Decision Maker

Giulia Grillo

  • Ministro della Salute

Does Giulia Grillo have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Onorevoli Parlamentari della Repubblica Italiana, Giuseppe Conte, Giulia Grillo

Difendiamo tutti i bambini, sì ai vaccini per andare a scuola.

Le vaccinazioni sono uno strumento di protezione individuale. Ma sono anche uno strumento indispensabile per proteggere chi non ha un sistema immunitario pienamente efficiente. Noi di Iovaccino https://iovaccino.wordpress.com/segui-iovaccino/  condividiamo questo appello di un gruppo di mamme di bambini immunosoppressi: una lettera che vi chiediamo di firmare, perché sarà inviata a tutti i parlamentari per evitare che gli emendamenti proposti al Decreto Milleproroghe (ne abbiamo parlato qui: https://www.facebook.com/iovaccino/posts/2089221187768275 rendano inutile la legge attualmente in vigore. "Carissimi,siamo un gruppo di mamme accomunate dallo stesso destino: le patologie al fegato dei nostri bambini. Patologie che le persone sane non conoscono e non hanno mai sentito pronunciare, malattie crudeli che hanno portato i nostri bimbi al trapianto e a essere immunosoppressi, patologie spaventose che ci hanno costrette a combattere con i nostri figli una battaglia grande, alla faticosa scalata di una montagna.Iniziamo dal principio, per spiegarvi il motivo della nostra lettera. La nascita di un bimbo è un evento gioioso ma nel nostro caso la felicità è stata presto spezzata da diagnosi di malattie rare. Diagnosi che scaraventano in un mondo che nessun genitore e nessun bambino dovrebbero conoscere. Una nuova vita che invece di iniziare al caldo dell’amore dei familiari, comincia tra le fredde pareti di un ospedale. Giorni interminabili di esami, di aghi infilati in piccole braccia che dovrebbero sentire solo l’amore. E pianti, tanti pianti. Dolore di interventi necessari per cercare di cambiare un destino che fa paura, occhi di genitori che invece non hanno tempo per piangere: devono sorreggere i loro bambini e combattere con loro questa battaglia. Genitori che la morte l’hanno vista davvero in faccia e l’hanno tenuta lontana con tutte loro forze. Giornate intere scandite dal rumore di una pompa-siringa che suona o dall’andirivieni dei passi di un’infermiera, giorni di solitudine e terrore, di paura che ti blocca il cuore in gola. Loro, piccoli giganti guerrieri che combattono con forza immensa, aggrappati alla vita. Momenti che nessuna di noi augurerebbe al proprio peggior nemico. Il trapianto è stato una salvezza per i nostri bambini. Non una passeggiata, sia chiaro: ma una luce nel buio, nonostante le difficoltà e i rischi. Il più grande: l’immunosoppressione. Sapete cosa significa? In parole semplici, la soppressione di parte del sistema immunitario, necessaria a prevenire il possibile rigetto dell’organo trapiantato. Una condizione in cui quelle che per tutti voi potrebbero essere “semplici” malattie, per i nostri bambini rappresentano il rischio di gravi complicazioni e conseguenze molto serie: una varicella o un morbillo, nei nostri bambini, avrebbero effetti devastanti sul fegato trapiantato. Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato. Eccoci arrivati al dunque: l’autocertificazione delle vaccinazioni e la cancellazione del termine del 10 luglio per presentare la documentazione a scuola recentemente introdotte dal governo. Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini? Noi non ci stiamo e non lo permetteremo mai!I nostri bambini, tutti i bambini, hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre, perché non esiste nessuna garanzia di controllo, perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso di questo strumento non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sugli altri, proprio sui più fragili. Non cerchiamo pietà o compassione, non è di questo che i nostri bambini hanno bisogno. Meritano semplicemente una vita normale, fatta di corse nei prati con i compagni di scuola, di abbracci senza paura e di risate con gli amici: un’autocertificazione può assicurargli tutto questo? Per questo ci battiamo, per i nostri bambini e per tutti quelli che hanno diritto di vivere in un ambiente protetto, diritto che lo Stato ha il dovere di garantire.Vogliamo precisare che non ci interessano le scelte politiche o le strategie che hanno portato alla scelta della sola autocertificazione: noi pretendiamo la tutela dei bambini e il rispetto della loro condizione. Crediamo fermamente che i nostri bambini abbiano il diritto di sentirsi sicuri e che questo diritto debba essere anche un impegno dello Stato e delle istituzioni: siamo la voce dei nostri bambini, siamo la loro forza. Guardate gli occhi dei nostri bambini perché crediamo che a questi occhi dovete tanto." Aiutateci anche voi! Roberta AmatelliMichela LixiChiara FalcionaConcetta D'AnnaAntonietta PelulloAlessia NappaDaria Anna PicininRosy FarinelliConsuelo FulcinitiLiliana BarbagalloCinzia MasottoAnna MendoliaBruna SpinaFrancesca BattistinoArianna PocaterraManola BusoCarmen SorrentinoIlaria MiglioClaudia PiazzollaFrancesca PancaldiMichela CostacurtaLaura Velardi Lara RedditiLaura Leggi Delia Valea  

