1000 Firme X Richiedere trasparenza nella gestione dello Stadio San Filippo a Messina

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Luciano Scipilliti and 19 others have signed recently.

The Issue

 

               

 

 

 

 

 

 

Lo Stadio San Filippo – Franco Scoglio di Messina è uno degli impianti più grandi d’Italia per capienza (oltre 38.700 posti) e dovrebbe essere un punto di riferimento per lo sport e la comunità cittadina. Invece è un simbolo di inefficienza, gestione opaca e servizi minimi mancanti in un bene pubblico sostanzialmente abbandonato.

Negli ultimi anni sono emerse criticità gravi e ricorrenti nell’ utilizzo e nella gestione dell’impianto da parte del Comune di Messina. Nonostante la grandezza e il valore dell’impianto, servizi essenziali come l’acqua calda negli spogliatoi sono stati incapaci di funzionare correttamente, costringendo la società che gestisce la squadra ad avanzare richieste di intervento pubblico e provocando problemi tecnici in occasione delle partite casalinghe.

MANCANZA DI TRASPARENZA SUI PAGAMENTI DEI CANONI

Una delle questioni più gravi riguarda la totale opacità sulla situazione dei pagamenti dei canoni di utilizzo dello stadio da parte delle precedenti società proprietarie della squadra di calcio. Diversi consiglieri comunali hanno chiesto chiarimenti pubblici da parte dell’amministrazione su:

-se i canoni degli anni passati siano stati pagati integralmente

-quali crediti esistano ancora nei confronti delle società precedenti

-che verifiche siano state fatte per riscuotere eventuali somme non pagate

Tutte queste domande non hanno ricevuto risposte chiare e documentate in forma pubblica, lasciando cittadini e tifosi all’oscuro delle reali condizioni contabili di un bene pubblico importante.

Secondo alcune cronache locali, per anni Palazzo Zanca avrebbe “chiuso un occhio” su canoni non corrisposti dalla precedente proprietà, con potenziali debiti accumulati nei confronti del Comune che ad oggi non sono stati resi pubblici né certificati in modo trasparente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CANONE SENZA CRITERI TRASPARENTI

In un contesto già critico, l’attuale determinazione del canone d’uso dello stadio appare totalmente sproporzionata e priva di criteri chiari:

L’amministrazione ha richiesto alla nuova società sportiva un canone anticipato per l’utilizzo dell’impianto pari a quello applicato quando la squadra militava in una categoria professionistica, pur essendo oggi in una categoria dilettantistica.

Non esiste un regolamento pubblico aggiornato che spieghi come vengano calcolate queste tariffe e perché non siano state adeguate alla realtà sportiva attuale.

Questa situazione crea un grave problema di equità e trasparenza: chi investe nel calcio cittadino oggi non ha alcuna garanzia di regole certe, mentre i conti del passato restano non contabilizzati in modo pubblico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONDIZIONI DELL’IMPIANTO E MANUTENZIONE INSUFFICIENTE

Oltre al problema dei canoni, l’impianto stenta a garantire standard minimi di funzionalità:

-Servizi tecnici e infrastrutturali carenti

-Mancanza o precarietà di servizi essenziali come acqua calda e impianti antincendio

-Interventi manutentivi ordinari che vengono effettuati in modo sporadico e senza un programma chiaro


Negli ultimi anni il Comune ha provveduto solo a interventi episodici come l’ordine di nuovi serbatoi d’acqua per il terreno di gioco, necessario perché quelli vecchi perdevano acqua, senza affrontare sistematicamente le criticità di fondo.

PERCHÉ QUESTA SITUAZIONE È INACCETTABILE

Questo stadio è un bene pubblico, non un patrimonio privato da gestire arbitrariamente. È inconcepibile che:

-non sia chiaro se la passata proprietà abbia pagato i canoni dovuti

-non esistano rendicontazioni pubbliche dei crediti e dei debiti del Comune

-i criteri per la determinazione dei canoni siano oscuri o non aggiornati

-i servizi minimi non siano garantiti nonostante la funzione pubblica dell’impianto

CHIEDIAMO CON FORZA:

1. Audit pubblico e indipendente sui conti
Che venga verificata e pubblicata tutta la documentazione contabile relativa ai canoni pagati e non pagati, compresi eventuali crediti da riscuotere.

2. Trasparenza totale e accesso ai contratti
Che il Comune renda pubblici i contratti di concessione e i rapporti economici con tutte le società che hanno utilizzato lo stadio negli ultimi anni.

3. Criteri chiari e pubblici per il canone
Un regolamento che specifichi come vengono determinati i canoni, differenziato per categoria sportiva e proporzionato all’ utilizzo reale.

4. Manutenzione straordinaria urgente
Interventi immediati su acqua calda, sicurezza, impianti antincendio e tutte le strutture essenziali.

5. Gestione trasparente da parte di un ente qualificato
Affidare la gestione a un soggetto specializzato in impianti sportivi, con rendicontazione pubblica e responsabilità chiare.

Firma per porre fine alla gestione opaca, per avere risposte sui soldi pubblici, e per restituire dignità a uno stadio che oggi è un problema invece di essere una risorsa per Messina.

