6 e 9 agosto. La due giorni della della memoria


6 e 9 agosto. La due giorni della della memoria
Il problema
Il Ricordo della Shoa nazifascista il 27 Gennaio giustamente c’è.
La Memoria delle foibe comuniste, il 10 Febbraio, anche se con anni di imperdonabile di ritardo, finalmente c’è.
Non c’è ancora invece una due giorni della memoria, il 6 e 9 agosto, per commemorare il milione di vittime tra morti e contaminati dalle due bombe atomiche Statunitensi a Hiroshima e Nagasaki del 1945. Trecentomila morti sul colpo e centinaia di migliaia di feriti, sfollati e contaminati.
Nel mondo occidentale in questi giorni ferragostani, nessun politico e maestro del ricordo depone un fiore per questa barbarie che ha colpito direttamente e indirettamente un milione di civili. Indiscriminatamente: bambini, anziani, malati nei letti d’ospedale, disabili, e ragazzini nelle scuole, uomini, donne ancora nel sonno o nei luoghi di lavoro.
Famiglie intere incolpevoli polverizzate come i pompeiani dal Vesuvio.
Gli americani giustificarono l’ignominia dichiarando di non poter sprecare il tiro di due costose testate nucleari mancando difficili e selettivi obiettivi militare. Scelsero allora il mucchio e la carne degli innocenti per fiaccare il nemico psicologicamente e non per l’onore delle armi. Lo avevano già fatto coi Sioux, piombo contro frecce.
E per contrappasso proprio contro quei giapponesi che avevano combattuto la guerra più nobile, per quanto dalla “parte sbagliata o dei vinti della storia.
Avevano insegnato al mondo il sacrificio guerriero con piloti aeronautici che a corto di munizioni si lanciavano contro obiettivi militari, trasformando la carlinga dei loro aerei e le ossa del loro corpo in armi selettive contro il ferro nemico. I giapponesi erano gli ultimi a meritare l’atomica, per come avevano condotto militarmente la guerra.
È un tema su cui dobbiamo iniziare a far pressione internazionale. Ho intenzione di lavorare nel mandato a me conferito ufficialmente dal movimento Noi con Vannacci affinché questa grave lacuna della memoria universale nelle agende dei “professori e professionisti occidentali del ricordo” venga degnamente e dignitosamente colmata contro ogni pensiero unico e politicamente corretto.
Affinché anche i cattedratici del ricordo il 6 e 9 agosto di ogni anno che verrà, smettano i loro aperitivi estivi per ricordare insieme al mondo intero l’insulto all’umanità giapponese perpetrato dagli americani.
Riccardo Corsetto
Noi con Vannacci
7
Il problema
Il Ricordo della Shoa nazifascista il 27 Gennaio giustamente c’è.
La Memoria delle foibe comuniste, il 10 Febbraio, anche se con anni di imperdonabile di ritardo, finalmente c’è.
Non c’è ancora invece una due giorni della memoria, il 6 e 9 agosto, per commemorare il milione di vittime tra morti e contaminati dalle due bombe atomiche Statunitensi a Hiroshima e Nagasaki del 1945. Trecentomila morti sul colpo e centinaia di migliaia di feriti, sfollati e contaminati.
Nel mondo occidentale in questi giorni ferragostani, nessun politico e maestro del ricordo depone un fiore per questa barbarie che ha colpito direttamente e indirettamente un milione di civili. Indiscriminatamente: bambini, anziani, malati nei letti d’ospedale, disabili, e ragazzini nelle scuole, uomini, donne ancora nel sonno o nei luoghi di lavoro.
Famiglie intere incolpevoli polverizzate come i pompeiani dal Vesuvio.
Gli americani giustificarono l’ignominia dichiarando di non poter sprecare il tiro di due costose testate nucleari mancando difficili e selettivi obiettivi militare. Scelsero allora il mucchio e la carne degli innocenti per fiaccare il nemico psicologicamente e non per l’onore delle armi. Lo avevano già fatto coi Sioux, piombo contro frecce.
E per contrappasso proprio contro quei giapponesi che avevano combattuto la guerra più nobile, per quanto dalla “parte sbagliata o dei vinti della storia.
Avevano insegnato al mondo il sacrificio guerriero con piloti aeronautici che a corto di munizioni si lanciavano contro obiettivi militari, trasformando la carlinga dei loro aerei e le ossa del loro corpo in armi selettive contro il ferro nemico. I giapponesi erano gli ultimi a meritare l’atomica, per come avevano condotto militarmente la guerra.
È un tema su cui dobbiamo iniziare a far pressione internazionale. Ho intenzione di lavorare nel mandato a me conferito ufficialmente dal movimento Noi con Vannacci affinché questa grave lacuna della memoria universale nelle agende dei “professori e professionisti occidentali del ricordo” venga degnamente e dignitosamente colmata contro ogni pensiero unico e politicamente corretto.
Affinché anche i cattedratici del ricordo il 6 e 9 agosto di ogni anno che verrà, smettano i loro aperitivi estivi per ricordare insieme al mondo intero l’insulto all’umanità giapponese perpetrato dagli americani.
Riccardo Corsetto
Noi con Vannacci
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Petizione creata in data 27 gennaio 2025