Stefano Tafi
297,103 supporters
Petitioning Gian Marco Centinaio

Maiali uccisi a martellate: chiudere l'allevamento degli orrori

Un’indagine dell’associazione Essere Animali ha documentato gravissime violenze inflitte a maiali allevati per la produzione del Prosciutto di Parma. Le immagini, filmate da un infiltrato con una telecamera nascosta in un’azienda situata nelle Marche, in provincia di Ancona, hanno svelato continui maltrattamenti e violazioni delle minime norme di protezione degli animali. Il video mostra una scrofa uccisa a martellate, colpita per oltre 30 minuti durante i quali era ancora viva e sofferente; l’utilizzo del pungolo elettrico anche su scrofe gravide in evidente stato di malessere; maiali ripetutamente picchiati con tubi di ferro, presi a calci, lanciati e lavati con un’idropulitrice diretta sul muso; cumuli di cadaveri disseminati ovunque. Grazie alla nostra segnalazione alla Procura di Ancona i carabinieri del Corpo Forestale hanno effettuato una perquisizione che ha portato al sequestro di materiali e che ha in pratica confermato le nostre accuse. Vista la gravità delle condizioni documentate, nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso chiediamo alle autorità competenti di revocare da subito le autorizzazioni all’allevamento. Inoltre, per sopperire a quella che è una grave mancanza della normativa italiana, chiediamo l’istituzione del procedimento di interdizione dall’attività di allevamento per coloro che si rendono responsabili del reato di maltrattamento e/o uccisione degli animali. È necessario che le autorità competenti mandino un forte segnale contro queste vergognose crudeltà.

Essere Animali
274,350 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Antonio Magi, Alessio D'Amato, Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Aiutiamo Francesco a combattere la sua malattia rara