Io voglio un GRANDE MESSINA,

e tu?

FORZA MESSINA.

SEMPRE.

 

 

 

80

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Lo Stadio San Filippo – Franco Scoglio di Messina è uno degli impianti più grandi d’Italia per capienza (oltre 38.700 posti) e dovrebbe essere un punto di riferimento per lo sport e la comunità cittadina. Invece è un simbolo di inefficienza, gestione opaca e servizi minimi mancanti in un bene pubblico sostanzialmente abbandonato.

Negli ultimi anni sono emerse criticità gravi e ricorrenti nell’ utilizzo e nella gestione dell’impianto da parte del Comune di Messina. Nonostante la grandezza e il valore dell’impianto, servizi essenziali come l’acqua calda negli spogliatoi sono stati incapaci di funzionare correttamente, costringendo la società che gestisce la squadra ad avanzare richieste di intervento pubblico e provocando problemi tecnici in occasione delle partite casalinghe.

MANCANZA DI TRASPARENZA SUI PAGAMENTI DEI CANONI

Una delle questioni più gravi riguarda la totale opacità sulla situazione dei pagamenti dei canoni di utilizzo dello stadio da parte delle precedenti società proprietarie della squadra di calcio. Diversi consiglieri comunali hanno chiesto chiarimenti pubblici da parte dell’amministrazione su:

-se i canoni degli anni passati siano stati pagati integralmente

-quali crediti esistano ancora nei confronti delle società precedenti

-che verifiche siano state fatte per riscuotere eventuali somme non pagate

Tutte queste domande non hanno ricevuto risposte chiare e documentate in forma pubblica, lasciando cittadini e tifosi all’oscuro delle reali condizioni contabili di un bene pubblico importante.

Secondo alcune cronache locali, per anni Palazzo Zanca avrebbe “chiuso un occhio” su canoni non corrisposti dalla precedente proprietà, con potenziali debiti accumulati nei confronti del Comune che ad oggi non sono stati resi pubblici né certificati in modo trasparente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CANONE SENZA CRITERI TRASPARENTI

In un contesto già critico, l’attuale determinazione del canone d’uso dello stadio appare totalmente sproporzionata e priva di criteri chiari:

L’amministrazione ha richiesto alla nuova società sportiva un canone anticipato per l’utilizzo dell’impianto pari a quello applicato quando la squadra militava in una categoria professionistica, pur essendo oggi in una categoria dilettantistica.

Non esiste un regolamento pubblico aggiornato che spieghi come vengano calcolate queste tariffe e perché non siano state adeguate alla realtà sportiva attuale.

Questa situazione crea un grave problema di equità e trasparenza: chi investe nel calcio cittadino oggi non ha alcuna garanzia di regole certe, mentre i conti del passato restano non contabilizzati in modo pubblico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONDIZIONI DELL’IMPIANTO E MANUTENZIONE INSUFFICIENTE

Oltre al problema dei canoni, l’impianto stenta a garantire standard minimi di funzionalità:

-Servizi tecnici e infrastrutturali carenti

-Mancanza o precarietà di servizi essenziali come acqua calda e impianti antincendio

-Interventi manutentivi ordinari che vengono effettuati in modo sporadico e senza un programma chiaro


Negli ultimi anni il Comune ha provveduto solo a interventi episodici come l’ordine di nuovi serbatoi d’acqua per il terreno di gioco, necessario perché quelli vecchi perdevano acqua, senza affrontare sistematicamente le criticità di fondo.

PERCHÉ QUESTA SITUAZIONE È INACCETTABILE

Questo stadio è un bene pubblico, non un patrimonio privato da gestire arbitrariamente. È inconcepibile che:

-non sia chiaro se la passata proprietà abbia pagato i canoni dovuti

-non esistano rendicontazioni pubbliche dei crediti e dei debiti del Comune

-i criteri per la determinazione dei canoni siano oscuri o non aggiornati

-i servizi minimi non siano garantiti nonostante la funzione pubblica dell’impianto

CHIEDIAMO CON FORZA:

1. Audit pubblico e indipendente sui conti
Che venga verificata e pubblicata tutta la documentazione contabile relativa ai canoni pagati e non pagati, compresi eventuali crediti da riscuotere.

2. Trasparenza totale e accesso ai contratti
Che il Comune renda pubblici i contratti di concessione e i rapporti economici con tutte le società che hanno utilizzato lo stadio negli ultimi anni.

3. Criteri chiari e pubblici per il canone
Un regolamento che specifichi come vengono determinati i canoni, differenziato per categoria sportiva e proporzionato all’ utilizzo reale.

4. Manutenzione straordinaria urgente
Interventi immediati su acqua calda, sicurezza, impianti antincendio e tutte le strutture essenziali.

5. Gestione trasparente da parte di un ente qualificato
Affidare la gestione a un soggetto specializzato in impianti sportivi, con rendicontazione pubblica e responsabilità chiare.

Firma per porre fine alla gestione opaca, per avere risposte sui soldi pubblici, e per restituire dignità a uno stadio che oggi è un problema invece di essere una risorsa per Messina.

Io voglio un GRANDE MESSINA,

e tu?

FORZA MESSINA.

SEMPRE.

 

 

 

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