Abolire la tassa rifiuti (TaRi) per chi non produce rifiuti


Abolire la tassa rifiuti (TaRi) per chi non produce rifiuti
Il problema
Sono proprietario di un immobile vuoto che personalmente non utilizzo e che non affitto da anni perché non riesco a trovare un inquilino. Puntualmente, ogni anno, devo pagare la Tari (Tassa sui Rifiuti) che oltretutto, nel comune dove sorge l'immobile, dal 2013 a oggi è quasi quadruplicata. Ma il mio immobile, poiché è inutilizzato e sfitto, non produce alcun rifiuto. Nonostante ciò, devo pagare ugualmente la Tari in virtù del comma 642 della legge 147 del 27 dicembre 2013 (la cosiddetta "Legge di Stabilità 2014). Ecco che cosa dice il testo del comma 642:
"La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi
titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili
di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralita' di possessori o di
detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica
obbligazione tributaria".
In altre parole la tassa va pagata per tutti gli immobili che potenzialmente "potrebbero" produrre rifiuti, indipendentemente dal fatto che li producano davvero oppure no. Eppure, la logica vorrebbe che se la fornitura di un servizio prevede il pagamento di un corrispettivo, qualora il servizio non venga fornito, il fornitore non dovrebbe pretendere alcun corrispettivo.
Il mio problema è comune a centinaia di migliaia di italiani che posseggono un immobile e che, per motivi personali, decidono di non usarlo oppure non intendono o non riescono ad affittarlo.
Il testo del comma 642 andrebbe modificato per consentire ai proprietari di un immobile soggetto alla Tari di non pagarla se non ne fanno uso oppure non ne ricavano alcun introito in quanto non affittato.
In caso contrario, le amministrazioni comunali continueranno a percepire gli introiti della Tari anche a fronte di un servizio di rimozione dei rifiuti che non viene prestato.

Il problema
Sono proprietario di un immobile vuoto che personalmente non utilizzo e che non affitto da anni perché non riesco a trovare un inquilino. Puntualmente, ogni anno, devo pagare la Tari (Tassa sui Rifiuti) che oltretutto, nel comune dove sorge l'immobile, dal 2013 a oggi è quasi quadruplicata. Ma il mio immobile, poiché è inutilizzato e sfitto, non produce alcun rifiuto. Nonostante ciò, devo pagare ugualmente la Tari in virtù del comma 642 della legge 147 del 27 dicembre 2013 (la cosiddetta "Legge di Stabilità 2014). Ecco che cosa dice il testo del comma 642:
"La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi
titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili
di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralita' di possessori o di
detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica
obbligazione tributaria".
In altre parole la tassa va pagata per tutti gli immobili che potenzialmente "potrebbero" produrre rifiuti, indipendentemente dal fatto che li producano davvero oppure no. Eppure, la logica vorrebbe che se la fornitura di un servizio prevede il pagamento di un corrispettivo, qualora il servizio non venga fornito, il fornitore non dovrebbe pretendere alcun corrispettivo.
Il mio problema è comune a centinaia di migliaia di italiani che posseggono un immobile e che, per motivi personali, decidono di non usarlo oppure non intendono o non riescono ad affittarlo.
Il testo del comma 642 andrebbe modificato per consentire ai proprietari di un immobile soggetto alla Tari di non pagarla se non ne fanno uso oppure non ne ricavano alcun introito in quanto non affittato.
In caso contrario, le amministrazioni comunali continueranno a percepire gli introiti della Tari anche a fronte di un servizio di rimozione dei rifiuti che non viene prestato.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 14 luglio 2016