Francesco Brunetti, nostro figlio, ha 4 anni: è nato a Roma il 23 Novembre 2013 all’ospedale San Filippo Neri alla 41ma settimana più 1 giorno con parto naturale indotto. Non mostrava nessuna sofferenza neonatale: era apparentemente sano APGAR 9/10. Alla nascita non mostrava nessuna sofferenza neonatale ma verso il terzo mese di vita, dopo ripetuti controlli con la pediatra, gli è stata prescritta una visita neuropsichiatrica infantile presso l'Ospedale Gemelli. Dopo la visita sono stata richiamata poiché il bambino non rispettava le normali fasi della crescita e dal lì è cominciata la storia di Francesco. Ci siamo rivolti anche al Bambino Gesù di Palidoro e a quello di Roma per avere altri pareri, nessuno ha saputo darmi spiegazioni per il suo ritardo. A circa cinque mesi ha cominciato a fare terapia presso la ASL, quindi siamo stati inseriti all’Istituto Vaccari dove attualmente fa terapia della psicomotricità per la disfagia e da settembre 2017 anche idroterapia privata. Abbiamo fatto un percorso ospedaliero abbastanza intenso per riuscire a capire la sua patologia. Francesco non parla, non cammina, non sta seduto, ha problemi di disfagia, infatti, non mastica tutto, soffre di reflusso gastroesofageo è ipotonico e distonico, ha problemi di vista, strabismo ipermetropia astigmatismo, porta gli occhiali ma non li sopporta. Francesco cresce poco, pesa solo 12.5 kg a fronte di circa 100 cm di altezza, è  microcefalico.  All’inizio non era interessato a niente e nessuno mentre adesso è migliorato tantissimo: segue, è più curioso, va a prendere gli oggetti anche se ha la difficoltà a trattenerli. Ha un sistema di postura per mangiare, un deambulatore per stare in piedi e camminare, da supino non gattona ma si rotola, ha acquisito il controllo del capo ma non del busto e per questo ancora non sta seduto autonomamente.  Un anno fa siamo stati anche al Besta di Milano dove gli hanno ripetuto una risonanza magnetica fatta già a 8/9 mesi e dopo la quale hanno riscontrato una quantità minore di sostanza bianca (mielina). Francesco ha pure effettuato il prelievo del liquor per vedere se ci fossero state infezioni ma il risultato è stato negativo. Ha inoltre eseguito altri test per vedere se la sua malattia fosse di origine metabolica, ma niente è stato rilevato. Nel frattempo al Gemelli hanno fatto CGH Array, dove hanno trovato una micro delezione del cromosoma 16p13.11 che non giustificava la disabilità di Francesco, quindi siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo fatto anche lo studio dell’Esoma e solo pochi mesi fa gli è stata diagnosticata la probabile malattia. Francesco ha una mutazione genetica rarissima, sono stati riscontrati fino a gennaio 2018 solo 8 casi, anche se la genetista Dr.ssa Zollino, crede nell’aumento dei casi. La sua mutazione è del gene GABRB2 (Hum Genet 101,664-685), una mutazione scoperta solo a novembre 2017. Francesco quest’anno frequenta la scuola materna sempre nell’istituto Vaccari, ha frequentato pochissimo il nido perché sempre malato.A marzo gli abbiamo fatto fare un intervento per la dilatazione del piloro, per il suo problema di reflusso e quindi di masticazione. Abbiamo passato due mesi con serie difficoltà, sembrava che l’intervento avesse solo peggiorato le cose, ma sembra che poco a poco le cose stanno migliorando: ha meno casi di rigurgito e piano piano comincia a masticare cose che per lui erano molto difficoltose. Purtroppo ancora si conosce poco o nulla di questa malattia e siamo alla ricerca di un bravo neuropsichiatra infantile che ci aiuti. Nei prossimi mesi abbiamo altri colloqui con degli specialisti e lo rivedrà il prof. Leuzzi, dell’Umberto I, per vedere se nel frattempo riusciamo a trovare un farmaco che permetta a Francesco di controllare il suo disturbo del movimento che, al di là dagli altri deficit, è quello che maggiormente lo penalizza per tutto quello che potrebbe e vorrebbe fare nella quotidianità. Noi, genitori di Francesco, chiediamo:- il riconoscimento di questa malattia come malattia rara, di poter usufruire delle esenzioni derivanti da questo status ed avere un aiuto concreto da parte del Sistema Sanitario della regione Lazio nella ricerca di un professionista che possa aiutarci nella cura di Francesco;- di ottenere un'assistenza domiciliare in tempi rapidi;- l'istituzione di un fondo specifico finalizzato alle attività di ricerca per questa malattia. Se ci aiutate a firmare e condividere questa petizione, potremmo lavorare tutti insieme affinché un giorno Francesco possa avere un percorso di vita migliore. Aiutiamolo a fare da solo Grazie di cuore a tutti.

Andrea & Marina Brunetti
262,250 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Gian Marco Centinaio

Chiudiamo gli allevamenti intensivi

Chiediamo quanto prima la chiusura degli allevamenti intensivi presenti in Italia e di non importare carni e derivati da questo tipo di allevamento a favore di realtà più piccole e più rispettose del benessere animale insieme ad una promozione di diete a base vegetale che incoraggino il consumo di cibi vegetali e scoraggino l'eccessivo consumo di carne e derivati. Esistono gli allevamenti intensivi perché vi è una domanda sempre più alta di cibi animali e questo non è più sostenibile da parte dell'ambiente e dall'uomo. Moltissime e sempre più frequenti sono le malattie del benessere legate ad un'alimentazione ricca di carne e derivati e povera di frutta e verdura lontana anni luce dalla vera dieta mediterranea e cioè una dieta a base vegetale con un utilizzo sporadico di carne e derivati, tutto questo a discapito degli animali e del sistema sanitario sempre più provato dall'alto costo delle cure che paghiamo tutti noi contribuenti per diabete,obesità e malattie cardiovascolari, prevenibili il più delle volte attuando uno stile di vita sano e seguendo una dieta a base vegetale. Antibiotico resistenza e allevamenti: minaccia per la salute pubblica. Possono i batteri degli animali se resistenti trasferirsi a noi? La risposta è sì, possono. Il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo finisce negli allevamenti intensivi. In quelli avicoli, per esempio, analisi commissionate dall’Unione Europea hanno trovato elevate percentuali di batteri resistenti. Batteri che ritroviamo nel piatto perché le linee di macellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Animali portati al limite delle proprie possibilità in nome della produzione e del guadagno: per farlo è necessario usare grandi quantitativi di antibiotici. Le altissime densità a cui gli animali sono ammassati nei capannoni, le cattive condizioni ambientali e la selezione genetica, una violenza alla natura che crea animali destinati a soffrire fin dalla nascita, rendono necessario l’uso sistematico di antibiotici negli allevamenti intensivi. Diciamo basta a tutto questo. Firma la petizione!

