

Grazie alle nostre azioni legali e alla crisi globale delle pellicce, negli ultimi anni con la campagna Visoni Liberi abbiamo comunicato la chiusura di numerosi allevamenti italiani di visoni.
Ma a differenza di molti Stati europei, nel nostro Paese la produzione di pellicce è ancora consentita e una decina di allevamenti sono tuttora attivi.
Stimiamo che in Italia circa 60.000 visoni possano essere uccisi ogni anno nelle camere a gas, dopo una vita di sofferenza trascorsa in piccole gabbie.
E se è certa da anni la crudeltà nei confronti degli animali, testimoniata da diversi studi e dalle indagini che abbiamo condotto negli allevamenti italiani, quello che non sapevamo è che questi luoghi sono inoltre anche veri e propri serbatoi di coronavirus, pericolosi per la nostra comunità. Negli ultimi mesi infatti si è diffusa la notizia dell’abbattimento di milioni di visoni, contagiati dal virus SARS-CoV-2 in diversi Paesi.
Tante nazioni europee stanno vietando questi allevamenti, è venuto il momento di farlo anche in Italia.
Essere Animali ha lanciato dal 9 al 15 novembre 2020 una Settimana d’azione diretta al Governo per chiedere subito che anche in Italia sia introdotto un divieto di allevamento di visoni e di altri animali da pelliccia.
Entrare in azione è semplicissimo: si tratta di proteste online a cui è possibile partecipare anche da casa, occorre solo mettere "parteciperò" all'evento Facebook e seguire le nostre indicazioni.
Utilizzeremo principalmente i social per farci sentire, ogni giorno ci saranno azioni diverse da compiere sulle diverse piattaforme.
Come sempre sarà importantissima e fondamentale la partecipazione di tutti e tutte, perché solo insieme potremo fare la differenza!