Sosteniamo Lucarelli. Rivogliamo "La tredicesima ora".


Sosteniamo Lucarelli. Rivogliamo "La tredicesima ora".
Il problema
Come cittadine/i italiani e contribuenti il canone RAI, apprendiamo dai mass media con vivo rammarico ed incredulità che la trasmissione di Carlo Lucarelli "La tredicesima ora", verrà interrotta nella programmazione di Rai tre per il prossimo anno. Le ragioni di tale decisione ci sono ignote ma data l'alta qualità culturale delle 8 puntate non ne vediamo motivo plausibile affinché questo programma non abbia la dovuta attenzione dalla Dirigenza RAI e una debita prosecuzione. Con la trasmissione curata da Lucarelli ed il suo staff la RAI si è pregiata di una proposta giornalistica e documentaria di articolato livello, seppur trasmessa in tarda serata ma che sicuramente ha avuto il riscontro di un pubblico attento.
Affrontare tematiche come le vicende personali raccontate da Lucia Annibali sfregiata dall'acido ed insignita dal Capo dello Stato del Cavalierato l'8 marzo scorso, di Samia Yusf Omar la giovane atleta somala che ha vinto la scommessa con se stessa, di Isoka Aikpitanyi Nigeriana finita nella tratta di esseri umani e nella prostituzione alla ricerca di un "sogno italiano" ed il suo riscatto in una dignità infine ritrovata non è facile scommessa, in un paese come il nostro che assiste inerme ad un terribile crescendo quotidiano di violazione dei diritti e violenza contro le donne. Così come occorre coraggio per narrare storie di mafia come quella di Lea Garofalo e sua figlia Denise che hanno rotto il patto di sangue con la loro stessa famiglia coinvolta nella criminalità organizzata o la pervicace battaglia di Catello Maresca Sostituto Procuratore alla D.I.A. di Napoli la cui tredicesima ora è coincisa con lo sfondamento di un bunker e l'arresto di Michele Zagaria boss dei casalesi. Occorre il valore della memoria per ricordarci tramite la storia di Marina Gamberini la Strage di Bologna del 2 Agosto 1980: una puntata che andrebbe replicata in ogni scuola d'Italia per non dimenticare la nostra seppur tragica Storia. Occore ricerca e professionalitàgiornalistica per raccontare la storia di Yvan Sagnet, dall'immigrazione al caporalato, forma di sfruttamento poco nota sebbene arrivi sulle nostre tavole, a caro prezzo umano. Occorre consapevolezza delle umane vicende per raccontare la storia di Cosimo Rega giustamente incarcerato per reati mafiosi ed il suo cambiamento in quel "fine pena mai" che può divenire prigione più dura dello stesso carcere.
Questa è l'informazione, la documentazione, la narazzione delle storie delle persone che hanno lottato per la dignità, il riscatto, una vita migliore alle quale Lucarelli ed i suoi collaboratori ci hanno resi vicini. Storia contemporanea e memoria d'Italia che vorremmo poter ancora vedere, condividere con la tredicesima ora come atto di buona cittadinanza, come segno di civiltà, come possibilità di formazione ed informazione.
La RAI, in quanto Servizio Pubblico, non può e non deve esimersi dal fornire ai suoi cittadini forme di giornalismo che siano coerenti con la sua mission, che siano informazione reale, approfondimento e non solo episodica cronaca. La RAI in quanto pubblica dovrebbe essere portatrice dei valori di verità e di libera informazione oltre che parte della Società civile e civica di questo nostro Paese.
Per questo vi chiedo di autarmi a NON porre la parola FINE a "La tredicesima ora".

Il problema
Come cittadine/i italiani e contribuenti il canone RAI, apprendiamo dai mass media con vivo rammarico ed incredulità che la trasmissione di Carlo Lucarelli "La tredicesima ora", verrà interrotta nella programmazione di Rai tre per il prossimo anno. Le ragioni di tale decisione ci sono ignote ma data l'alta qualità culturale delle 8 puntate non ne vediamo motivo plausibile affinché questo programma non abbia la dovuta attenzione dalla Dirigenza RAI e una debita prosecuzione. Con la trasmissione curata da Lucarelli ed il suo staff la RAI si è pregiata di una proposta giornalistica e documentaria di articolato livello, seppur trasmessa in tarda serata ma che sicuramente ha avuto il riscontro di un pubblico attento.
Affrontare tematiche come le vicende personali raccontate da Lucia Annibali sfregiata dall'acido ed insignita dal Capo dello Stato del Cavalierato l'8 marzo scorso, di Samia Yusf Omar la giovane atleta somala che ha vinto la scommessa con se stessa, di Isoka Aikpitanyi Nigeriana finita nella tratta di esseri umani e nella prostituzione alla ricerca di un "sogno italiano" ed il suo riscatto in una dignità infine ritrovata non è facile scommessa, in un paese come il nostro che assiste inerme ad un terribile crescendo quotidiano di violazione dei diritti e violenza contro le donne. Così come occorre coraggio per narrare storie di mafia come quella di Lea Garofalo e sua figlia Denise che hanno rotto il patto di sangue con la loro stessa famiglia coinvolta nella criminalità organizzata o la pervicace battaglia di Catello Maresca Sostituto Procuratore alla D.I.A. di Napoli la cui tredicesima ora è coincisa con lo sfondamento di un bunker e l'arresto di Michele Zagaria boss dei casalesi. Occorre il valore della memoria per ricordarci tramite la storia di Marina Gamberini la Strage di Bologna del 2 Agosto 1980: una puntata che andrebbe replicata in ogni scuola d'Italia per non dimenticare la nostra seppur tragica Storia. Occore ricerca e professionalitàgiornalistica per raccontare la storia di Yvan Sagnet, dall'immigrazione al caporalato, forma di sfruttamento poco nota sebbene arrivi sulle nostre tavole, a caro prezzo umano. Occorre consapevolezza delle umane vicende per raccontare la storia di Cosimo Rega giustamente incarcerato per reati mafiosi ed il suo cambiamento in quel "fine pena mai" che può divenire prigione più dura dello stesso carcere.
Questa è l'informazione, la documentazione, la narazzione delle storie delle persone che hanno lottato per la dignità, il riscatto, una vita migliore alle quale Lucarelli ed i suoi collaboratori ci hanno resi vicini. Storia contemporanea e memoria d'Italia che vorremmo poter ancora vedere, condividere con la tredicesima ora come atto di buona cittadinanza, come segno di civiltà, come possibilità di formazione ed informazione.
La RAI, in quanto Servizio Pubblico, non può e non deve esimersi dal fornire ai suoi cittadini forme di giornalismo che siano coerenti con la sua mission, che siano informazione reale, approfondimento e non solo episodica cronaca. La RAI in quanto pubblica dovrebbe essere portatrice dei valori di verità e di libera informazione oltre che parte della Società civile e civica di questo nostro Paese.
Per questo vi chiedo di autarmi a NON porre la parola FINE a "La tredicesima ora".

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 30 giugno 2014