Decision Maker

Enrico Rossi

  • Presidente Regione Toscana

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Petitioning Giulia Grillo, Sergio Costa, Luigi De Mossi, Enrico Rossi

Basta Palio di Siena

Al Palio straordinario di Siena, per il centenario della Prima guerra mondiale, ieri il  cavallo Raol si è ferito gravemente, fratturandosi la zampa anteriore. Questa mattina è stato abbattuto. Con la sua morte, salgono a 8 i cavalli deceduti in questa manifestazione dal 2000. Bisogna dire basta allo svolgimento di manifestazioni che possono provocare danni e lesioni agli animali. Questi spettacoli sono un insulto alla vita e uno schiaffo all'immagine del Bel Paese. Dopo questa tragedia il minimo che si possa fare è abolire il Palio di Siena. È una delle gare più pericolose in assoluto. Circa 51 cavalli sono morti dal 1970 a oggi. È davvero un'indecenza che si tolleri questa crudeltà in nome di una esibizione che si fonda sullo sfruttamento degli animali a fini commerciali. Nel 2015 la cavalla Periclea si infortunò in questa medesima competizione e fu abbattuta a soli sette anni. Consideriamo inaccettabile che la vita di Raol sia cessata per colpa di un rito retrogrado. Siamo sinceramente stanchi di questa violenza e di questi maltrattamenti. La morte di animali è una costante, con una tragica media di un decesso ogni due anni. Il Palio non può essere considerato un patrimonio dell’umanità, perché non vi può essere nulla di culturale nello sfruttamento di una creatura vivente e nella sua morte. Le tradizioni si devono adeguare alla crescente sensibilità e favorire il rispetto della biodiversità. Rinaldo Sidolihttps://www.facebook.com/rinaldosidoli/

Rinaldo Sidoli
110,915 supporters
Petitioning Enrico Rossi

Salviamo i Pronto Soccorso!

Il Pronto Soccorso (PS) è da sempre un punto di riferimento per la tutela della salute del Cittadino. La carenza di personale medico ed infermieristico ha ormai raggiunto livelli critici. Nessuno vuole più lavorare in PS poichè è un ambiente stressante, complesso, sottopagato, con enormi responsabilità, aperto 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno. Anziché cercare soluzioni strutturali le Regioni hanno proposto soluzioni emergenziali, quali ad esempio il reclutamento di medici stranieri convenzionati, di medici pensionati richiamati in servizio ed ora anche di medici neolaureati. Queste soluzioni sono svilenti per gli specialisti che lavorano in PS e pericolose per l'utenza, che rischia di essere curata da personale senza competenze specifiche. Chiediamo che vengano ascoltate le nostre proposte, che mirano a correggere le cause e non a tamponare le conseguenze. Sul lungo periodo chiediamo di: 1) aumentare le borse ministeriali e regionali per la formazione specialistica in  Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;2) riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavori usuranti;3) incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;4) incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri;5) elaborare una carriera universitaria specifica per la Medicina d’Emergenza Urgenza. Nell'immediato chiediamo di:  1) attivare i concorsi a tempo indeterminato per gli specialisti e per gli specializzandi dell’ultimo anno, recependo appieno i commi 547 e 548 recentemente approvati in Legge di Bilancio 2019;2) eliminare immediatamente la possibilità di un canale formativo parallelo non standardizzato che porterebbe alla creazione di un medico di Emergenza-Urgenza di serie B con le stesse responsabilità;3) permettere agli specializzandi dell'ultimo anno di Medicina d'Emergenza Urgenza, delle specialità equipollenti e delle specialità affini di fornire prestazioni limitate e adeguatamente retribuite extra orario formativo, con vincoli tali da non inficiare la qualità della formazione, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale.  

Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d'Emergenza-Urgenza (CoSMEU)
77,857 supporters
Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,082 supporters
Petitioning Presidente del Consiglio, Sergio Costa, Enrico Rossi, Alberto Bonisoli, Gian Marco Centinaio, antonfrancesco vivarelli, gianfranco farnetani

