Petizione per l’iscrizione di Carlo Monguzzi al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano

Firmatari recenti
Raffaella Canovi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

 

Alla Sindaco del Comune di Milano,
alla Giunta Comunale,
al Consiglio Comunale di Milano,

Con la presente petizione intendiamo proporre formalmente che il nome di Carlo Monguzzi venga iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, luogo simbolico nel quale la città rende onore ai suoi cittadini più illustri, a coloro che con la loro opera hanno contribuito in modo significativo alla crescita civile, sociale, culturale e morale della comunità milanese.

Carlo Monguzzi è stato una figura profondamente legata alla città di Milano, non soltanto dal punto di vista istituzionale ma anche umano e civile. La sua lunga esperienza politica e amministrativa, iniziata agli albori degli anni Novanta, è stata caratterizzata da una coerenza rara, da una costante attenzione ai temi ambientali e sociali e da una dedizione instancabile al bene comune.

Tra i fondatori di importanti realtà associative come Legambiente e dell’associazione animalista Mondo Gatto, Monguzzi ha saputo anticipare sensibilità oggi largamente condivise ma che, negli anni in cui egli iniziò il proprio impegno, erano ancora considerate marginali. Il suo lavoro ha contribuito a diffondere nella cittadinanza una cultura del rispetto dell’ambiente, della tutela del territorio e della difesa degli animali, elementi che oggi costituiscono pilastri fondamentali delle politiche urbane contemporanee.

Dal 1990 è stato consigliere regionale della Lombardia, ruolo che ha ricoperto con competenza e passione, arrivando a presiedere il gruppo consiliare regionale della Federazione dei Verdi. Nel corso della sua carriera politica ha dimostrato una particolare sensibilità per i temi energetici e ambientali, assumendo tra il 1993 e il 1994 l’incarico di Assessore regionale all’Ambiente ed Energia. In quel ruolo ha promosso politiche innovative per la salvaguardia del territorio lombardo e per la promozione di modelli di sviluppo sostenibile, contribuendo a orientare l’azione amministrativa verso una maggiore responsabilità ambientale.

Rieletto consigliere regionale nel 1995, nel 2000 e nel 2005, Monguzzi ha dimostrato un legame costante con gli elettori e una capacità di rappresentanza fondata sulla fiducia e sul dialogo. Nel 2009, in un momento di svolta politica personale, ha scelto di lasciare la Federazione dei Verdi per aderire al Partito Democratico, seguendo una linea di pensiero coerente con la propria visione riformista e con l’idea di un ambientalismo integrato nelle politiche progressiste più ampie.

Nel 2011 si è candidato al Consiglio Comunale di Milano a sostegno della candidatura a Sindaco di Giuliano Pisapia, raccogliendo oltre tremila preferenze. Tale risultato testimonia il riconoscimento diffuso tra i cittadini milanesi per il suo impegno e per la credibilità costruita nel corso degli anni. Anche nelle successive elezioni comunali, Monguzzi ha continuato a ricevere il sostegno dei cittadini, confermando il proprio ruolo di punto di riferimento per molti milanesi.

Tuttavia, la figura di Carlo Monguzzi non può essere compresa esclusivamente attraverso l’elenco delle cariche ricoperte. Egli è stato, soprattutto, un interprete autentico di quella tradizione civica milanese che affonda le proprie radici nel cosiddetto socialismo ambrosiano. Un socialismo riformista, pragmatico, profondamente radicato nella realtà cittadina e capace di coniugare giustizia sociale e responsabilità civica.

Il suo pensiero politico si inseriva idealmente nella tradizione del socialismo di Filippo Turati, caratterizzato da una visione riformista e graduale del cambiamento sociale. Allo stesso tempo, tale visione si innestava nella fertile tradizione del cattolicesimo sociale ambrosiano, che ha avuto in figure come Filippo Meda uno dei suoi principali interpreti e protagonisti della vita pubblica milanese. Questa sintesi tra socialismo riformista e cattolicesimo sociale rappresenta uno dei tratti distintivi della cultura civica milanese e costituisce uno degli elementi più preziosi dell’identità della città.

Carlo Monguzzi ha incarnato questa tradizione con discrezione e determinazione, dimostrando come l’impegno politico possa essere vissuto come servizio e non come privilegio. Il suo stile, sempre rispettoso delle istituzioni e aperto al confronto, ha contribuito a mantenere vivo quello spirito milanese fondato sul dialogo, sulla responsabilità e sul senso del dovere verso la comunità.

