

Castello di Noli: NO all’installazione di un ascensore panoramico all’interno del complesso monumentale di Monte Ursino


Castello di Noli: NO all’installazione di un ascensore panoramico all’interno del complesso monumentale di Monte Ursino
Il problema
Chiediamo
Al Comune di Noli
Alla Regione Liguria
Alla Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici della Regione Liguria
di rinunciare a questo insano progetto, interrompendone i lavori, ripristinando nella sua interezza la torre quadrata con la chiusura dell’inquietante squarcio operato alla sua base.
Se questo è lo sfregio visibile dall’esterno, cosa sta succedendo all’interno delle mura?
Nel documento pubblicato sul sito del Comune dal titolo “Il Castello: lo splendore ritrovato” si legge che si intende ristabilire un contatto tra i suoi cittadini ed il bene monumentale che caratterizza il paese di Noli”.
Finalmente, dunque, questo gioiello sarà restituito ai cittadini, ai villeggianti e ai turisti dopo tanti anni di inspiegabile e assurda chiusura!
Ma restituito come? Nel suddetto documento si parla di servizi igienici pubblici inseriti nell’area del Maschio, in corrispondenza del torrione, cioè proprio nel cuore più magico del complesso monumentale; e si continua descrivendo “un’ area destinata alle rappresentazioni teatrali ed ai concerti costituita dal palco… e da una platea dove saranno posizionate le “sedute” per il pubblico… pavimentati con un materiale a doghe di pietra ricostruita”.
Si tratta dunque di strutture fisse, definitive e inamovibili e non di un palco e di sedute per il pubblico organizzati per gli eventi e poi rimossi, come avviene a Cervo, a Verezzi o al Priamar di Savona.
E l’ascensore? E’ un’innovazione molto onerosa economicamente, non solo per l’acquisto e per l’installazione, ma anche per la manutenzione e per la gestione, che nulla ha a che vedere con il “ricupero” di un monumento millenario e nulla aggiunge alla suggestione di un paesaggio incantevole, godibile già dalla base del Castello!
Né risponde a verità che la UE avesse messo come condizione, per elargire i 750.000 euro con cui partecipa ai lavori, strutture speciali per i disabili. D’altronde, non si tratta di un servizio primario, necessario ed essenziale!
NO a interventi che non rispettano l’architettura preesistente di quelle mura definite “borgo fortificato” già nel 1004!
Noi, che amiamo da sempre il nostro Castello, nostro proprio perché l’amiamo, vogliamo che ci venga restituito nella sua integrità e interezza, così come l’abbiamo conosciuto fin da bambini e come vorremmo fosse ritrovato e goduto liberamente dai nostri figli e nipoti, come è stato per noi, e non con visite guidate e programmate.
Lo vogliamo con le mura messe in sicurezza, restaurate con il massimo rispetto per la loro struttura originaria; non vogliamo ritrovarcelo irriconoscibile, snaturato, svuotato del suo fascino, derubato della sua anima.
Il problema
Chiediamo
Al Comune di Noli
Alla Regione Liguria
Alla Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici della Regione Liguria
di rinunciare a questo insano progetto, interrompendone i lavori, ripristinando nella sua interezza la torre quadrata con la chiusura dell’inquietante squarcio operato alla sua base.
Se questo è lo sfregio visibile dall’esterno, cosa sta succedendo all’interno delle mura?
Nel documento pubblicato sul sito del Comune dal titolo “Il Castello: lo splendore ritrovato” si legge che si intende ristabilire un contatto tra i suoi cittadini ed il bene monumentale che caratterizza il paese di Noli”.
Finalmente, dunque, questo gioiello sarà restituito ai cittadini, ai villeggianti e ai turisti dopo tanti anni di inspiegabile e assurda chiusura!
Ma restituito come? Nel suddetto documento si parla di servizi igienici pubblici inseriti nell’area del Maschio, in corrispondenza del torrione, cioè proprio nel cuore più magico del complesso monumentale; e si continua descrivendo “un’ area destinata alle rappresentazioni teatrali ed ai concerti costituita dal palco… e da una platea dove saranno posizionate le “sedute” per il pubblico… pavimentati con un materiale a doghe di pietra ricostruita”.
Si tratta dunque di strutture fisse, definitive e inamovibili e non di un palco e di sedute per il pubblico organizzati per gli eventi e poi rimossi, come avviene a Cervo, a Verezzi o al Priamar di Savona.
E l’ascensore? E’ un’innovazione molto onerosa economicamente, non solo per l’acquisto e per l’installazione, ma anche per la manutenzione e per la gestione, che nulla ha a che vedere con il “ricupero” di un monumento millenario e nulla aggiunge alla suggestione di un paesaggio incantevole, godibile già dalla base del Castello!
Né risponde a verità che la UE avesse messo come condizione, per elargire i 750.000 euro con cui partecipa ai lavori, strutture speciali per i disabili. D’altronde, non si tratta di un servizio primario, necessario ed essenziale!
NO a interventi che non rispettano l’architettura preesistente di quelle mura definite “borgo fortificato” già nel 1004!
Noi, che amiamo da sempre il nostro Castello, nostro proprio perché l’amiamo, vogliamo che ci venga restituito nella sua integrità e interezza, così come l’abbiamo conosciuto fin da bambini e come vorremmo fosse ritrovato e goduto liberamente dai nostri figli e nipoti, come è stato per noi, e non con visite guidate e programmate.
Lo vogliamo con le mura messe in sicurezza, restaurate con il massimo rispetto per la loro struttura originaria; non vogliamo ritrovarcelo irriconoscibile, snaturato, svuotato del suo fascino, derubato della sua anima.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 19 marzo 2014