10 borse di studio per studenti da zone di conflitto anche all'Università di Genova!

Il problema

Al Magnifico Rettore dell’Università di Genova Delfino
Alla Sindaca di Genova Salis

Recentemente, l’Università di Trento ha lanciato il bando “Students at Risk”, dedicato a 10 studenti stranieri provenienti da zone di conflitto, offrendo loro la possibilità di continuare gli studi in un ambiente sicuro e accogliente.

Il progetto è descritto qui:
https://www.unitn.it/it/ateneo/equita-diversita-e-inclusione/liberta-accademica-e-rifugiati/progetti-studenti-rifugiati/studenti-rischio

Anche se non ancora noto pubblicamente, ci si attende che il numero delle candidature sarà quasi certamente molto superiore ai 10 posti disponibili.
Questo significa che molti studenti meritevoli, pur avendo subito la perdita del proprio futuro a causa di guerra e violenza, non potranno accedere a questa opportunità. Tra questi, immaginiamo anche tanti studenti gazawi stremati da due anni di bombardamenti e fame, senza una speranza di futuro; ma non solo...

Chiediamo che Genova faccia la sua parte.

Genova è una città con una profonda vocazione internazionale, una tradizione di accoglienza e una rete civica solidale.
Oggi, più che mai, la nostra città può offrire speranza concreta a giovani la cui vita e i cui sogni sono stati spezzati dal conflitto.

Chiediamo all’Università di Genova e al Comune di Genova di istituire un programma dedicato, con almeno 10 borse di studio per studenti provenienti da zone di conflitto, modellato sull’iniziativa dell’Università di Trento.

Un programma che garantisca, come quello dell'Università di Trento, almeno per un anno:

  • accesso sicuro agli studi universitari,
  • supporto abitativo e ai servizi accessori, come la mensa universitaria,
  • inserimento accademico e linguistico,
  • corridoi umanitari e copertura dei costi di viaggio per raggiungere la nostra città.

Come cittadine e cittadini genovesi, possiamo garantire l’appoggio di una comunità pronta ad accogliere, anche aprendo le porte delle nostre case, laddove possibile.
Genova potrebbe diventare un modello nazionale di solidarietà educativa, un luogo in cui studenti vulnerabili trovano protezione, dignità e la possibilità di costruire un futuro.

L’istruzione salva vite.
E Genova può salvarne almeno dieci.

Vi chiediamo di attivare questo programma.
Noi, come cittadini, ci impegniamo a sostenerlo.

avatar of the starter
Susanna NeuholdPromotore della petizione

467

Il problema

Al Magnifico Rettore dell’Università di Genova Delfino
Alla Sindaca di Genova Salis

Recentemente, l’Università di Trento ha lanciato il bando “Students at Risk”, dedicato a 10 studenti stranieri provenienti da zone di conflitto, offrendo loro la possibilità di continuare gli studi in un ambiente sicuro e accogliente.

Il progetto è descritto qui:
https://www.unitn.it/it/ateneo/equita-diversita-e-inclusione/liberta-accademica-e-rifugiati/progetti-studenti-rifugiati/studenti-rischio

Anche se non ancora noto pubblicamente, ci si attende che il numero delle candidature sarà quasi certamente molto superiore ai 10 posti disponibili.
Questo significa che molti studenti meritevoli, pur avendo subito la perdita del proprio futuro a causa di guerra e violenza, non potranno accedere a questa opportunità. Tra questi, immaginiamo anche tanti studenti gazawi stremati da due anni di bombardamenti e fame, senza una speranza di futuro; ma non solo...

Chiediamo che Genova faccia la sua parte.

Genova è una città con una profonda vocazione internazionale, una tradizione di accoglienza e una rete civica solidale.
Oggi, più che mai, la nostra città può offrire speranza concreta a giovani la cui vita e i cui sogni sono stati spezzati dal conflitto.

Chiediamo all’Università di Genova e al Comune di Genova di istituire un programma dedicato, con almeno 10 borse di studio per studenti provenienti da zone di conflitto, modellato sull’iniziativa dell’Università di Trento.

Un programma che garantisca, come quello dell'Università di Trento, almeno per un anno:

  • accesso sicuro agli studi universitari,
  • supporto abitativo e ai servizi accessori, come la mensa universitaria,
  • inserimento accademico e linguistico,
  • corridoi umanitari e copertura dei costi di viaggio per raggiungere la nostra città.

Come cittadine e cittadini genovesi, possiamo garantire l’appoggio di una comunità pronta ad accogliere, anche aprendo le porte delle nostre case, laddove possibile.
Genova potrebbe diventare un modello nazionale di solidarietà educativa, un luogo in cui studenti vulnerabili trovano protezione, dignità e la possibilità di costruire un futuro.

L’istruzione salva vite.
E Genova può salvarne almeno dieci.

Vi chiediamo di attivare questo programma.
Noi, come cittadini, ci impegniamo a sostenerlo.

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I decisori

Anna Maria Bernini
Anna Maria Bernini
Ministra, Ministero dell'Università e della Ricerca
Federico Delfino
Federico Delfino
Rettore, Università di Genova
Silvia Salis
Silvia Salis
Sindaca, Genova
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