Vittoria

A chi interessa davvero la scuola?

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EMERGENZA SCUOLE VUOTE A.S. 2018-19
320 SEDI VACANTI SENZA DIRIGENTI SCOLASTICI: SCUOLE ALLO SBANDO

Dal 1° settembre 2018 più di 300 scuole solo in Lombardia non avranno un Dirigente Scolastico.
Questo è il risultato dei tanti Presidi che sono andati in pensione negli anni scorsi, che andranno in pensione quest’anno e che non saranno sostituiti da un altro Dirigente titolare.
Al loro posto, in attesa dei vincitori di un concorso a Dirigente, bandito ma non ancora partito, sarà nominato d’ufficio come “reggente” un Dirigente che già ha in carico un’altra scuola e che dedicherà quindi all'Istituto senza Preside il poco tempo che gli avanzerà. .
E’ anche vero che alcuni Dirigenti Scolastici della Lombardia, pur avendo raggiunto l’età della pensione, hanno chiesto alla Direzione Regionale di restare al proprio posto per proseguire i progetti avviati, consolidare e sviluppare quanto iniziato. A loro la Direzione Regionale ha risposto di no: devono andare in quiescenza.
Perché non permettere, almeno a chi vuole, di restare e risolvere queste situazioni di emergenza?
La Direzione Regionale per ora non ha dato alcuna risposta. Noi possiamo solo fare qualche ipotesi.
Forse per risparmiare?
A un Dirigente in meno corrisponde uno stipendio in meno. Un taglio contabile fatto sulla pelle di studenti, famiglie, docenti che perdono quella guida sicura che solo un Dirigente titolare che si assume in toto responsabilità e progettualità può garantire.
E’ solo una interpretazione della legge Legge 208/2015 che permette il trattenimento in servizio solo in presenza di attività previste e accordi sottoscritti con Università e Scuole in paesi stranieri?
Eppure alcuni di questi presidi hanno avviato progetti simili, e speravano di restare proprio per portarli avanti, anche se non avevano ancora l’etichetta “Erasmus”, la sola parola magica in grado, pare, di concedere il trattenimento in servizio.
Tutto questo lascia ancora più perplessi se si pensa che il 6 giugno Sindacati e Direzione Scolastica Regionale avevano concordato di concedere la proroga a chiunque ne avesse fatto richiesta.

Cosa è accaduto allora in questi pochi giorni?

Cosa ha fatto cambiare un decisione di buon senso che sembrava già presa? 

Una cosa è certa: moltissimi Istituti si troveranno a dover gestire in piena emergenza situazioni didattiche ed organizzative problematiche e complesse.
Facciamo solo un esempio fra i tanti: un Istituto Comprensivo collocato in zona 8 a Milano conta 7 plessi sparsi sul territorio fra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, si trova in una zona definita ad alto flusso migratorio, vede aumentare di anno in anno la propria utenza anche per l’assegnazione di case popolari a famiglie in difficoltà, si trova a dover gestire e monitorare insieme al Municipio 8 la ricostruzione di uno dei suoi plessi e tutto questo oltre ai “normali” problemi che mille e più bambini e pre-adolescenti e le loro famiglie pongono quotidianamente ad una delle poche istituzioni che identificano come proprio interlocutore. La Dirigente fino ad oggi era sempre lì, mattino e pomeriggio, per ascoltare, progettare, proporre, risolvere. E dal prossimo anno?
Ci chiediamo stupefatti a chi veramente interessa la Scuola, dove sia tutelato e garantito il diritto all’istruzione dei nostri bambini e se questa è la risposta che intende darci chi ripete sempre che la Scuola deve essere innanzi tutto una Scuola “di qualità”.

Con quali persone? Con quali mezzi? Con quali risorse?


Fino ad ora sembra che si voglia risolvere la situazione in atto applicando semplicemente normative e leggi ancora in vigore, ma di fatto da superare, vista la situazione di estrema emergenza in cui versa la scuola milanese e visti gli ultimi accordi con i sindacati a livello regionale.

FIRMA: AIUTACI A SOSTENERE LA NOSTRA CAUSA E A FAR IN MODO CHE LE RICHIESTE DI PROROGA SIANO ACCETTATE.



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