Abolire la legge regionale Abruzzo "garante della donna" incostituzionale

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Raggiungiamo 100 firme!
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Il problema

Il Presidente del coordinamento Codice Rosso Adele Di Rocco

Sono profondamente preoccupato per le recenti modifiche legislative nella regione Abruzzo, che includono l'introduzione della legge regionale conosciuta come "garante della donna". Questa normativa, secondo la mia opinione e quella di molti altri esperti nel campo della legislazione, risulta essere incostituzionale. È essenziale che le leggi regionali rispettino i diritti umani e di genere stabiliti dalla corte europea e dalla corte italiana dei diritti umani. Tuttavia, questa legge sembra sfidare tali diritti fondamentali, mettendo in discussione la protezione delle donne e delle minoranze di genere.

L'introduzione di questa norma potrebbe sembrare ben intenzionata, ma alla sua radice pone un grave rischio per la tutela delle figure femminili e dei diritti di genere in generale. Essa non solo non è conforme alle tutele già esistenti a livello europeo, ma rischia di creare confusione e disuguaglianze nel modo in cui i diritti vengono applicati e protetti nella nostra amata regione. Infatti, l'assenza di chiarezza giuridica può portare a interpretazioni errate che andrebbero a svantaggio delle donne stesse, cui si vorrebbe offrire protezione.

Chiedo a tutti coloro che sostengono l'importanza della costituzione e dei diritti umani di unirsi a me in questo appello per abrogare questa legge regionale. Insieme possiamo fare la differenza e garantire che la legislazione della nostra regione rispetti pienamente i diritti fondamentali sanciti dalle corte superiori.

Vi invito a firmare questa petizione per inviare un forte messaggio alle autorità regionali sull'importanza di mantenere l'integrità dei nostri sistemi legali e la protezione effettiva dei diritti di tutte le persone, senza discriminazioni di genere. Ogni firma è un passo verso la giustizia e l'uguaglianza.

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