Filippo Coluccia
249,566 supporters
Petitioning Giulia Grillo

#ApplicateLa194: Ministra Grillo le parole non bastano

Egregia Ministra Grillo,siamo 4 ginecologhe non obiettrici. Da sempre ci prendiamo cura di ogni paziente, nel rispetto della sua dignità e del suo diritto alla libertà riproduttiva. Abbiamo letto le sue dichiarazioni in cui rassicura che la legge 194 non sarà oggetto di revisione. Sappia Ministra che sempre più spesso accade che: quando vuoi interrompere la gravidanza, non trovi negli ospedali medici che ti sostengano e diano seguito alla tua scelta; se vuoi abortire, vieni giudicata e pressata da chi dovrebbe rispettare la tua decisione e permetterti di viverla in tranquillità e sicurezza; non riesci ad usufruire dell’aborto farmacologico, perchè in Italia è consentito solo fino a 49 giorni di gravidanza, invece che fino a 63, come in tutti gli altri paesi del mondo. Tutto questo per noi è inaccettabile. Come inaccettabile è stata la tragedia di Valentina Milluzzo, morta a 32 anni in un ospedale a Catania, dove pare che di 12 medici obiettori nessuno sia voluto intervenire per praticare un aborto d’urgenza. Ministra, da anni assistiamo a una continua chiusura dei luoghi dove le pazienti possono sottoporsi ad interruzione di gravidanza volontaria. Nel 2015 su un totale di 614 ospedali solo 385 effettuavano l’aborto (ovvero solo il 59,4%). Nel 2016, da 385 si è passati a 371 e da allora continuano a diminuire. Nella realtà, quindi, poco più della metà degli ospedali garantisce il rispetto della legge. Inoltre delle strutture che danno la possibilità di usufruire della legge 194 solo una piccolissima percentuale permette alle donne che scoprono di avere un feto gravemente malformato di sottoporsi ad aborto dopo i 90 giorni di gravidanza. Nel 2016, in tutto il Lazio, su un totale di 41 ospedali, solo 20 garantivano la possibilità di abortire in sicurezza e di questi solo 6 praticavano l’aborto per malformazioni del feto. Tutto questo vuol dire che, a meno che una donna non sia ricca, il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione, con il rischio di arrivare fuori tempo nei pochissimi ospedali dove vi sia un ginecologo disponibile. ln questo penoso scenario, lo Stato accetta l’obiezione anche di medici e infermieri che dovrebbero assistere le pazienti prima, durante e dopo l’intervento. L’obiezione di coscienza di anestesisti e personale di sala operatoria che dovrebbero garantire la sicurezza delle donne, provoca di fatto umiliazione e abbandono della paziente che richiede l’IVG. Tutto ciò disattende in maniera clamorosa l’articolo 9 della legge 194/78 che obbliga tutti gli Enti ospedalieri a garantire l’effettuazione delle interruzioni volontarie di gravidanza. Il personale ospedaliero in molte strutture sanitarie subisce pressioni e mobbing per firmare l'obiezione. No, non possiamo accettarlo. Lei ha sottolineato che, in quanto Ministra della salute, sia suo dovere adoperarsi perché la legge sia applicata in ogni sua parte e in tutto il territorio nazionale.Non ci basta la rassicurazione che la legge non sarà sottoposta a revisione. Per garantire i diritti di ogni donna, la strada è una sola : lei deve disporre l’erogazione del servizio IVG in ogni ospedale, istituendo la presenza obbligatoria di ginecologi non obiettori 24 ore su 24, così da garantire piena applicazione alle disposizioni della legge; lei deve sanzionare le direzioni sanitarie che non assicurano piena assistenza a chi ne ha bisogno e diritto; lei deve istituire una helpline nazionale e gratuita con un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24, gestito direttamente dal Ministero della Salute, per informare e accompagnare le donne respinte da medici/ospedali obiettori così che possano ottenere l'IVG a cui hanno diritto. La legge 194 è una legge di civiltà, voluta da tante e tanti cittadini italiani. Non vogliamo che le ragazze e le donne ricomincino a morire di aborto clandestino. È compito suo, Ministra, tutelare il diritto alla salute delle donne e che oggi, uomini e donne, le chiedono di difendere firmando questa petizione. Silvana Agatone - Ginecologa Presidente LAIGA Libera Associaizone Italiana Ginecologi per l'applicazione della Legge 194/78 e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista "Rebel Network"Elisabetta Canitano - Ginecologa non obiettrice Vita di DonnaConcetta Grande - Ginecologa non obiettrice socia LaigaGiovanna Scassellati - Ginecologa non obiettrice - Responsabile UOSD salute riproduttiva Ospedale San Camillo Sostengono questa petizione:Rebel Network - Rete Femminista per i DirittiONG Differenza Donna OnlusAssist Dire Risvolta Matera

