

1% - Un fondo nazionale per garantire il diritto allo sport
Il problema
Lo sport è entrato in Costituzione. Ora rendiamolo realtà.
Dal 2023 l'art. 33 della nostra Costituzione dice: "La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme".
Ma la realtà è un'altra: ogni anno chiudono centinaia di società dilettantistiche e di quartiere. Le famiglie non riescono a pagare iscrizioni da 500-800 euro a stagione. Mancano palestre, campi, spogliatoi decenti. Il diritto allo sport è sulla carta, ma non nei campetti.
Mentre il calcio professionistico genera oltre 1,1 miliardi di soli ingaggi in Serie A.
LA NOSTRA PROPOSTA CONCRETA: ISTITUIRE IL FONDO NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO SPORT (Art. 33 Cost.)
Chiediamo una legge che preveda:
1. Prelievo di solidarietà dell'1% sul valore lordo dei contratti di lavoro sportivo professionistico superiori a 90.000 euro netti annui (calcio maschile e femminile, basket, volley e altri sport pro). Non una tassa per lo Stato, ma un contributo di sistema.
2. A chi va il fondo? Gestione trasparente tramite Sport e Salute S.p.A. con rendicontazione pubblica.
50% alle società dilettantistiche e di base che fanno settore giovanile con almeno 30 tesserati U18, per abbattere i costi di tesseramento e iscrizione
30% per ristrutturazione e messa a norma di impianti sportivi di base, palestre scolastiche, campi di periferia e aree svantaggiate
20% per borse sportive per famiglie a basso ISEE, progetti di inclusione, disabilità, e promozione dello sport femminile giovanile
3. Perché è giusto:
Non toglie nulla ai campioni, è l'1%. Per chi guadagna 1 milione netto, sono 10.000 euro che diventano l'iscrizione gratuita per 20 bambini.
Salva chi FORMA i campioni. Senza le società minori, non esiste il vivaio italiano.
Rende concreto l'art. 33: non assistenzialismo, ma investimento sul benessere, sulla salute e sull'educazione delle nuove generazioni.
È già realtà all'estero con Common Goal, ma deve diventare strutturale e italiano.
Non chiediamo carità. Chiediamo redistribuzione e giustizia sportiva.
Se il professionismo è la punta della piramide, è ora che la punta sostenga la base che la tiene in piedi.
Firma per chiedere l'1% per il 100% dei ragazzi.

18
Il problema
Lo sport è entrato in Costituzione. Ora rendiamolo realtà.
Dal 2023 l'art. 33 della nostra Costituzione dice: "La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme".
Ma la realtà è un'altra: ogni anno chiudono centinaia di società dilettantistiche e di quartiere. Le famiglie non riescono a pagare iscrizioni da 500-800 euro a stagione. Mancano palestre, campi, spogliatoi decenti. Il diritto allo sport è sulla carta, ma non nei campetti.
Mentre il calcio professionistico genera oltre 1,1 miliardi di soli ingaggi in Serie A.
LA NOSTRA PROPOSTA CONCRETA: ISTITUIRE IL FONDO NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO SPORT (Art. 33 Cost.)
Chiediamo una legge che preveda:
1. Prelievo di solidarietà dell'1% sul valore lordo dei contratti di lavoro sportivo professionistico superiori a 90.000 euro netti annui (calcio maschile e femminile, basket, volley e altri sport pro). Non una tassa per lo Stato, ma un contributo di sistema.
2. A chi va il fondo? Gestione trasparente tramite Sport e Salute S.p.A. con rendicontazione pubblica.
50% alle società dilettantistiche e di base che fanno settore giovanile con almeno 30 tesserati U18, per abbattere i costi di tesseramento e iscrizione
30% per ristrutturazione e messa a norma di impianti sportivi di base, palestre scolastiche, campi di periferia e aree svantaggiate
20% per borse sportive per famiglie a basso ISEE, progetti di inclusione, disabilità, e promozione dello sport femminile giovanile
3. Perché è giusto:
Non toglie nulla ai campioni, è l'1%. Per chi guadagna 1 milione netto, sono 10.000 euro che diventano l'iscrizione gratuita per 20 bambini.
Salva chi FORMA i campioni. Senza le società minori, non esiste il vivaio italiano.
Rende concreto l'art. 33: non assistenzialismo, ma investimento sul benessere, sulla salute e sull'educazione delle nuove generazioni.
È già realtà all'estero con Common Goal, ma deve diventare strutturale e italiano.
Non chiediamo carità. Chiediamo redistribuzione e giustizia sportiva.
Se il professionismo è la punta della piramide, è ora che la punta sostenga la base che la tiene in piedi.
Firma per chiedere l'1% per il 100% dei ragazzi.

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 2 agosto 2026