Difendiamo Favazzina, Scilla e tutta la Costa Viola dall'impianto Edison

Firmatari recenti
Luciana RENDACE e altri 12 hanno firmato di recente.

Il problema

Perché diciamo no al progetto di accumulo idroelettrico

Nelle frazioni di Favazzina e Melia, nel Comune di Scilla (RC), è stato proposto un grande impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio, promosso da Edison S.p.A..

 

 

Visual globale del progetto

 

 

In concreto, il progetto prevede il prelievo giornaliero di circa 1,1 milioni di metri cubi di acqua marina dal Mar Tirreno pompata fino a un bacino artificiale di nuova realizzazione posto a circa 630 metri sul livello del mare.

 

 

 

 

 

 

Il collegamento tra mare, bacino e centrale avverrebbe tramite circa 5 chilometri di gallerie sotterranee con diametro superiore ai 4 metri, oltre a pozzi verticali profondi fino a 700 metri, scavati all’interno di un contesto geologico fragile e instabile. La centrale di produzione sarebbe collocata in una caverna artificiale a grande profondità, mentre sulla costa è prevista la realizzazione di opere marittime permanenti, tra cui una vasca di presa a mare e un frangiflutti lungo centinaia di metri. 

 

 

 

 

 

 

L’impianto, inoltre, userebbe 325 MW di energia per pompare la produzione di circa 255 MW. Uno spreco basato sull’accumulo di energia come investimento finanziario. L’impianto è sperimentale e sarebbe realizzato per la prima volta in Italia. L’energia prodotta è pensata per il mercato del centro nord Italia o addirittura per essere esportata all’estero, non per le comunità residenti, né è prevista alcuna forma di indennizzo in bolletta. 

Perché questo progetto ci riguarda tuttə

Favazzina e la Costa Viola sono un territorio fragile e straordinario. Qui convivono versanti instabili, un equilibrio idrogeologico delicatissimo, un paesaggio unico, fondali marini di grande valore ecologico e un ecosistema riconosciuto e tutelato a livello europeo.

Secondo numerose analisi tecniche indipendenti, questo progetto comporta:

  • rischi idrogeologici, legati a frane, dissesti e alterazioni delle falde in un’area già fragile;
  • impatti sull’ambiente marino, sui fondali, sulla biodiversità e sulle praterie di Posidonia;
  • trasformazioni irreversibili del paesaggio, con opere industriali permanenti in un contesto di altissimo pregio naturale e culturale;
  • un modello energetico discutibile, che consuma grandi quantità di energia per funzionare e che non porta benefici diretti alla comunità locale.
  • oltre 7 anni di lavori con cantieri su tutto il territorio tra Scilla, Favazzina, Melia e Bagnara. 

Perché nasce questa raccolta firme

La transizione energetica è importante, ma non può diventare una giustificazione per sacrificare territori, ignorare i rischi ambientali e bypassare il confronto con le comunità. Questa raccolta firme serve a:

  • chiedere lo stop al progetto così come è stato concepito;
  • far capire anche alle istituzioni locali che la comunità è contraria;
  • affermare che la tutela del territorio, della biodiversità e del paesaggio viene prima degli interessi finanziari ed industriali.

Chi può firmare

Può firmare chiunque, anche se non vive a Favazzina o a Scilla. Perché questo non è solo un problema locale: riguarda il modo in cui immaginiamo la transizione ecologica, il rapporto tra grandi opere e territori, tra profitto e beni comuni. 

Firmare significa prendere posizione e chiarire che questo territorio non è sacrificabile. 

La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’ambiente e dello sviluppo energetico è in corso da maggio 2023 e il procedimento è ancora fermo.

Non abbiamo più molto tempo: firma e aiutaci a diffondere questa raccolta firme e a far conoscere i rischi di questo progetto. 

 

avatar of the starter
Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola …Promotore della petizioneIl comitato nasce in opposizione al progetto di Edison Spa per la realizzazione di un impianto di pompaggio dell'acqua marina da Favazzina fino ai piani di Melia.

