Aumento delle pene previste per i reati in aumento, diminuzione per quelli in diminuzione

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Il problema

Modifica annuale degli articoli del codice in maniera che siano aumentate le pene previste e le sanzioni adeguandole alla frequenza nell'anno precedente dei relativi reati.

Ogni anno, in Italia, i crimini cambiano nella loro natura e frequenza. Ma le pene che vi si applicano restano statiche. È il momento di cambiare. Chiediamo l'emanazione di una legge che introduca una giustizia 2.0 attraverso l'adeguamento annuale (o biennale) delle pene e delle sanzioni previste dai codici penale e civile, adeguandole alla frequenza con cui i vari reati sono stati commessi nell’anno precedente.

In altre parole: ogni anno sulla base delle statistiche dei reati commessi in Italia si procederà ad una revisione (non retroattiva) delle pene relative che saranno aumentate per i reati in aumento in misura pari all'aumento registrato dalle statistiche per il rispettivo reato. Per contro, saranno proporzionalmente diminuite le pene per i reati in diminuzione.

Per fare un esempio concreto : se nel 2024 i furti sono aumentati del 10%, dal 2025 la pena prevista per il furto sarà aumentata del 10%.

L'introduzione di una revisione periodica, oltre a sottrarre alla politica la decisione di attribuire la pena, vedrebbe ripristinato l'effetto deterrente che una pena esercita in maniera preventiva al compimento del reato, accogliendo cosi la logica secondo la quale "prevenire e' meglio che curare".

Le dottrine socio-psicologiche in vigore da diversi anni - indotte e sostenute dalle Nazioni Unite ed Unione Europea - attribuiscono alla pena una valenza limitata al reinserimento sociale dell'individuo. In tal modo fa quindi sentire i suoi effetti solo SUCCESSIVAMENTE al compimento del reato e solo nei confronti dei colpevoli. Gli effetti derivati da queste dottrine sono visibili in tutti i paesi che le hanno applicate: nessuno di essi ha visto diminuire la criminalità, mentre tutti i paesi hanno rilevato un aumento generalizzato.

Le voci che spesso si alzano pregiudiziosamente contro provvedimenti di aumento delle pene, solitamente utilizzano statistiche su misura (quasi sempre fornite da ONG o Università USA, un paese dove il problema della criminalità e addirittura delle baby gang è sempre stato presente) per dimostrare la mancanza di effetti di tali provvedimenti e l'inefficacia dell'aumento delle sanzioni.

E' evidente, però, che tale principio non ha permesso a sociologia e psicologia di fare progressi nella lotta alla criminalità e sopratutto nella prevenzione. Le scienze e le tecnologie negli ultimi decenni hanno fatto passi giganteschi. Se psicologia, criominologia, sociologia e pedagogia non hanno fatto lo stesso forse è perchè non sono sulla buona strada. L'errore di base sta nell'annullamento della funzione di DETERRENZA della pena. Tutto ciò rende vana ogni prevenzione. Ancor più se in assenza di deterrente si forniscono giustificazioni di varia natura ad ogni crimine commesso: nel momento in cui la società compatisce un delinquente, in quel momento lo sta creando 

Per chi ha un minimo di conoscenza del mondo è facile dimostrare come sia in gran parte errato il concetto secndo il quale il criminale è una vittima ed i dati che lo sostengono: Basta andare in quei paesi dove, a causa della dittatura o della religione, sono in vigore leggi durissime anche per reati minori quali il furto, e si potrà constatare come il crimine e' meno presente.

Basta andare in un paese arabo e verificare come il prospettare la pena del taglio della mano determina una società dove non esistono porte blindate, allarmi o inferriate alle finestre che invece, da noi, trasformano in vite da reclusi le vite dei cittadini occidentali.

Ovviamente tali esempi sono estremi e da non auspicare, presentati con l'unico scopo di eliminare ogni dubbio sulla funzionalità' dell'effetto deterrente della pena.

