LE PERSONE CON MOBILITÀ RIDOTTA NON SONO CITTADINƏ DI SERIE B!

LE PERSONE CON MOBILITÀ RIDOTTA NON SONO CITTADINƏ DI SERIE B!

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Diego Schettino ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a A Enrico Giovannini, Ministro infrastrutture e trasporti (MIT) Agli Assessori ai Trasporti delle Reg

Le persone con mobilità ridotta non sono cittadiniə

 di serie B!

 

A chi non è capitato di prendere una storta e avere la mobilità ridotta negli spostamenti?

 

Le barriere architettoniche sui mezzi di trasporto coinvolgono tuttə (chi si INFORTUNA momentaneamente,  GENITORI CON PASSEGGINO , ANZIANI e  DISABILI). Agiamo oggi preventivamente.

 

Lanciamo questa petizione per chiedere all’Italia di diventare un Paese civile adottando un atteggiamento più consono nei confronti delle persone con disabilità, in particolar modo nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico.

 

Purtroppo dobbiamo constatare che, a oggi, diverse mancanze strutturali e organizzative costituiscono la causa che impedisce a un numero considerevole di persone di spostarsi utilizzando il servizio pubblico benché sia costituzionalmente garantito il diritto degli utenti con disabilità a muoversi liberamente, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi offerti dal trasporto collettivo, appositamente adattati, oppure di servizi alternativi.

 

Sono state molteplici le sentenze che hanno puntato il dito su questa situazione. Ne citiamo una su tutte:

 

Il 13 settembre del 2017 il Tribunale di Vicenza, seconda sezione civile, in una propria ordinanza a seguito del ricorso di un’associazione che aveva denunciato una discriminazione collettiva posta in essere dalla società a cui era affidata la gestione del servizio di trasporto pubblico locale nel Comune di Vicenza, ha sentenziato che, tra gli obblighi di legge, vi è senz'altro quello, per il gestore, di non violare i diritti soggettivi degli utenti e, tra i diritti delle persone con  disabilità, vi è quello “di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi”.

Purtroppo questa è una situazione che, ancora oggi, permane, colpendo tutto il trasporto pubblico italiano, non solo quello locale. In particolar modo, rispetto al trasporto pubblico ferroviario, evidenziamo:

-solo 330 stazioni su 2200 sono attrezzate ad offrire assistenza alle persone con disabilità e corrisponde al  15% del totale.

- troppi pochi treni attrezzati per persone con disabilità;

- obbligo di preavviso di almeno 1 ora per avere l’assistenza attraverso la Sala Blu per le poche stazioni principali (es. Roma, Milano, Napoli) e addirittura di 12 ore per quelle più piccole 

-Chi gestisce le ferrovie , con norme assurde, prevede solo un posto occupabile disponibile per ogni treno, cosicché tra due persone con disabilità che hanno bisogno di salire sul treno una delle due non può partire. 

Chiediamo pertanto che questa discriminazione nei confronti dei disabili sia finalmente cancellata, aumentando i posti attrezzati sui treni e modificando, se necessario, le norme di sicurezza, anche su tutti i mezzi di trasporto di tutto il territorio nazionale o comunque attrezzando i treni con i divisori che consentano l’identico trattamento di tutti i viaggiatori, senza nessuna discriminazione. 

Inoltre, pretendiamo che venga annullato il preavviso per richiedere l’assistenza nelle stazioni grandi, aumentando il personale addetto presente nelle grandi stazioni e in quelle minori, per arrivare a un identico meccanismo per cui il preavviso non dovrà superare l’ora. 

Diego Schettino

 Responsabile Nazionale per le politiche alla Disabilitá Europa Verde

Angelo Bonelli 

Co-Portavoce Nazionale Europa Verde

 

Eleonora Evi 

Europarlamentare e Co-Portavoce Nazionale di Europa Verde

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