3013

Firmatari recenti
Luciana RENDACE e altri 12 hanno firmato di recente.

Il problema

Perché diciamo no al progetto di accumulo idroelettrico

Nelle frazioni di Favazzina e Melia, nel Comune di Scilla (RC), è stato proposto un grande impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio, promosso da Edison S.p.A..

 

 

Visual globale del progetto

 

 

In concreto, il progetto prevede il prelievo giornaliero di circa 1,1 milioni di metri cubi di acqua marina dal Mar Tirreno pompata fino a un bacino artificiale di nuova realizzazione posto a circa 630 metri sul livello del mare.

 

 

 

 

 

 

Il collegamento tra mare, bacino e centrale avverrebbe tramite circa 5 chilometri di gallerie sotterranee con diametro superiore ai 4 metri, oltre a pozzi verticali profondi fino a 700 metri, scavati all’interno di un contesto geologico fragile e instabile. La centrale di produzione sarebbe collocata in una caverna artificiale a grande profondità, mentre sulla costa è prevista la realizzazione di opere marittime permanenti, tra cui una vasca di presa a mare e un frangiflutti lungo centinaia di metri. 

 

 

 

 

 

 

L’impianto, inoltre, userebbe 325 MW di energia per pompare la produzione di circa 255 MW. Uno spreco basato sull’accumulo di energia come investimento finanziario. L’impianto è sperimentale e sarebbe realizzato per la prima volta in Italia. L’energia prodotta è pensata per il mercato del centro nord Italia o addirittura per essere esportata all’estero, non per le comunità residenti, né è prevista alcuna forma di indennizzo in bolletta. 

Perché questo progetto ci riguarda tuttə

Favazzina e la Costa Viola sono un territorio fragile e straordinario. Qui convivono versanti instabili, un equilibrio idrogeologico delicatissimo, un paesaggio unico, fondali marini di grande valore ecologico e un ecosistema riconosciuto e tutelato a livello europeo.

Secondo numerose analisi tecniche indipendenti, questo progetto comporta:

  • rischi idrogeologici, legati a frane, dissesti e alterazioni delle falde in un’area già fragile;
  • impatti sull’ambiente marino, sui fondali, sulla biodiversità e sulle praterie di Posidonia;
  • trasformazioni irreversibili del paesaggio, con opere industriali permanenti in un contesto di altissimo pregio naturale e culturale;
  • un modello energetico discutibile, che consuma grandi quantità di energia per funzionare e che non porta benefici diretti alla comunità locale.
  • oltre 7 anni di lavori con cantieri su tutto il territorio tra Scilla, Favazzina, Melia e Bagnara. 

Perché nasce questa raccolta firme

La transizione energetica è importante, ma non può diventare una giustificazione per sacrificare territori, ignorare i rischi ambientali e bypassare il confronto con le comunità. Questa raccolta firme serve a:

  • chiedere lo stop al progetto così come è stato concepito;
  • far capire anche alle istituzioni locali che la comunità è contraria;
  • affermare che la tutela del territorio, della biodiversità e del paesaggio viene prima degli interessi finanziari ed industriali.

Chi può firmare

Può firmare chiunque, anche se non vive a Favazzina o a Scilla. Perché questo non è solo un problema locale: riguarda il modo in cui immaginiamo la transizione ecologica, il rapporto tra grandi opere e territori, tra profitto e beni comuni. 

Firmare significa prendere posizione e chiarire che questo territorio non è sacrificabile. 

La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’ambiente e dello sviluppo energetico è in corso da maggio 2023 e il procedimento è ancora fermo.

Non abbiamo più molto tempo: firma e aiutaci a diffondere questa raccolta firme e a far conoscere i rischi di questo progetto. 

 

avatar of the starter
Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola …Promotore della petizioneIl comitato nasce in opposizione al progetto di Edison Spa per la realizzazione di un impianto di pompaggio dell'acqua marina da Favazzina fino ai piani di Melia.

I decisori

Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola
Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 27 gennaio 2026