Silvana Agatone
136,673 supporters
Victory
Petitioning Ospedale Bambino Gesù Roma

Un trapianto di midollo per la piccola Aria

Due anni fa nacque in Albania il, 28 Marzo, Aria. Aria ha 2 anni ora, ha dei bellissimi riccioli d'oro e un viso pallido a causa dei continui prelievi che la perseguitano dalla nascita. Sì, perché Aria è nata con un'anemia molto rara: l'anemia di Blackfan Diamond, che non le permette il giusto circolo sanguigno nell'apparato cardiocircolatorio. Alla nascita, in Albania, le è stato inizialmente diagnosticato un problema al cuore, ma sua madre Adjola ha pensato, vista la scarsa qualità del servizio pubblico sanitario albanese e, visto che per ricevere una buona assistenza medica è necessario per forza usufruire del servizio privato – eccessivamente costoso - che la cosa migliore fosse portare la piccola Aria direttamente in Italia, dove viene portata immediatamente all'ospedale Bambino Gesù di Roma – dove riceve la diagnosi finale di anemia. Come da referto non esiste una cura purtroppo e l'unica soluzione è il trapianto di midollo, per cui la bambina viene subito messa in lista. Il problema però è che nonostante la richiesta dei documenti di soggiorno senza alcun esito e nonostante abiti in Italia con le altre due bambine frequentanti le scuole pubbliche italiane, vogliono togliere alla piccola Aria il diritto di ricevere un trapianto salva vita. Adjola é una giovane mamma che ho conosciuto tra le mura pediatriche dell'ospedale di Foligno, città di domicilio, dove la piccola esegue le analisi di routine: era spaventatissima, tremante e in lacrime con quello scricciolo di nome Aria fra le braccia, uno scricciolo bianco come le nuvole, la teneva quasi come se avesse paura che gliela portassero via.  Adjola è totalmente sola con le sue bambine come dicevo, non può lavorare se non part-time a causa della malattia della sua bambina ed è una condizione lavorativa comunque difficile da trovare per chiunque. Chiedo di attivarci tutti quanti e sensibilizzarci, attraverso una raccolta firme per far sì che Aria possa ricevere il suo trapianto al midollo osseo, necessario per la sua vita, e chiedo ai medici di tutta Italia il loro sostegno e la loro solidarietà. PER LE DONAZIONI DIRETTE AD ADJOLA E ARIA ABAZI VI PREGO DI AGIRE DIRETTAMENTE DA GOFUNDME NEL LINK IN SOVRIMPRESSIONE  https://www.gofundme.com/un-trapianto-di-midollo-per-la-piccola-aria Stiamo cercando di muoverci in qualsiasi modo, OGNI TIPO DI AIUTO può salvare questa bambina e soprattutto muovere le coscienze per garantirle un diritto come il trapianto di midollo osseo.

