

Aiutaci ad evitare che un'altra mano colpisca il viso di una donna: FIRMA LA PETIZIONE


Aiutaci ad evitare che un'altra mano colpisca il viso di una donna: FIRMA LA PETIZIONE
Il problema
Chi agisce violenza in una relazione? Chi è l’autore della violenza nelle relazioni di coppia, che negli ultimi 5 anni, ha riguardato il 4,9% delle donne, ovvero 1 milione 19 mila vittime? Chi deve assumersi la responsabilità del proprio comportamento e del proprio cambiamento? Una sola risposta:
l’UOMO
Per tutelare donne e minori, il nostro servizio, il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti Nord Sardegna, PRIMO centro specialistico in Sardegna per la presa in carico degli uomini autori di violenza nelle relazioni, opera dal 2014 per agire sull’interruzione della violenza, per evitare che l’uomo reiteri il proprio comportamento con le compagne future e con i figli. Tutto ciò è possibile attraverso l’attivazione di percorsi specifici e strutturati, in linea con gli standard nazionali e internazionali, per ottemperare alla Convenzione di Istanbul, al decreto-legge sul contrasto alla violenza di genere (DL 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119) che ha previsto (art. 5) l’adozione di un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, con lo scopo di affrontare in modo organico e in sinergia con i principali attori coinvolti a livello sia centrale che territoriale, il fenomeno della violenza contro le donne, per dare attuazione ad interventi che consistono […] nel sostegno alle iniziative di prevenzione culturale della violenza sessuale e di genere, soprattutto sul fronte dell'educazione e del recupero.
A seguire, quanto richiesto dal Piano Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020, dove come priorità, si richiede “l’attivazione di programmi di intervento per gli uomini autori o potenziali autori di violenza e di dati relativi alla violenza maschile contro le donne”. In tutto questo, la Sardegna è stata pioniera, approvando la Legge Regionale n. 48/2018 (Legge di Stabilità 2019), dove all’art. 9 - “Interventi rivolti agli autori di violenza di genere e nelle relazioni affettive” – la Regione Autonoma della Sardegna “promuove e sostiene sul territorio regionale, comprese le carceri, la realizzazione di specifici interventi di recupero e accompagnamento rivolti agli autori di violenza di genere e nell’ambito delle relazioni affettive”.
Cosa è stato fatto per dare attuazione a questa legge?
Cosa è stato garantito a chi, sul territorio, operava già quattro anni prima della stessa legge?
È stato fatto un bando su principio "competitivo", con Avviso pubblico, diretto a un solo progetto, a un solo Centro, negando la possibilità agli altri Centri già operanti sul territorio regionale, esclusi dall’Avviso, di continuare a garantire il servizio, non potendo beneficiare dei fondi previsti. Mentre per i CAV, indicati quali gestori delle strutture beneficiarie dei contributi, viene richiesta - per l’accesso ai contributi - “una relazione sulle attività svolte dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente, corredata dei dati relativi agli utenti assistiti e della rendicontazione delle spese sostenute nello stesso periodo” , pertanto la partecipazione ad Avviso Pubblico avviene senza principio di competitività come invece avvenuto per noi Centri per Uomini, bensì sotto forma di presentazione della domanda per concessione contributi relativi, per noi CU NON è stata garantita una omogenea assegnazione dei fondi.
IL RISULTATO?
Le nostre attività, dopo circa 6 anni, rischiano la chiusura. Uomini inseriti in gruppi, uomini a metà percorso, ragazzi a inizio percorso, rischiano di non poter più accedere al CAM Sardegna. E su chi andrà la ricaduta di queste NON AZIONI? Sulle donne e sui minori, i primi a rischio quando l’uomo non è monitorato attraverso un lavoro specifico di contenimento e di monitoraggio. Favorire un solo Centro in tutta la Regione, sta vanificando il lavoro di anni spesi a lavorare per impedire che “nessuna mano colpisca più il viso di una donna”.
COSA PUOI FARE PER AIUTARCI NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE?
FIRMA la nostra petizione, FAI IN MODO che i fondi NON siano accentrati verso un solo servizio, ma siano destinati a tutte le realtà, operanti nel territorio sardo, che si occupano della presa in carico degli uomini autori di violenza. Non lasciare indietro il cambiamento, aiuta le donne e i minori attraverso il mantenimento dei servizi dedicati al recupero dell’uomo, del ragazzo, del padre. Il nostro Centro è un luogo dove la violenza NON si giustifica e NON si minimizza, ma si COMBATTE.
AIUTACI A CAMBIARE LA MODALITA' DI ASSEGNAZIONE DEI FONDI AI CU IN SARDEGNA. LA SICUREZZA DI DONNE E MINORI, DIPENDE ANCHE DA TE!

