

12 GIUGNO TEATRO PALLADIUM per un SALARIO GIUSTO DAVVERO


12 GIUGNO TEATRO PALLADIUM per un SALARIO GIUSTO DAVVERO
Il problema
In questi giorni in cui l’ennesima rappresentazione fiabesca del “Salario Giusto” irrompe su tutti i teatri mediatici, le vertenze che abbiamo animato in questi ultimi anni ci restituiscono molte verità e spesso una soluzione principale. Abbiamo denunciato il sistema delle filiere degli appalti che non solo costruiscono carriere scintillanti per dirigenti pubblici e privati sulle spalle di lavoratrici e lavoratori stretti tra salari iniqui e condizioni di precarietà generatrici di un disagio e uno stress sempre più invasivo, ma destrutturano ancor di più i servizi pubblici e sono le fondamenta di un sistema selvaggio dell’organizzazioni del lavoro nel privato che arrivano fino alle aggressioni sistematiche a chi si organizza per resistere alla schiavitù a cui certi datori di lavoro vorrebbero ridurre i propri dipendenti. Portando il punto di vista dei precari e precarie che sopportano troppo spesso il peso del senso di responsabilità del proprio operato senza un rapporto di lavoro stabile e con una paga oraria sotto il livello di povertà. Un rapporto di lavoro reso precario non solo da un contratto a termine o meno, ma dal sistema stesso di appalto e subappalto che rende incerto il futuro da bandi di gara, società di scopo che chiudono nel momento in cui perdono l’appalto, e la solvibilità delle medesimo che rende incerta la stessa riscossione dello stipendio. L’internalizzazione delle attività direttamente al datore di lavoro principale rende più snella ed efficiente qualsiasi organizzazione del lavoro garantendo non solo un risparmio del denaro pubblico ma garantendo ad ogni livello parità di trattamento salariale e contrattuale per gli addetti. La battaglia contro il sistema di appalti della pubblica amministrazione. è una battaglia che devono abbracciare tutti perché non è solo una vertenza sindacale in difesa dei diritti di chi ci lavora, contro le sacche di lavoro povero ormai radicate in queste filiere buone a ingrassare le statistiche sull’occupazione ma che non spostano la realtà delle difficoltà sempre più ingenti anche per chi ha un lavoro stabile. Bensi è una soluzione anche per arrestare le politiche di impoverimento del welfare a causa del debito pubblico. Tagliare i profitti delle aziende e pagare solo gli stipendi GIUSTI, del personale che fruisce il servizio è un’idea semplice quanto efficace Efficientare sui costi legati ai profitti delle aziende appaltanti, eliminando la filiera e le spese correlate a tale meccanismo, consentirebbe di veicolare le risorse sul potenziamento dei servizi derivanti dalla pubblica amministrazione e sui salari. Pensiamo alla prenotazione di una visita con 6 mesi di attesa, con un CUP retto sulle spalle di dipendenti in subappalto sottopagati per far guadagnare 2 o 3 intermediazioni, quanto il Sistema Sanitario Nazionale potrebbe avvantaggiarsi da tale risparmio, pagando degli stipendi direttamente e investendo i soldi in una maggiore capacità ricettiva? Le stesse dinamiche che riscontriamo nelle esternalizzazioni delle attività nel settore Giustizia e Tribunali, possiamo trovarle, magari con altre denominazioni, nel settore del Commercio o della Distribuzione, dove il sistema degli appalti ha talmente disarticolato qualsiasi forma di controllo facendo emergere anche un grave problema di sicurezza nei luoghi di lavoro