NO alla norma "taglia-idonei" nei concorsi pubblici


NO alla norma "taglia-idonei" nei concorsi pubblici
Il problema
"Nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all'ultimo di quelli banditi".
Così recita l'art. 1 bis del D.L. 44/2023 convertito in L. 74/2023, la cosiddetta norma "taglia-idonei" che comporterà, nelle procedure concorsuali future, una drastica riduzione di candidati assumibili.
Questo comporterà un incremento di procedure concorsuali, con aggravio - amministrativo ed economico - per la Pubblica amministrazione, in contrasto con il principio di buon andamento della Pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).
I grandi concorsi, soprattutto degli enti nazionali, in programma nel triennio 2023-25 rischiano di fallire in quanto il fabbisogno, estremamente alto, non sarebbe compensato dagli scorrimenti, come avvenuto - ad esempio - nel concorso per 1858 Consulenti protezione sociale INPS.
Per questo inviamo una ferma richiesta al governo in carica di ritirare questa norma dannosa, che danneggia il mondo del lavoro e della pubblica amministrazione.

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Il problema
"Nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all'ultimo di quelli banditi".
Così recita l'art. 1 bis del D.L. 44/2023 convertito in L. 74/2023, la cosiddetta norma "taglia-idonei" che comporterà, nelle procedure concorsuali future, una drastica riduzione di candidati assumibili.
Questo comporterà un incremento di procedure concorsuali, con aggravio - amministrativo ed economico - per la Pubblica amministrazione, in contrasto con il principio di buon andamento della Pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).
I grandi concorsi, soprattutto degli enti nazionali, in programma nel triennio 2023-25 rischiano di fallire in quanto il fabbisogno, estremamente alto, non sarebbe compensato dagli scorrimenti, come avvenuto - ad esempio - nel concorso per 1858 Consulenti protezione sociale INPS.
Per questo inviamo una ferma richiesta al governo in carica di ritirare questa norma dannosa, che danneggia il mondo del lavoro e della pubblica amministrazione.

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Petizione creata in data 26 giugno 2023