Salviamo le Pinete grossetane

SALVIAMO LE PINETE GROSSETANE Il GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Onlus che riunisce cittadini e associazioni che si battono in difesa del nostro patrimonio boschivo, chiede che il Piano AIB previsto dalla Regione Toscana per le Pinete litoranee grossetane venga bloccato con effetto immediato e non riproposto prima di una radicale revisione, e chiede ai cittadini di inviare una mail di protesta agli indirizzi sotto riportati per fermare l’imminente devastazione delle Pinete. Il Pinete grossetane sono un patrimonio naturale e culturale importantissimo, riconosciuto dalla UE che le ha dichiarate Sito di interesse comunitario, e la loro devastazione mediante un Piano AIB che prevede - come se fossimo nell’Ottocento - il taglio esteso dei pini e di quasi tutto il sottobosco è inaccettabile, tanto più se avviene con i fondi pubblici destinati alla protezione del nostro patrimonio boschivo. Chiediamo inoltre quale sarebbe il destino previsto per il legname che risulterebbe dagli estesi tagli previsti, nella speranza che non vi sia alcun collegamento con la vertiginosa crescita della domanda di legname per alimentare le centrali a biomasse: una forma di produzione energetica altamente inquinante. Le foreste sono un bene comune, fondamentale per la salute umana, sia fisica che psicologica, e per la sicurezza idrogeologica del territorio italiano. Foreste come le Pinete grossetane, in particolare, sono ancora più preziose perché costituiscono un ecosistema ricco di biodiversità, protetto da leggi europee, italiane e regionali e sono habitat di diverse specie vegetali e animali, alcune delle quali parimenti protette. Questo patrimonio appartiene di diritto a tutti i cittadini italiani e del mondo e in particolare alle giovani generazioni, il cui futuro è già stato messo sufficientemente a repentaglio. Protestiamo quindi a nome di quelli che non hanno voce: gli alberi e gli arbusti, i cuculi e le ghiandaie; e in particolare a nome dei nostri giovani, che invadono le piazze chiedendoci di cambiare direzione, inascoltati da chi come voi avrebbe il potere di cambiare le cose. Vi chiediamo quindi di ascoltarli, e di fermare immediatamente il Piano AIB, che in ogni caso non può essere messo in atto ora perché la legge vieta nei periodi primaverili ed estivi qualunque intervento che possa disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica. Chiediamo che il piano venga rivisto radicalmente e che i fondi pubblici disponibili vengano utilizzati per la protezione e la sorveglianza attiva, con dispiego di mezzi e uomini, formando e pagando migliaia di giovani disoccupati, così come usando telecamere, droni e quant’altro permette la moderna tecnologia, e analizzando a fondo le cause reali degli incendi, al 99% di origine antropica, la maggioranza dei quali dolosi; un piano che prevenga gli atti criminali di innesco; un piano che tenga conto dell’attuale destinazione d’uso delle Pinete, cioè quella turistica, e crei lavoro valorizzando davvero il nostro straordinario patrimonio naturale, e cioè proteggendolo, e non devastandolo. Chiediamo che Piano AIB venga rivisto basandosi sulla moderna letteratura scientifica e sui più moderni metodi di lotta agli incendi, abbandonando tecniche del passato che non sono più appropriate sia perché la destinazione d’uso delle Pinete è cambiata, passando dalla produzione al turismo, sia perché storicamente non si è rivelata efficace in chiave di protezione antincendio. Auspichiamo che nel fare questo venga coinvolta la società civile, perché piani di questa natura vanno costruiti attraverso modalità volte a garantire il più ampio coinvolgimento possibile, con strumenti di democrazia partecipativa e diretta. GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane MAIL DI PROTESTAPreghiamo i cittadini di far sentire la propria voce mandando una mail di protesta (se desiderate potete utilizzare il testo di questa petizione, sottoscrivendolo con il vostro nome) ai seguenti indirizzi mail istituzionali, con oggetto No alla devastazione delle Pinete. enrico.rossi@regione.toscana.it; vittorio.bugli@regione.toscana.it; alberto.fluvi@regione.toscana.it; marco.remaschi@regione.toscana.it; stefania.saccardi@regione.toscana.it; vincenzo.ceccarelli@regione.toscana.it; federica.fratoni@regione.toscana.it; giani@consiglio.regione.toscana.it; consiglioregionale@postacert.toscana.it; presidente@pec.governo.it; procedimenti@beniculturali.it; ministro@politicheagricole.it; urp@minambiente.iturp@minambiente.it; dva@minambiente.it; m.ramazzotti@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; v.tamburini@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; mc.monaca@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; m.fanti@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; comune.grosseto@postacert.toscana.it; sindaco@comune.grosseto.it; luca.agresti@comune.grosseto.it; riccardo.megale@comune.grosseto.it; simona.petrucci@comune.grosseto.it; fabrizio.rossi@comune.grosseto.it; fausto.turbanti@comune.grosseto.it; info@unionecomunicollinemetallifere.it; fgr43516@pec.carabinieri.it  

GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
3,336 supporters
Closed
Petitioning Enrico Rossi

Vogliamo uno studio indipendente sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze

Se sarà realizzato, il nuovo aeroporto di Firenze avrà un enorme impatto sull'ambiente della Piana di Firenze, Prato e Pistoia e sulla salute dei suoi abitanti. Inoltre, sconvolgerà il Parco della Piana, un'area avifaunistica protetta di interesse regionale e comunitario, e metterà a rischio l'immenso patrimonio artistico e culturale del cuore della Toscana. Infine, modificherà profondamente l'economia e il sistema infrastrutturale di tutta la regione. E' essenziale che la Valutazione dell'Impatto Ambientale di un'opera così importante si basi su uno studio preliminare serio e credibile, che permetta di confrontarne costi e benefici, vantaggi e svantaggi. Chiediamo a chi deve prendere questa delicatissima decisione di affidare uno Studio di Impatto Ambientale a esperti che perseguano il bene comune, liberi da conflitti di interesse e con effettiva competenza su ogni aspetto della questione. Vogliamo soprattutto che il procedimento si svolga secondo le direttive europee: l'Italia ha il triste primato delle procedure d'infrazione, in particolare per svariate violazioni del diritto dell'Unione proprio sulla valutazione dell’impatto ambientale di progetti pubblici e privati, tra cui l'aeroporto di Malpensa. Con questa petizione chiediamo di affidare uno Studio sull'Impatto Ambientale del nuovo aeroporto di Firenze a un Ente pubblico terzo, multidisciplinare, non locale, internazionalmente riconosciuto e con comprovata esperienza in studi simili. Firmando, non esprimerai un giudizio contro l'aeroporto di Firenze, ma a favore di uno studio preliminare serio, onesto e indipendente. La Toscana si merita tutta la nostra cura e attenzione: firma e diffondi!

Piana Sana
2,749 supporters
Petitioning Michele Conti, Andrea Muzzi, Ministro Bonisoli, Enrico Rossi

MAI PIÙ BANCARELLE IN PIAZZA DEI MIRACOLI

Appello per una mobilitazione delle coscienze MAI PIÙ BANCARELLE IN PIAZZA DEI MIRACOLI Ormai da due anni è nuovamente possibile ammirare la piazza del Duomo in tutta la sua straordinaria bellezza. Dopo il restauro della Torre pendente, la pulizia dei suoi marmi, il difficile recupero del Camposanto Vecchio dalle fiamme della guerra, finalmente anche la facciata duecentesca dello 'Spedale Nuovo' è tornata ad essere visibile, ridandoci la gioia e l'emozione di ritrovare l'antico luogo sacro e profano che ha scandito per secoli il tempo di questa città. Non a caso la piazza del Duomo di Pisa si è trasformata per il mondo intero nella piazza dei Miracoli, uno dei 54 siti italiani dell'UNESCO. E proprio questa istituzione l'ha definita 'artisticamente unica per il suo design spaziale', quindi non solo per i quattro capolavori assoluti che racchiude, ma anche per quel suo essere delimitata in un grande spazio compreso tra le mura urbane e il confine estremo dell'antica città, fatto da palazzi e dalla lunga facciata di mattoni rossi che segnava il confine con lo 'Spedale Nuovo' e che oggi delimita l'eccezionale e unico Museo delle Sinopie, dove si conservano i disegni preparatori degli affreschi del Camposanto monumentale. Purtroppo non è sempre stato così. Per decenni le bancarelle si sono addossate a quel muro, impedendone parzialmente la vista e solo sei anni fa - non senza polemiche e accese diatribe con le amministrazioni che si sono succedute - è stato possibile allontanare le attività commerciali ambulanti. Un restauro lungo e costoso ci ha restituito questo pezzo di storia della città e il 'miracolo' della piazza nuovamente integra. Da cittadini orgogliosi di un patrimonio che il mondo intero ci invidia ci saremmo aspettati che tutti avessero l'obiettivo prioritario di salvaguardarlo, continuando a impegnarsi per eliminare gli ultimi elementi di degrado ancora presenti nell'area circostante, quella che l'UNESCO definisce come 'zona di rispetto' – dalle bancarelle di piazza dell'Arcivescovado, alla cura delle vie di accesso e degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni di degrado. Con grande sorpresa dobbiamo invece rilevare che non è così. Proprio nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere alla proposta della ricollocazione delle bancarelle in piazza del Duomo, magari attraverso idee fantasiose, quali l'uso delle Api Piaggio trasformate per l'occasione in 'carretti' pieni di mercanzie, o dietro il paravento della 'soluzione temporanea'. Ricordiamo, tra l'altro, che nel 2006 l'UNESCO, nel suo rapporto periodico, sottolineava 'lo stato di degrado causato dall'interferenza delle attività commerciali' e come queste impattassero 'con la piena visibilità ed integrità della prospettiva del contesto e del decoro'. Un ritorno delle bancarelle esporrebbe dunque la città anche al rischio di una revoca del riconoscimento di sito UNESCO alla famosa piazza dei Miracoli. Tutto questo succede nonostante siano intervenute nuove norme (D.L. N. 83 del 31/05/2014 "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo") che rendono impraticabile una tale prospettiva, arrivando fino alla possibilità di revoca della concessione del suolo pubblico per le attività commerciali, anche temporanee, incompatibili con le esigenze di tutela. Norme che hanno già prodotto intese tra Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana e Comune di Pisa e che partono proprio da questo punto fermo. Riteniamo dunque necessario che si abbandonino definitivamente i propositi sbagliati e che si sancisca una volta per tutte l'incompatibilità della presenza delle attività commerciali con occupazione di suolo pubblico in piazza dei Miracoli. Augurandoci che la città possa ancora essere fiera di offrire al mondo intero il patrimonio intatto della sua storia, invitiamo tutti, pisani e no, a far sentire la propria voce, aderendo a questo appello, oppure nelle forme che riterranno più opportune. Primi firmatari: Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico, Silvia Silvestri. Beltram Fabio, Berti Gabriele, Betti Rosanna, Bonaccorsi Andrea, Bruni Stefano, Burresi Mariagiulia, Carminati Carlo, Cervelli Franco, Ciuti Riccardo, Cristofolini Paolo, Fascetti Giovanni Ranieri, Frugoni Chiara, Ghilardi Stefano, Iacono Alfonso Maurizio, Levi Donata, Longobardi Terenzio, Lucente Giacomo, Malvaldi Marco, Marinelli Marcello, Martini Pino, Meucci Giuseppe, Montana Fausto, Montanari Tomaso, Nannipieri Luca, Paolucci Antonio, Pepi Carlo, Sainati Fabrizio, Salardi Marco, Schmidt Eike, Settis Salvatore, Tazartes Maurizia, Tongiorgi Tomasi Lucia, Tozzi Carlo, Ughi Francesca. Per aderire:  firmare qui l’appello  inviare una mail a maipiubancarelle@gmail.com  contattare su Facebook Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico, Silvia Silvestri  firmare sui moduli cartacei che saranno diffusi.

