Facciamo valere i diritti dei caregiver nelle università!

Il problema

Mi chiamo Erika e sono una ragazza di 25 anni che vive a Carpi in provincia di Modena e di recente ho conseguito la Laurea Triennale in Elettronica all'Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel 2013 Lorenza, mia mamma, è stata colpita da un aneurisma cerebrale e da allora la mia vita, e quella di mio papà Stefano, non è più la stessa. La nuova condizione di vita di mamma che non può muoversi, parlare e riesce a comunicare solo attraverso battiti di ciglia richiede infatti un’assistenza totale e costante.

Io assolvo a questo compito, conosciuto anche con il termine di “caregiver” (letteralmente colui che si prende cura tipicamente di un familiare), con amore e costanza e spesso mi capita di raccontare le mie giornate sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutte le persone che mi circondano sulle difficoltà quotidiane che una famiglia deve affrontare ed in particolar modo per cercare di promuovere e sostenere la ricerca di tecniche, strumenti e cure in grado di migliorare la condizione di vita di chi è affetto da patologie così gravose.

A febbraio 2019 mi sono laureata con un punteggio di 84/110 alla Triennale di Ingegneria Elettronica. Il mio sogno sarebbe continuare a studiare e conseguire anche la laurea magistrale però per essere ammessa al proseguimento dei corsi devo avere almeno 85/110. Ci pensate? Per un solo punto non posso continuare gli studi.

Nonostante richieste ufficiali, ricorsi e accorati appelli alle Istituzioni Universitarie di tenere in considerazione le oggettive difficoltà “supplementari” che ho dovuto superare per studiare e contemporaneamente prestare assistenza a mia mamma tutto è caduto nel vuoto. La cosa paradossale è che se fossi stata riconosciuta come “studentessa lavoratrice” avrei avuto diritto a due punti supplementari ai fini del voto finale di laurea, che avrebbero quindi eliminato il problema dello sbarramento a 85/110.

Chiedo una cosa semplice e ragionevole:

- al Ministro dell'Istruzione e alla Ministra delle Pari opportunità e della Famiglia di attivarsi affinché le studentesse e gli studenti che operano come care giver possano ottenere all’università un trattamento pari a quello degli studenti lavoratori.

- al Magnifico Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia di rivedere il regolamento universitario prevedendo la figura del caregiver al suo interno e di concedermi quindi una proroga così da poter iscrivermi al corso di Laurea Magistrale.

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erika borelliniPromotore della petizione
Vittoria confermata
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Il problema

Mi chiamo Erika e sono una ragazza di 25 anni che vive a Carpi in provincia di Modena e di recente ho conseguito la Laurea Triennale in Elettronica all'Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel 2013 Lorenza, mia mamma, è stata colpita da un aneurisma cerebrale e da allora la mia vita, e quella di mio papà Stefano, non è più la stessa. La nuova condizione di vita di mamma che non può muoversi, parlare e riesce a comunicare solo attraverso battiti di ciglia richiede infatti un’assistenza totale e costante.

Io assolvo a questo compito, conosciuto anche con il termine di “caregiver” (letteralmente colui che si prende cura tipicamente di un familiare), con amore e costanza e spesso mi capita di raccontare le mie giornate sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutte le persone che mi circondano sulle difficoltà quotidiane che una famiglia deve affrontare ed in particolar modo per cercare di promuovere e sostenere la ricerca di tecniche, strumenti e cure in grado di migliorare la condizione di vita di chi è affetto da patologie così gravose.

A febbraio 2019 mi sono laureata con un punteggio di 84/110 alla Triennale di Ingegneria Elettronica. Il mio sogno sarebbe continuare a studiare e conseguire anche la laurea magistrale però per essere ammessa al proseguimento dei corsi devo avere almeno 85/110. Ci pensate? Per un solo punto non posso continuare gli studi.

Nonostante richieste ufficiali, ricorsi e accorati appelli alle Istituzioni Universitarie di tenere in considerazione le oggettive difficoltà “supplementari” che ho dovuto superare per studiare e contemporaneamente prestare assistenza a mia mamma tutto è caduto nel vuoto. La cosa paradossale è che se fossi stata riconosciuta come “studentessa lavoratrice” avrei avuto diritto a due punti supplementari ai fini del voto finale di laurea, che avrebbero quindi eliminato il problema dello sbarramento a 85/110.

Chiedo una cosa semplice e ragionevole:

- al Ministro dell'Istruzione e alla Ministra delle Pari opportunità e della Famiglia di attivarsi affinché le studentesse e gli studenti che operano come care giver possano ottenere all’università un trattamento pari a quello degli studenti lavoratori.

- al Magnifico Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia di rivedere il regolamento universitario prevedendo la figura del caregiver al suo interno e di concedermi quindi una proroga così da poter iscrivermi al corso di Laurea Magistrale.

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erika borelliniPromotore della petizione

I decisori

Lorenzo Fioramonti
Lorenzo Fioramonti
Ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Carlo Adolfo Porro
Carlo Adolfo Porro
Rettore dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Petizione creata in data 1 ottobre 2019