1078
Il problema
Chi agisce violenza in una relazione? Chi è l’autore della violenza nelle relazioni di coppia, che negli ultimi 5 anni, ha riguardato il 4,9% delle donne, ovvero 1 milione 19 mila vittime? Chi deve assumersi la responsabilità del proprio comportamento e del proprio cambiamento? Una sola risposta:
l’UOMO
Per tutelare donne e minori, il nostro servizio, il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti Nord Sardegna, PRIMO centro specialistico in Sardegna per la presa in carico degli uomini autori di violenza nelle relazioni, opera dal 2014 per agire sull’interruzione della violenza, per evitare che l’uomo reiteri il proprio comportamento con le compagne future e con i figli. Tutto ciò è possibile attraverso l’attivazione di percorsi specifici e strutturati, in linea con gli standard nazionali e internazionali, per ottemperare alla Convenzione di Istanbul, al decreto-legge sul contrasto alla violenza di genere (DL 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119) che ha previsto (art. 5) l’adozione di un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, con lo scopo di affrontare in modo organico e in sinergia con i principali attori coinvolti a livello sia centrale che territoriale, il fenomeno della violenza contro le donne, per dare attuazione ad interventi che consistono […] nel sostegno alle iniziative di prevenzione culturale della violenza sessuale e di genere, soprattutto sul fronte dell'educazione e del recupero.
A seguire, quanto richiesto dal Piano Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020, dove come priorità, si richiede “l’attivazione di programmi di intervento per gli uomini autori o potenziali autori di violenza e di dati relativi alla violenza maschile contro le donne”. In tutto questo, la Sardegna è stata pioniera, approvando la Legge Regionale n. 48/2018 (Legge di Stabilità 2019), dove all’art. 9 - “Interventi rivolti agli autori di violenza di genere e nelle relazioni affettive” – la Regione Autonoma della Sardegna “promuove e sostiene sul territorio regionale, comprese le carceri, la realizzazione di specifici interventi di recupero e accompagnamento rivolti agli autori di violenza di genere e nell’ambito delle relazioni affettive”.
Cosa è stato fatto per dare attuazione a questa legge?
Cosa è stato garantito a chi, sul territorio, operava già quattro anni prima della stessa legge?
È stato fatto un bando su principio "competitivo", con Avviso pubblico, diretto a un solo progetto, a un solo Centro, negando la possibilità agli altri Centri già operanti sul territorio regionale, esclusi dall’Avviso, di continuare a garantire il servizio, non potendo beneficiare dei fondi previsti. Mentre per i CAV, indicati quali gestori delle strutture beneficiarie dei contributi, viene richiesta - per l’accesso ai contributi - “una relazione sulle attività svolte dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente, corredata dei dati relativi agli utenti assistiti e della rendicontazione delle spese sostenute nello stesso periodo” , pertanto la partecipazione ad Avviso Pubblico avviene senza principio di competitività come invece avvenuto per noi Centri per Uomini, bensì sotto forma di presentazione della domanda per concessione contributi relativi, per noi CU NON è stata garantita una omogenea assegnazione dei fondi.
IL RISULTATO?
Le nostre attività, dopo circa 6 anni, rischiano la chiusura. Uomini inseriti in gruppi, uomini a metà percorso, ragazzi a inizio percorso, rischiano di non poter più accedere al CAM Sardegna. E su chi andrà la ricaduta di queste NON AZIONI? Sulle donne e sui minori, i primi a rischio quando l’uomo non è monitorato attraverso un lavoro specifico di contenimento e di monitoraggio. Favorire un solo Centro in tutta la Regione, sta vanificando il lavoro di anni spesi a lavorare per impedire che “nessuna mano colpisca più il viso di una donna”.
COSA PUOI FARE PER AIUTARCI NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE?
FIRMA la nostra petizione, FAI IN MODO che i fondi NON siano accentrati verso un solo servizio, ma siano destinati a tutte le realtà, operanti nel territorio sardo, che si occupano della presa in carico degli uomini autori di violenza. Non lasciare indietro il cambiamento, aiuta le donne e i minori attraverso il mantenimento dei servizi dedicati al recupero dell’uomo, del ragazzo, del padre. Il nostro Centro è un luogo dove la violenza NON si giustifica e NON si minimizza, ma si COMBATTE.
AIUTACI A CAMBIARE LA MODALITA' DI ASSEGNAZIONE DEI FONDI AI CU IN SARDEGNA. LA SICUREZZA DI DONNE E MINORI, DIPENDE ANCHE DA TE!

1078
I decisori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 30 novembre 2020