E’ importante evidenziare come l’aumento o la diminuzione della pena o della sanzione (in termini di tempo o di denaro) NON dovrà cancellare quell’aspetto della pena le cui prerogative devono continuare ad essere l’orientamento al reinserimento sociale dell’individuo ed il rispetto dei diritti umani.

VANTAGGI PER I CITTADINI

L’introduzione di un meccanismo normativo strutturato nel modo sopra riportato, rappresenterebbe una epocale inversione di tendenza che fornirebbe alla pena un effetto maggiormente deterrente, a tutela non solo di chi commette un crimine ma anche di chi è potenzialmente orientato a commetterlo, e contrasterebbe in maniera più efficace il sorgere della devianza cosi come l'introduzione nel mondo della criminalità dei neo-criminali.

Non solo.

MENO POTERE ALLA POLITICA. Il ricalcolo automatico legato alle statistiche sottrarrebbe alla politica la possibilità di valutare la gravita' di un reato e sottrarrebbe ai giudici la responsabilità' di stabilire se un reato sia ancora da perseguire o meno (ad esempio: il turpiloquio e' un reato attualmente perseguibile o no?)

Ma l'effetto piu' importante e' un altro: Attualmente, quanto più’ un crimine viene commesso tanto piu lo stesso crimine diventa parte dei “costumi” e viene sempre meno percepito come reato, determinando un inflazionamento dei reati, che si concretizza nell’innalzamento continuo della linea che separa il lecito dall’illecito.

MENO EMULAZIONE. Il nuovo provvedimento di aumento della pena in base all'aumento del reato contribuirebbe sensibilmente ad ammorbidire l’effetto “emulazione”, che si verifica in soggetti marginali, proprio nel momento in cui sono diffusi dati di crescita di un determinato reato (es. Tutti fanno le rapine, domani le faro' anch'io). A contrasto di ciò, la divulgazione dell’aumento delle pene aiuterebbe – per via del forte effetto deterrente – a contrastare l’ effetto “emulazione”.i

MENO TURISMO A DELINQUERE. Aumentare la pena di un reato che aumenta avrebbe anche la conseguenza di contrastare fortemente il cosiddetto “turismo per delinquere“, dovuto alla diseguaglianza delle pene tra i diversi paesi europei. Questo recente fenomeno e' basato sul fatto che – grazie alla facilita’ di spostamento ed alla libera circolazione delle persone all’interno dell’UE - i malviventi si spostano per brevi periodi o addirittura si trasferiscono in quei paesi dove le pene per i reati che intendono compiere, risultano meno severe (es. se in Romania la pena per il furot e' di 5 anni di reclusione ed in Italia e' di 6 mesi, dove andranno a rubare i romeni?).

MENO LEGGI SPECIALI. Da non sottovalutare come l’introduzione di tale meccanismo di revisione, avrebbe la conseguenza di ridurre fortemente la necessita’ di ricorrere all’emanazione di “leggi speciali” le quali sono emanate spesso sull’onda emotiva di casi particolari, ridimensionando cosi’ l’importanza dell’effetto mediatico e demagogico che spesso influenza considerevolmente la promulgazione di una legge “speciale”.

MENO SPESE PER LO STATO. Dal punto di vista economico merita evidenziare: Quanto risparmierebbe lo Stato se diminuissero i detenuti nelle carceri e se diminuissero le forze di polizia? Certamente ci sarebbero meno versamenti IVA da parte di chi vende allarmi, porte e inferriate ma ciò non sarebbe un danno per lo Stato perché' certamente i cittadini spenderebbero quei soldi per altre cose, magari destinandoli a oggetti di lusso con aliquote IVA superiori e quindi un ulteriore vantaggio per l'erario ed il debito pubblico.

MENO PERCEZIONE DEL CRIMINE. Ne uscirebbe avvalorata anche la percezione che hanno i cittadini riguardo la quantità' di crimini commessi, attualmente non aderente alla realtà grazie alla risonanza esasperata dai media ai fatti di cronaca e renderebbe migliore la vita dei cittadini.

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Fabio TravelliPromotore della petizione

I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Carlo Nordio
Ministro della Giustizia

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