Nel corso della sua attività pubblica, Monguzzi ha saputo mantenere un contatto diretto con la cittadinanza, partecipando attivamente alla vita dei quartieri, sostenendo iniziative locali e promuovendo politiche attente ai bisogni concreti delle persone. Il suo impegno non si è limitato alle sedi istituzionali, ma si è espresso anche attraverso la partecipazione attiva alla vita associativa e sociale della città.

La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per Milano, non soltanto per il mondo politico ma per l’intera comunità civica. Onorare la sua memoria con l’iscrizione del suo nome al Famedio significherebbe riconoscere il valore di una vita dedicata al servizio pubblico e alla tutela dei beni comuni. Significherebbe anche offrire alle future generazioni un esempio concreto di cittadinanza attiva, di coerenza morale e di impegno civile.

Il Famedio non è soltanto un luogo di memoria, ma un simbolo dell’identità milanese. Accogliere il nome di Carlo Monguzzi tra quelli dei grandi cittadini milanesi rappresenterebbe un atto di riconoscenza collettiva verso una persona che ha contribuito in modo tangibile alla crescita civile della città. Sarebbe un gesto coerente con la tradizione di Milano, che ha sempre saputo valorizzare coloro che hanno operato con dedizione per il bene della comunità.

Per tutte queste ragioni, i sottoscritti chiedono formalmente al Comune di Milano di avviare l’iter necessario affinché il nome di Carlo Monguzzi venga iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, come segno di gratitudine e memoria duratura per il suo contributo alla vita pubblica e civile della città.

Milano ha il dovere morale di ricordare chi ha saputo interpretare nel modo più autentico lo spirito ambrosiano: operosità, solidarietà, responsabilità e rispetto per il bene comune. L’iscrizione di Carlo Monguzzi al Famedio sarebbe, in questo senso, non soltanto un atto commemorativo, ma un gesto profondamente educativo e civile, capace di trasmettere valori che appartengono alla migliore tradizione milanese.

Confidiamo pertanto che questa proposta venga accolta con la dovuta attenzione e sensibilità, nella consapevolezza che la memoria condivisa è uno degli strumenti più importanti per costruire il futuro di una comunità.

Marco Baratto

avatar of the starter
marco barattoPromotore della petizione

54

Firmatari recenti
Raffaella Canovi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

 

Alla Sindaco del Comune di Milano,
alla Giunta Comunale,
al Consiglio Comunale di Milano,

Con la presente petizione intendiamo proporre formalmente che il nome di Carlo Monguzzi venga iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, luogo simbolico nel quale la città rende onore ai suoi cittadini più illustri, a coloro che con la loro opera hanno contribuito in modo significativo alla crescita civile, sociale, culturale e morale della comunità milanese.

Carlo Monguzzi è stato una figura profondamente legata alla città di Milano, non soltanto dal punto di vista istituzionale ma anche umano e civile. La sua lunga esperienza politica e amministrativa, iniziata agli albori degli anni Novanta, è stata caratterizzata da una coerenza rara, da una costante attenzione ai temi ambientali e sociali e da una dedizione instancabile al bene comune.

Tra i fondatori di importanti realtà associative come Legambiente e dell’associazione animalista Mondo Gatto, Monguzzi ha saputo anticipare sensibilità oggi largamente condivise ma che, negli anni in cui egli iniziò il proprio impegno, erano ancora considerate marginali. Il suo lavoro ha contribuito a diffondere nella cittadinanza una cultura del rispetto dell’ambiente, della tutela del territorio e della difesa degli animali, elementi che oggi costituiscono pilastri fondamentali delle politiche urbane contemporanee.

Dal 1990 è stato consigliere regionale della Lombardia, ruolo che ha ricoperto con competenza e passione, arrivando a presiedere il gruppo consiliare regionale della Federazione dei Verdi. Nel corso della sua carriera politica ha dimostrato una particolare sensibilità per i temi energetici e ambientali, assumendo tra il 1993 e il 1994 l’incarico di Assessore regionale all’Ambiente ed Energia. In quel ruolo ha promosso politiche innovative per la salvaguardia del territorio lombardo e per la promozione di modelli di sviluppo sostenibile, contribuendo a orientare l’azione amministrativa verso una maggiore responsabilità ambientale.

Rieletto consigliere regionale nel 1995, nel 2000 e nel 2005, Monguzzi ha dimostrato un legame costante con gli elettori e una capacità di rappresentanza fondata sulla fiducia e sul dialogo. Nel 2009, in un momento di svolta politica personale, ha scelto di lasciare la Federazione dei Verdi per aderire al Partito Democratico, seguendo una linea di pensiero coerente con la propria visione riformista e con l’idea di un ambientalismo integrato nelle politiche progressiste più ampie.

