Giù le mani dalle ex aree Thyssenkrupp - Ilva
Il problema
Chiediamo un parco pubblico al posto dello stabilimento ThyssenKrupp. Il Comune di Torino non svenda l'area teatro della tragedia: che sia patrimonio della collettività e della memoria.
In coincidenza con il Sesto Anniversario della strage del 6 dicembre del 2007, che vide perire in modo così orrendo i nostri compagni di lavoro Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario e Giuseppe, noi famigliari ed ex-Lavoratori chiediamo al Comune di Torino, in particolare al Sindaco e al Consiglio Comunale di NON DIMENTICARE ciò che é successo in quella maledetta notte e mantenere viva la memoria della più grande ferita inferta alla città dopo i rastrellamenti e i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Per noi ricordare ed onorare ciò che è successo vuol dire soprattutto far diventare “Patrimonio Collettivo” il fatto che nella nostra città culla del lavoro, non accadano più stragi sul lavoro e siano riattualizzati valori come la dignità del lavoro ed il rispetto della salute e della vita dei lavoratori, ma anche dei cittadini che vivono nei pressi degli insediamenti produttivi rimasti in Città, proprio come ha ricordato nel suo ultimo discorso il Sindaco Fassino.
Come Ass. Legami d’Acciaio e come ex lavoratori e quindi semplici cittadini torinesi invitiamo il Sindaco, l’Assessore all'Urbanistica e tutto il Consiglio Comunale affinché la variante urbanistica (ex 221), che prevede un cambio di destinazione urbanistica diverso dai fini industriali-produttivi previsti, venga discussa con le modalità e l’iter più corretto e idoneo della variante strutturale e non come si sta tentando di fare, cioè velocizzando inspiegabilmente la discussione prima in Commissione e poi in Consiglio con una “variante semplice” che non terrebbe in debita considerazione la complessità, i numeri ingenti in ballo (metri quadri, SLP, ecc...) ma soprattutto le doverose bonifiche (che dovrebbero essere poste a carico della ThyssenKrupp e non del Comune; e quindi gravare su noi cittadini) e le relative criticità ambientali.
Inoltre non bisogna sottovalutare l’altissimo rischio di esondabilità presente in tutta l’area a valle del Parco della Pellerina, come dimostrato nei fatti con l’alluvione dell’ottobre del 2000, che vide i nostri reparti di lavoro completamente invasi e gravemente danneggiati dalle acque della Dora Riparia.
Per noi questo vorrebbe dire veramente Ricordo e Memoria per ciò che è successo, e non solo commemorare la data del 6 dicembre, un rito collettivo che appare anche solo in parte routine e retorica con cui lavarsi la coscienza.
Sempre pronti a discutere e confrontarsi.
Torino, 10 dicembre 2013
Familiari ed ex Lavoratori ThyssenKrupp Torino

Il problema
Chiediamo un parco pubblico al posto dello stabilimento ThyssenKrupp. Il Comune di Torino non svenda l'area teatro della tragedia: che sia patrimonio della collettività e della memoria.
In coincidenza con il Sesto Anniversario della strage del 6 dicembre del 2007, che vide perire in modo così orrendo i nostri compagni di lavoro Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario e Giuseppe, noi famigliari ed ex-Lavoratori chiediamo al Comune di Torino, in particolare al Sindaco e al Consiglio Comunale di NON DIMENTICARE ciò che é successo in quella maledetta notte e mantenere viva la memoria della più grande ferita inferta alla città dopo i rastrellamenti e i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Per noi ricordare ed onorare ciò che è successo vuol dire soprattutto far diventare “Patrimonio Collettivo” il fatto che nella nostra città culla del lavoro, non accadano più stragi sul lavoro e siano riattualizzati valori come la dignità del lavoro ed il rispetto della salute e della vita dei lavoratori, ma anche dei cittadini che vivono nei pressi degli insediamenti produttivi rimasti in Città, proprio come ha ricordato nel suo ultimo discorso il Sindaco Fassino.
Come Ass. Legami d’Acciaio e come ex lavoratori e quindi semplici cittadini torinesi invitiamo il Sindaco, l’Assessore all'Urbanistica e tutto il Consiglio Comunale affinché la variante urbanistica (ex 221), che prevede un cambio di destinazione urbanistica diverso dai fini industriali-produttivi previsti, venga discussa con le modalità e l’iter più corretto e idoneo della variante strutturale e non come si sta tentando di fare, cioè velocizzando inspiegabilmente la discussione prima in Commissione e poi in Consiglio con una “variante semplice” che non terrebbe in debita considerazione la complessità, i numeri ingenti in ballo (metri quadri, SLP, ecc...) ma soprattutto le doverose bonifiche (che dovrebbero essere poste a carico della ThyssenKrupp e non del Comune; e quindi gravare su noi cittadini) e le relative criticità ambientali.
Inoltre non bisogna sottovalutare l’altissimo rischio di esondabilità presente in tutta l’area a valle del Parco della Pellerina, come dimostrato nei fatti con l’alluvione dell’ottobre del 2000, che vide i nostri reparti di lavoro completamente invasi e gravemente danneggiati dalle acque della Dora Riparia.
Per noi questo vorrebbe dire veramente Ricordo e Memoria per ciò che è successo, e non solo commemorare la data del 6 dicembre, un rito collettivo che appare anche solo in parte routine e retorica con cui lavarsi la coscienza.
Sempre pronti a discutere e confrontarsi.
Torino, 10 dicembre 2013
Familiari ed ex Lavoratori ThyssenKrupp Torino

PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 30 dicembre 2013