che si affianca a quello del sostentamento. La questione dei Call Center talmente sfuggita di mano rispetto a questo tema piuttosto che semplicemente reinternalizzare a partire dalla Pubblica Amministrazione e Aziende partecipate, si preferisce sostenere la giungla di questo settore per poi condurre una guerra normativa senza alcuna speranza nel tentativo di contenere le molestie che molte di queste imprese dedite alla commercializzazione fanno tramite i propri contatti telefonici e strumenti digitali. Sarebbe necessario un capitolo a parte l’Igiene Ambientale, dove probabilmente l’ultimo baluardo alle gestioni devastatrici dei rifiuti sono proprio le forme di resistenza che gli addetti introducono per la propria difesa, che altrimenti la delega del servizio sempre più esternalizzato renderebbe ulteriormente impossibile la tracciabilità dello stoccaggio dei rifiuti. La precarietà raccontata come ineludibile rispetto alle pause delle rappresentazioni teatrali o spettacolo in genere, o agli impegni diretti come può essere un servizio stagionale, è solo un modo diverso di scaricare sulle maestranze gli oneri della formazione, della contribuzione, della disponibilità e della salute esattamente come in qualsiasi altro sistema di precarietà che vorrebbe forza lavoro disponibile e non pagata quando non si ritiene direttamente produttiva. Potremmo andare avanti all’infinito nel descrivere come il sistema degli Appalti e la proliferazione di contratti precari abbia agito come martello sul Salario “Giusto” e sui diritti. Aggredendo anche la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici e privati al solo fine di aumentare i margini di profitto di pochi. Martello che agisce anche sui CCNL e si salari più strutturati perché subiscono comunque la concorrenza a ribasso. Per questo motivo vogliamo intraprendere un nuovo Viaggio, che ponga al centro una soluzione comune sia per coloro che subiscono questo, ostaggi del ricatto lavorativo sia per coloro che si vedono sottratti quotidianamente pezzi di Welfare faticosamente conquistati. Una soluzione che permetta di far risparmiare soldi pubblici e restituire dignità e professionalità a chi lavora per la Cultura la Salute e i Servizi primari, per impedire il dumping salariale e l’erosione dei diritti democratici nei settori privati dove la concorrenza al ribasso è sempre più selvaggia. Un percorso che punta alle internalizzazioni e stabilizzazione del personale per tutti i settori della PA e delle partecipate, in generale delle attività del datore di lavoro principale, pubblico o privato che sia, che imponga il CCNL del settore e impedisca l’utilizzo di contratti pirata, che obblighi ai livelli salariali identici per le stesse mansioni e metta fuorilegge i doppi livelli contrattuali, come primi passi di una ricostruzione dei diritti intorno alle enunciazioni della nostra Carta Costituzionale, lontani dalle manipolazioni e le negazioni dell’ articolo 36 della Costituzione. Per tutti questi motivi e molti altri ancora lanciamo un appello alla partecipazione della giornata del 12 giugno per una discussione aperta e non proprietaria sul viaggio che vi proponiamo, individuando gli snodi gli appuntamenti e gli strumenti prossimi da costruire insieme nei prossimi intensi mesi di campagna elettorale in cui ci sembra un’occasione per porre temi concreti all’attenzione di una politica sempre più distanti dai veri problemi di giustizia sociale di questa società.
