Stop al taglio di abeti secolari per abbellire piazza San Pietro e piazza Venezia.


Stop al taglio di abeti secolari per abbellire piazza San Pietro e piazza Venezia.
Il problema
Ogni anno prima di Natale si ripete lo stesso scempio: tagliare un abete secolare per abbellire temporaneamente piazza San Pietro e piazza Venezia. Gli abeti sono alberi giganteschi che possono vivere anche 600 anni e daranno bella mostra di sè per il periodo natalizio per poi finire a gennaio in una falegnameria. Quell’albero appartiene al patrimonio naturale di tutti. È l’ennesima violenza che perpetriamo contro l’ambiente per una tradizione che dev’essere modificata. Tra l’altro il Presepe è l’emblema della nostra tradizione, l’albero di Natale è “importato” dai Paesi nordici e allora aboliamolo almeno dalle nostre piazze. Parliamo di deforestazione, diamo un esempio in prima persona. Un albero che cresce per centinaia di anni nella sua terra vale più di una foto che scomparirà dalle pagine dei giornali e dai cellulari una volta finito Natale. Un albero agonizzante non merita lo sguardo distratto del passante. Ascoltiamo la voce di questi giganti della Natura, ricordiamoci di “Spelacchio” l’abete che si rifiutò di abbellire piazza Venezia tre anni fa, “suicidandosi” appena installato.
Vogliamo fare qualcosa di concreto? Piantiamo un piccolo abete in piazza Venezia e in piazza San Pietro.
Sarà un grande esempio se, con le cure e con l’amore, riuscirà a crescere anche nell’aria della città di Roma e tra vent’anni, quando sarà abbastanza alto da poter essere addobbato, ricorderà alle generazioni future, che l’evitato abbattimento di due abeti secolari, è stato un piccolo regalo concreto dell’Uomo alla Natura e non il solito blah, blah, blah!
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Il problema
Ogni anno prima di Natale si ripete lo stesso scempio: tagliare un abete secolare per abbellire temporaneamente piazza San Pietro e piazza Venezia. Gli abeti sono alberi giganteschi che possono vivere anche 600 anni e daranno bella mostra di sè per il periodo natalizio per poi finire a gennaio in una falegnameria. Quell’albero appartiene al patrimonio naturale di tutti. È l’ennesima violenza che perpetriamo contro l’ambiente per una tradizione che dev’essere modificata. Tra l’altro il Presepe è l’emblema della nostra tradizione, l’albero di Natale è “importato” dai Paesi nordici e allora aboliamolo almeno dalle nostre piazze. Parliamo di deforestazione, diamo un esempio in prima persona. Un albero che cresce per centinaia di anni nella sua terra vale più di una foto che scomparirà dalle pagine dei giornali e dai cellulari una volta finito Natale. Un albero agonizzante non merita lo sguardo distratto del passante. Ascoltiamo la voce di questi giganti della Natura, ricordiamoci di “Spelacchio” l’abete che si rifiutò di abbellire piazza Venezia tre anni fa, “suicidandosi” appena installato.
Vogliamo fare qualcosa di concreto? Piantiamo un piccolo abete in piazza Venezia e in piazza San Pietro.
Sarà un grande esempio se, con le cure e con l’amore, riuscirà a crescere anche nell’aria della città di Roma e tra vent’anni, quando sarà abbastanza alto da poter essere addobbato, ricorderà alle generazioni future, che l’evitato abbattimento di due abeti secolari, è stato un piccolo regalo concreto dell’Uomo alla Natura e non il solito blah, blah, blah!
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Petizione creata in data 23 novembre 2021