Pierluigi D'Amico
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Closed
Petitioning Enrico Rossi, Alessandro Volpi, Sindaco di Massa, Presidente Regione Toscana

Salviamo il Parco dei Conigli !!

Il Parco dei Conigli chiuderà, e come cittadini, abbiamo il dovere di farci sentire, e preservare quello che di buono abbiamo nella nostra provincia. Dal 30 settembre, infatti, il Parco verrà chiuso e riconsegnato ai proprietari: il gruppo di vicinato Lungofrigido di Ponente esprime la sua preoccupazione per l'esito della vicenda, e per quello che ne sarà di questa area, con il rischio che rimanga abbandonata a se stessa per gli alti costi di manutenzione. I vincoli che insistono sull'area rendono infatti impossibile l'inauspicata edificazione, rischiando di trasformare lo stesso parco in una zona abbandonata, soggetta alla crescita esponenziale del sottobosco, ed oggetto di possibili episodi di degrado, come dimostra lo stato di abbandono in cui versa la passeggiata del Frigido, soprattutto nelle ore notturne. Non solo, con il parco se ne va anche l'unica forma di turismo sostenibile sulla quale si potrebbe investire, in grado di attrarre turisti anche al di fuori del periodo stagionale, in un territorio che ha tanto da offrire e poco di offerto. Basti pensare che lo stesso parco è visitato da persone provenienti da tutta Italia, e da un folto numero di associazioni che si occupano di promozione sociale, assistenza a disabili ed anziani, che integrano la visita al parco nei propri progetti di promozione e di cura. Una realtà che non possiamo permetterci di perdere, sulla quale l'amministrazione ha il compito di prestare attenzione, a tutela dell'intero tessuto sociale e turistico che riveste l'area. Per questo, sottoscrivendo la presente lettera aperta, vogliamo sottolineare la nostra contrarietà alla chiusura, sollecitando con forza l'amministrazione comunale e/o regionale a farsi portatrice di proposte, e/o promotrice di un tavolo, che possa preservare un parco prezioso per la città, e far valere con forza l'interesse strategico e sociale che ha assunto, salvando tutti noi dall'abbandono e dal degrado di un'area preziosa, da preservare. Non vogliamo limitarci a un senso di dispiacere e solidarietà, ma intendiamo sollecitare con forza gli interessati affinché assumano quel senso di responsabilità che gli compete, e che rendano possibile continuare questa esperienza, ricorrendo ad ogni soluzione possibile, pubblica o privata che sia.

Massimiliano Paolicchi
2,333 supporters