Nel 2011 si è candidato al Consiglio Comunale di Milano a sostegno della candidatura a Sindaco di Giuliano Pisapia, raccogliendo oltre tremila preferenze. Tale risultato testimonia il riconoscimento diffuso tra i cittadini milanesi per il suo impegno e per la credibilità costruita nel corso degli anni. Anche nelle successive elezioni comunali, Monguzzi ha continuato a ricevere il sostegno dei cittadini, confermando il proprio ruolo di punto di riferimento per molti milanesi.

Tuttavia, la figura di Carlo Monguzzi non può essere compresa esclusivamente attraverso l’elenco delle cariche ricoperte. Egli è stato, soprattutto, un interprete autentico di quella tradizione civica milanese che affonda le proprie radici nel cosiddetto socialismo ambrosiano. Un socialismo riformista, pragmatico, profondamente radicato nella realtà cittadina e capace di coniugare giustizia sociale e responsabilità civica.

Il suo pensiero politico si inseriva idealmente nella tradizione del socialismo di Filippo Turati, caratterizzato da una visione riformista e graduale del cambiamento sociale. Allo stesso tempo, tale visione si innestava nella fertile tradizione del cattolicesimo sociale ambrosiano, che ha avuto in figure come Filippo Meda uno dei suoi principali interpreti e protagonisti della vita pubblica milanese. Questa sintesi tra socialismo riformista e cattolicesimo sociale rappresenta uno dei tratti distintivi della cultura civica milanese e costituisce uno degli elementi più preziosi dell’identità della città.

Carlo Monguzzi ha incarnato questa tradizione con discrezione e determinazione, dimostrando come l’impegno politico possa essere vissuto come servizio e non come privilegio. Il suo stile, sempre rispettoso delle istituzioni e aperto al confronto, ha contribuito a mantenere vivo quello spirito milanese fondato sul dialogo, sulla responsabilità e sul senso del dovere verso la comunità.

Nel corso della sua attività pubblica, Monguzzi ha saputo mantenere un contatto diretto con la cittadinanza, partecipando attivamente alla vita dei quartieri, sostenendo iniziative locali e promuovendo politiche attente ai bisogni concreti delle persone. Il suo impegno non si è limitato alle sedi istituzionali, ma si è espresso anche attraverso la partecipazione attiva alla vita associativa e sociale della città.

La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per Milano, non soltanto per il mondo politico ma per l’intera comunità civica. Onorare la sua memoria con l’iscrizione del suo nome al Famedio significherebbe riconoscere il valore di una vita dedicata al servizio pubblico e alla tutela dei beni comuni. Significherebbe anche offrire alle future generazioni un esempio concreto di cittadinanza attiva, di coerenza morale e di impegno civile.

Il Famedio non è soltanto un luogo di memoria, ma un simbolo dell’identità milanese. Accogliere il nome di Carlo Monguzzi tra quelli dei grandi cittadini milanesi rappresenterebbe un atto di riconoscenza collettiva verso una persona che ha contribuito in modo tangibile alla crescita civile della città. Sarebbe un gesto coerente con la tradizione di Milano, che ha sempre saputo valorizzare coloro che hanno operato con dedizione per il bene della comunità.

Per tutte queste ragioni, i sottoscritti chiedono formalmente al Comune di Milano di avviare l’iter necessario affinché il nome di Carlo Monguzzi venga iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, come segno di gratitudine e memoria duratura per il suo contributo alla vita pubblica e civile della città.

Milano ha il dovere morale di ricordare chi ha saputo interpretare nel modo più autentico lo spirito ambrosiano: operosità, solidarietà, responsabilità e rispetto per il bene comune. L’iscrizione di Carlo Monguzzi al Famedio sarebbe, in questo senso, non soltanto un atto commemorativo, ma un gesto profondamente educativo e civile, capace di trasmettere valori che appartengono alla migliore tradizione milanese.

Confidiamo pertanto che questa proposta venga accolta con la dovuta attenzione e sensibilità, nella consapevolezza che la memoria condivisa è uno degli strumenti più importanti per costruire il futuro di una comunità.

Marco Baratto

avatar of the starter
marco barattoPromotore della petizione

I decisori

Giuseppe Sala
Sindaco di Milano

Aggiornamenti sulla petizione