12 GIUGNO TEATRO PALLADIUM - ROMA
ORE 9,30 METRO GARBATELLA
Piazza Bartolomeo Romano
info e adesioni: movimentoprecari.appalti@gmail.com
PRIMI FIRMATARI
Coordinamento Lav@ Statistica Pubblica - CLASP
OSS ADL COBAS Ancona
Op. Scolastici ADL COBAS
Lav@ IAT Padova
Lav@ COBAS Appalti Ministero Giustizia
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 1
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 2
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 3
Lav@ COBAS ReCup
Lav@ COBAS CUP IFO
Lav@ COBAS CUP Osp. Sant'Andrea - Roma
Lav@ COBAS CUP ASL Rieti
Lav@ COBAS CUP Pol. Umberto I - Roma
Lav@ COBAS CUP ASL Viterbo
Lav@ COBAS Appalto Servizi Fiduciari Univ. La Sapienza - Roma
Lav@ COBAS Appalto Pulizie Univ. La Sapienza - Roma
Lav@ COBAS Telecontact - Catanzaro
Lav@ COBAS Coop Sociali

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Il problema
In questi giorni in cui l’ennesima rappresentazione fiabesca del “Salario Giusto” irrompe su tutti i teatri mediatici, le vertenze che abbiamo animato in questi ultimi anni ci restituiscono molte verità e spesso una soluzione principale. Abbiamo denunciato il sistema delle filiere degli appalti che non solo costruiscono carriere scintillanti per dirigenti pubblici e privati sulle spalle di lavoratrici e lavoratori stretti tra salari iniqui e condizioni di precarietà generatrici di un disagio e uno stress sempre più invasivo, ma destrutturano ancor di più i servizi pubblici e sono le fondamenta di un sistema selvaggio dell’organizzazioni del lavoro nel privato che arrivano fino alle aggressioni sistematiche a chi si organizza per resistere alla schiavitù a cui certi datori di lavoro vorrebbero ridurre i propri dipendenti. Portando il punto di vista dei precari e precarie che sopportano troppo spesso il peso del senso di responsabilità del proprio operato senza un rapporto di lavoro stabile e con una paga oraria sotto il livello di povertà. Un rapporto di lavoro reso precario non solo da un contratto a termine o meno, ma dal sistema stesso di appalto e subappalto che rende incerto il futuro da bandi di gara, società di scopo che chiudono nel momento in cui perdono l’appalto, e la solvibilità delle medesimo che rende incerta la stessa riscossione dello stipendio. L’internalizzazione delle attività direttamente al datore di lavoro principale rende più snella ed efficiente qualsiasi organizzazione del lavoro garantendo non solo un risparmio del denaro pubblico ma garantendo ad ogni livello parità di trattamento salariale e contrattuale per gli addetti. La battaglia contro il sistema di appalti della pubblica amministrazione. è una battaglia che devono abbracciare tutti perché non è solo una vertenza sindacale in difesa dei diritti di chi ci lavora, contro le sacche di lavoro povero ormai radicate in queste filiere buone a ingrassare le statistiche sull’occupazione ma che non spostano la realtà delle difficoltà sempre più ingenti anche per chi ha un lavoro stabile. Bensi è una soluzione anche per arrestare le politiche di impoverimento del welfare a causa del debito pubblico. Tagliare i profitti delle aziende e pagare solo gli stipendi GIUSTI, del personale che fruisce il servizio è un’idea semplice quanto efficace Efficientare sui costi legati ai profitti delle aziende appaltanti, eliminando la filiera e le spese correlate a tale meccanismo, consentirebbe di veicolare le risorse sul potenziamento dei servizi derivanti dalla pubblica amministrazione e sui salari. Pensiamo alla prenotazione di una visita con 6 mesi di attesa, con un CUP retto sulle spalle di dipendenti in subappalto sottopagati per far guadagnare 2 o 3 intermediazioni, quanto il Sistema Sanitario Nazionale potrebbe avvantaggiarsi da tale risparmio, pagando degli stipendi direttamente e investendo i soldi in una maggiore capacità ricettiva? Le stesse dinamiche che riscontriamo nelle esternalizzazioni delle attività nel settore Giustizia e Tribunali, possiamo trovarle, magari con altre denominazioni, nel settore del Commercio o della Distribuzione, dove il sistema degli appalti ha talmente disarticolato qualsiasi forma di controllo facendo emergere anche un grave problema di sicurezza nei luoghi di lavoro che si affianca a quello del sostentamento. La