difficoltà economica chi già vive al limite della precarietà.

In più, questa tassa verrebbe applicata su un reddito già netto, una pratica che va contro i principi costituzionali e che, quindi, risulterebbe illegale. È impensabile aggiungere un onere economico ulteriore a chi guadagna già poco e sta cercando solo di mantenere un tenore di vita accettabile. Noi chiediamo che questa misura ingiusta venga immediatamente ritirata al fine di garantire equità e giustizia per tutti i lavoratori transfrontalieri italiani.

Ci siamo già riuniti in diverse occasioni, c’è l’appoggio di diverse istituzioni ma molte regioni non vogliono ascoltare, lo Stato proprio non si interessa, dunque non fermiamoci ora!
Vi invitiamo a firmare questa petizione per sostenere l'abolizione immediata di questa tassa iniqua e tutelare i nostri diritti lavorativi sul confine italo-svizzero. La vostra firma può fare la differenza. Unitevi a noi nella lotta per un trattamento giusto ed equanime per tutti. Firma adesso!

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A VPromotore della petizione

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Sono moltissime le famiglie coinvolte in questa situazione lavorativa complessa e disagiata, quella dei transfrontalieri italo-svizzeri. Molti vivono nei comuni di frontiera, spesso in aree desolate vicino al confine italo-svizzero, zone che in Italia offrono poche opportunità di lavoro. Così i residenti, non hanno altra scelta se non attraversare il confine per lavorare in Svizzera, affrontando quotidianamente lunghe distanze, lunghe code, traffico e sacrifici per assicurare il sostentamento delle nostre famiglie senza tra l’altro ricevere dei servizi adeguati (ospedali, scuole, mezzi di trasporto ecc…) e tutela sul lavoro (inesistente, si può essere licenziati dall’oggi al domani).

L'introduzione di una nuova tassa sulla salute per i lavoratori transfrontalieri è una misura profondamente ingiusta e discriminatoria. Oltretutto in questi anni, nonostante i ristorni e tutte le tasse e imposte raccolte da Regione e Stato, non è stato fatto alcun danno investimento lato salute (vedi mancanza di ospedali, strutture, RSA, centri poliambulatori) e abbiamo già la prova che questi soldi verrebbero mangiati da un sistema che non restituisce nulla a questi comuni di frontiera e porterebbe all’abbandono e al declino demografico. La tassa graverebbe infatti esclusivamente su una categoria già svantaggiata di lavoratori che lottano per riuscire a mantenere un reddito dignitoso per il proprio nucleo famigliare passando ore per strada in coda nel traffico quotidianamente. Non solo colpirebbe gli individui più vulnerabili, ma metterebbe in ulteriore difficoltà economica chi già vive al limite della precarietà.

In più, questa tassa verrebbe applicata su un reddito già netto, una pratica che va contro i principi costituzionali e che, quindi, risulterebbe illegale. È impensabile aggiungere un onere economico ulteriore a chi guadagna già poco e sta cercando solo di mantenere un tenore di vita accettabile. Noi chiediamo che questa misura ingiusta venga immediatamente ritirata al fine di garantire equità e giustizia per tutti i lavoratori transfrontalieri italiani.

Ci siamo già riuniti in diverse occasioni, c’è l’appoggio di diverse istituzioni ma molte regioni non vogliono ascoltare, lo Stato proprio non si interessa, dunque non fermiamoci ora!
Vi invitiamo a firmare questa petizione per sostenere l'abolizione immediata di questa tassa iniqua e tutelare i nostri diritti lavorativi sul confine italo-svizzero. La vostra firma può fare la differenza. Unitevi a noi nella lotta per un trattamento giusto ed equanime per tutti. Firma adesso!

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Petizione creata in data 6 ottobre 2025