Ilira Radhima
123,373 supporters
Petitioning Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Giulia Grillo, Cecilia WIKSTRÖM, Presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, Matteo Salvini

Lo Stato italiano riconosca Fibromialgia, ME, MCS e Ehs come malattie invalidanti

In Europa 14 milioni di persone soffrono di Fibromialgia, una patologia caratterizzata da dolori muscolari cronici e diffusi. Il Parlamento europeo, nel 2008, l’ha riconosciuta come malattia estremamente invalidante. Il governo italiano, invece, si ostina a non farlo, nonostante a soffrirne, in Italia, siano almeno in 2 milioni. La conseguenza è la negazione del diritto delle persone fibriomialgiche a una buona qualità di vita. Mi chiamo Morena, ho 53 anni e sono affetta da Fibromialgia primaria. Ho scoperto la mia malattia sette anni fa, ma da quando ne conosco tutte le caratteristiche ho capito di esserne affetta da sempre. In passato risolvevo in silenzio i problemi e le difficoltà che mi creava: nonostante la mia carriera da infermiera, non collegavo sintomi e patologia. Non avevo mai sentito parlare di questa malattia: con dispiacere, ho dovuto studiarla sul mio corpo. Ho sempre avuto dolori ai muscoli e difficoltà nelle lunghe prestazioni fisiche. Ma ho sempre provato a combattere contro i miei limiti: gli altri mi facevano pressione, ovunque sembravo inadatta. Mi hanno voluta convincere che fossi depressa e per anni mi sono sottoposta a varie psicoterapie, ma senza alcun risultato: nulla attenuava la mia sofferenza di vivere, il mio desiderio, appena sveglia, che fosse già sera per poter ritornare nel letto. Di prima mattina, già stanca.  Un giorno, però, anche la chimica del mio corpo è cambiata e il mio sistema immunitario indebolito ha permesso a un cancro di crescere nel mio seno. Ogni persona scopre di avere la Fibromialgia grazie a fattori scatenanti: il mio non è stato un solo evento, ma numerosi. Ho attraversato un periodo difficile: per il tumore, i dolori, la stanchezza, la perdita del lavoro e di persone care. Soffrivo tremendamente, ma dagli esami clinici e strumentali non risultava nulla.  Oggi, a sette anni dalla mia scoperta, vorrei che la comunità medica, i responsabili politici nazionali ed europei contribuissero a eliminare lo scetticismo attorno a questa malattia, per garantire a tutti i pazienti un miglioramento della qualità di vita. Servirebbero programmi interdisciplinari di sostegno individuale, medici e professionisti del settore sanitario dovrebbero essere specificamente formati, perché la diagnosi precoce diventi più semplice e più rapida, così come le cure. Prima di tutto, però, occorre che l'Italia riconosca ai malati di Fibromialgia gli stessi diritti, nella cura e nell’assistenza, di cui godono i pazienti negli altri paesi europei. Non si può essere membri di una stessa comunità senza avere anche, tutti, gli stessi diritti. Vorrei che questo mio raccontarmi servisse anche a tante altre persone come me. Caro Stato italiano, riconosci la Fibriomalgia come malattia reale, invalidante e limitante, da’ le risposte adeguate a una patologia così subdola e devastante.

Morena Pantalone
116,811 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Sergio Costa, Luigi De Mossi, Enrico Rossi

Basta Palio di Siena

Al Palio straordinario di Siena, per il centenario della Prima guerra mondiale, ieri il  cavallo Raol si è ferito gravemente, fratturandosi la zampa anteriore. Questa mattina è stato abbattuto. Con la sua morte, salgono a 8 i cavalli deceduti in questa manifestazione dal 2000. Bisogna dire basta allo svolgimento di manifestazioni che possono provocare danni e lesioni agli animali. Questi spettacoli sono un insulto alla vita e uno schiaffo all'immagine del Bel Paese. Dopo questa tragedia il minimo che si possa fare è abolire il Palio di Siena. È una delle gare più pericolose in assoluto. Circa 51 cavalli sono morti dal 1970 a oggi. È davvero un'indecenza che si tolleri questa crudeltà in nome di una esibizione che si fonda sullo sfruttamento degli animali a fini commerciali. Nel 2015 la cavalla Periclea si infortunò in questa medesima competizione e fu abbattuta a soli sette anni. Consideriamo inaccettabile che la vita di Raol sia cessata per colpa di un rito retrogrado. Siamo sinceramente stanchi di questa violenza e di questi maltrattamenti. La morte di animali è una costante, con una tragica media di un decesso ogni due anni. Il Palio non può essere considerato un patrimonio dell’umanità, perché non vi può essere nulla di culturale nello sfruttamento di una creatura vivente e nella sua morte. Le tradizioni si devono adeguare alla crescente sensibilità e favorire il rispetto della biodiversità. Rinaldo Sidolihttps://www.facebook.com/rinaldosidoli/