questione dei Call Center talmente sfuggita di mano rispetto a questo tema piuttosto che semplicemente reinternalizzare a partire dalla Pubblica Amministrazione e Aziende partecipate, si preferisce sostenere la giungla di questo settore per poi condurre una guerra normativa senza alcuna speranza nel tentativo di contenere le molestie che molte di queste imprese dedite alla commercializzazione fanno tramite i propri contatti telefonici e strumenti digitali. Sarebbe necessario un capitolo a parte l’Igiene Ambientale, dove probabilmente l’ultimo baluardo alle gestioni devastatrici dei rifiuti sono proprio le forme di resistenza che gli addetti introducono per la propria difesa, che altrimenti la delega del servizio sempre più esternalizzato renderebbe ulteriormente impossibile la tracciabilità dello stoccaggio dei rifiuti. La precarietà raccontata come ineludibile rispetto alle pause delle rappresentazioni teatrali o spettacolo in genere, o agli impegni diretti come può essere un servizio stagionale, è solo un modo diverso di scaricare sulle maestranze gli oneri della formazione, della contribuzione, della disponibilità e della salute esattamente come in qualsiasi altro sistema di precarietà che vorrebbe forza lavoro disponibile e non pagata quando non si ritiene direttamente produttiva. Potremmo andare avanti all’infinito nel descrivere come il sistema degli Appalti e la proliferazione di contratti precari abbia agito come martello sul Salario “Giusto” e sui diritti. Aggredendo anche la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici e privati al solo fine di aumentare i margini di profitto di pochi. Martello che agisce anche sui CCNL e si salari più strutturati perché subiscono comunque la concorrenza a ribasso. Per questo motivo vogliamo intraprendere un nuovo Viaggio, che ponga al centro una soluzione comune sia per coloro che subiscono questo, ostaggi del ricatto lavorativo sia per coloro che si vedono sottratti quotidianamente pezzi di Welfare faticosamente conquistati. Una soluzione che permetta di far risparmiare soldi pubblici e restituire dignità e professionalità a chi lavora per la Cultura la Salute e i Servizi primari, per impedire il dumping salariale e l’erosione dei diritti democratici nei settori privati dove la concorrenza al ribasso è sempre più selvaggia. Un percorso che punta alle internalizzazioni e stabilizzazione del personale per tutti i settori della PA e delle partecipate, in generale delle attività del datore di lavoro principale, pubblico o privato che sia, che imponga il CCNL del settore e impedisca l’utilizzo di contratti pirata, che obblighi ai livelli salariali identici per le stesse mansioni e metta fuorilegge i doppi livelli contrattuali, come primi passi di una ricostruzione dei diritti intorno alle enunciazioni della nostra Carta Costituzionale, lontani dalle manipolazioni e le negazioni dell’ articolo 36 della Costituzione. Per tutti questi motivi e molti altri ancora lanciamo un appello alla partecipazione della giornata del 12 giugno per una discussione aperta e non proprietaria sul viaggio che vi proponiamo, individuando gli snodi gli appuntamenti e gli strumenti prossimi da costruire insieme nei prossimi intensi mesi di campagna elettorale in cui ci sembra un’occasione per porre temi concreti all’attenzione di una politica sempre più distanti dai veri problemi di giustizia sociale di questa società.
12 GIUGNO TEATRO PALLADIUM - ROMA
ORE 9,30 METRO GARBATELLA
Piazza Bartolomeo Romano
info e adesioni: movimentoprecari.appalti@gmail.com
PRIMI FIRMATARI
Coordinamento Lav@ Statistica Pubblica - CLASP
OSS ADL COBAS Ancona
Op. Scolastici ADL COBAS
Lav@ IAT Padova
Lav@ COBAS Appalti Ministero Giustizia
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 1
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 2
Lav@ COBAS CUP ASL ROMA 3
Lav@ COBAS ReCup
Lav@ COBAS CUP IFO
Lav@ COBAS CUP Osp. Sant'Andrea - Roma
Lav@ COBAS CUP ASL Rieti
Lav@ COBAS CUP Pol. Umberto I - Roma
Lav@ COBAS CUP ASL Viterbo
Lav@ COBAS Appalto Servizi Fiduciari Univ. La Sapienza - Roma
Lav@ COBAS Appalto Pulizie Univ. La Sapienza - Roma
Lav@ COBAS Telecontact - Catanzaro
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Petizione creata in data 18 maggio 2026