Rinaldo Sidoli
110,917 supporters
Petitioning Matteo Salvini

ABROGARE SUBITO LA MACELLAZIONE RITUALE - Petizione popolare

Nessuno puo' arrogarsi il diritto di imporre la propria cultura ad un popolo ospitante ed avverso a tali barbare tradizioni. La normativa europea circa  la macellazione prevede obbligatoriamente  lo stordimento preventivo degli animali ma una precisa deroga legislativa italiana, il D.M. 11 giugno 1980 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20.06.1980 n° 168 “Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico ed islamico” a firma dei Ministri della Salute Aniasi e dell'Interno Rognoni, autorizza le comunità islamiche ed ebraiche a non osservare tale obbligo. Queste culture prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento, devono, quindi, restare coscienti nel momento dell'uccisione che avverrà recidendo trachea ed esofago (taglio della gola). NESSUN CREDO RELIGIOSO PUÒ DEROGARE ALL'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO E NESSUNA LEGGE DEVE ESSERE MODIFICATA SU IMPOSIZIONE DI UNA ESIGUA MINORANZA RELIGIOSA IN CONFLITTO CON GLI ARTT. 7 E 8 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E CONTRO IL VOLERE DEL POPOLO ITALIANO.  IN UNO STATO LIBERO, DEMOCRATICO E LAICO CIO' È INACCETTABILE. QUESTA INGIUSTIZIA STA GENERANDO SENTIMENTI DI NATURA ANTI-ISLAMICA ED ANTISEMITA.  Il Regolamento “rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti" come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro Il diritto garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, ha significato e portata identici a detto articolo. Le limitazioni devono pertanto rispettare l'articolo 9, paragrafo 2, che recita: «La libertà di professare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.» In forza di tale Convenzione gli Stati di seguito elencati: Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia, Polonia e Danimarca vietano la macellazione rituale. Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità  islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo laico ed ateo. I sottoscritti cittadini chiedono

partito animalista europeo
107,107 supporters
Donare è vita: diamo attuazione al decreto legge 91!

In Italia ci sono 9mila persone in lista di attesa di trapianto, ma solo un terzo di loro riesce ad arrivare all’intervento. Ancora troppi muoiono aspettando il donatore giusto, i più fortunati sopravvivono grazie a terapie come la dialisi. La firma del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit) è stato un atto che ho fortemente voluto, e che sono orgogliosa di essere riuscita a portare a termine. Era previsto dalla legge n. 91 del 1° aprile 1999, quella che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi, ma la burocrazia e la mancanza di volontà politica l’aveva lasciato cadere nel dimenticatoio. Per me questa firma ha invece un significato enorme perché è un passo importante per dare attuazione a una legge che è stata una conquista di civiltà, ma che per vent’anni è rimasta lettera morta. Due decenni sono troppi per applicare una legge di cui il Paese ha bisogno, una legge che salva le vite. Il SIT è il passaggio più importante per rendere operativa la legge, ma non l’ultimo. Spero adesso che si proceda in modo spedito anche per l’Anagrafe nazionale degli assistiti e con una grande campagna di sensibilizzazione per determinare la libera volontà dei cittadini sulla disponibilità al prelievo degli organi. Un Paese civile rispetta la volontà di tutti, un Paese civile è solidale verso chi, grazie a un dono, può tornare a vivere. Così come è accaduto a Michele, il ragazzo che ha lanciato questa campagna su change.org, e a tutti i pazienti trapiantati. Grazie Michele, grazie a tutte le persone che hanno sottoscritto questo appello, perchè anche grazie a queste iniziative si sensibilizza l'opinione pubblica. Ci vuole impegno e solidarietà, lo dobbiamo a tutte le persone che stanno aspettando e devono poter guardare al futuro grazie al dono prezioso che potranno ricevere e alle cure che il nostro Ssn garantisce loro per tutta la vita. Siamo tutti sulla stessa barca, la cultura del dono è cultura di vita.

4 months ago