Sovranita' digitale sovranazionale contro la sorveglianza di massa
Sovranita' digitale sovranazionale contro la sorveglianza di massa
Il problema
Secondo un comunicato ufficiale della stessa Bending Spoons, nel luglio del 2019 la società ha annunciato l’ingresso nel proprio capitale di tre realtà: H14, il StarTip e NUO Capital. Se H14 è un family office collegato a Fininvest, NUO Capital è una holding che gestisce gli investimenti della famiglia PAO/Cheng di Hong Kong. A guidare il fondo è Stephen Cheng, uomo d’affari erede una ricca famiglia cinese. L'apertura della sede italiana a Milano la società d’investimenti Nuo Capital ha dato vita ad un un fondo di investimenti che la famiglia Pao Cheng ama definirlo “un’iniziativa basata sul concetto di famiglia come base per l’impresa sostenibile e la creatività, che affianca imprenditori visionari lasciandoli fare bene il loro lavoro, come lo hanno fatto per decine di anni”. La loro filosofia infatti si fonda su tre regole che riguarda la "visione colonizzatrice cinese":
- entrare nel capitale di un’azienda come socio di minoranza;
- investire a lungo termine;
- guidare verso l’Asia le eccellenze italiane della old economy attraverso la fitta rete di rapporti in Oriente.
Alla famiglia di Nuo Capital interessa la sostanza, la qualità del Made in Italy intervenendo direttamente sullo sviluppo dell'idea creativa da introdurre nel mercato italiano e non più seguendo il metodo classico - acquistando l'autentico Made in Italy ideato, creato e prodotto da italiani in Italia. Questo nuovo processo di "colonialismo delle innovative idee imprenditoriali italiane" sono un esempio le sei operazioni portate a termine in trenta mesi: l’ultima, in ordine temporale, è quella in Slowear, che risale a settembre 2018 ed è la prima nel campo della moda. Precedentemente la società ha investito in marchi italiani di design come Artemest e Sozzi Arredamenti , e del vino come Terra Moretti Distribuzione e Tannico. Alcuni esperti del settore evidenziano molte similitudini tra l’imprenditoria cinese e quella italiana ma soprattutto il potenziale di alcuni settori di nicchia del Bel Paese, come quello delle macchine per il caffè espresso professionali.
Noi di INNOVABILITA siamo convinti del contrario e in qualità di innovatori e imprenditrici di una nuova economia civile basata sulla co-creazione di una nuova intelligenza economica collaborativa riteniamo che sia giunto il momento di condividere nell'infosfera che gli scambi commerciali tra le attività economiche italiane e quelle cinesi non sono bilaterali e rappresentano - per noi - un vero pericolo "crittografato" della colonizzazione delle piccole e grandi imprese italiane partendo dalla base, dai registri dei dati digitali relativi alla innovative produzioni di quello che nessuno è più in grado di garantire come autentico Made in Italy
Cos’è Nuo Capital?
È la holding d’investimenti fondata nel settembre 2016 da WWICL- World-Wide Investment Company Limited, uno dei più antichi family office asiatici che fa riferimento alle famiglie Pao/Cheng assieme a Tommaso Paoli, ex manager di Intesa Sanpaolo. NUO è l’acronimo di New Understanding Opportunities, ma in mandarino vuol dire anche “promessa”: quella della conquista del Made in Italy un nuovo approccio per trasformare la produzione italiana di qualità e di eleganza impegnandosi al massimo, attraverso anche fondi come NUO Capital, per "colonizzare" l’eccellenza produttiva italiana, soprattutto in un periodo di crisi sociale come quello che stiamo attraversando.
Abbiamo qui preso come modello di riferimento di questa "colonizzazione cinese del nostro Made in Italy" la società NUO Capital perché è coinvolta nello sviluppo dell'app considerata italiana Immuni In questo caso la legge cinese sulla sicurezza nazionale obbliga i cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità militari di pubblica sicurezza e alle agenzie di intelligence.
La società NUO Capital è coinvolta anche nello sviluppo dell'app Immuni ma in questo caso la legge cinese sulla sicurezza nazionale è in netto contrasto con quella europea - con questa petizione speriamo di attirar l'attenzione dell'Unione Europea - perché in Cina obbliga i cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità militari di pubblica sicurezza e alle agenzie di intelligence un utilizzo della tecnologia della sorveglianza che può risultare lesivi per «i diritti fondamentali e la sicurezza» dei cittadini UE in particolare dei dati relativi alle produzioni strategiche del Made in Italy. Fra le applicazioni che chiediamo a gran voce che dovrebbero essere vietate ci sono quelle capaci di «manipolare le persone attraverso tecniche subliminali al di là della loro coscienza» o che sfruttano le vulnerabilità di gruppi particolarmente fragili, come i bambini o le persone con disabilità.
E' necessario che lo stato italiano in comune accordo con gl istati membri della Comunità Europea aggiorni i sistemi di social scoring, i «punteggi» attribuiti da governi come quello cinese per valutare l’affidabilità dei cittadini, e i sistemi di riconoscimento facciale: le tecnologie di riconoscimento biometrico dovrebbero essere proibite, con l’unica eccezione di casi emergenziali come la ricerca di vittime di rapimenti, il contrasto all’attività terroristica o le indagini su criminali. Noi vogliamo vivere in un Paese libero dove "non ci sia posto per la sorveglianza di massa".
Chiediamo al Ministero Italiano della Transizione Ecologica e dello Sviluppo Economico di avviare un processo che ci permetta di raggiungere una sovranità digitale come indipendenza tecnologica dalle BigData del potere dei dati digitali. Quella digitale é una questione sociale ancora poco considerata da un popolo di analfabeti funzionali come quello italiano. Per anni siamo stati incapaci di usare in modo efficace le abilità di scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana sopraffatti dalla richiesta di un mercato del lavoro e dell'agire sociale corrotto e sprovvisto di regole di base che governano una comunità intelligente e resiliente. Abbiamo vissuto per anni senza comprendere, valutare e usare in modo consapevole i dati distribuiti su reti interconnesse sostenute da computer quantistici e algoritmi crittografati di Intelligenza Artificiale che non abbiamo saputo coltivare con la ricerca e sviluppo delle migliori aziende dell'ICT italiana.
Non a caso oggi 11 maggio 2021 abbiamo deciso di pubblicare questa petizione, il giorno dopo la messa in onda dell'inchiesta televisiva Report da ltitolo esauriente "L’Occhio del dragone" reportage di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella con la collaborazione di Norma Ferrara e di Eleonora Zocca.
Il mercato della videosorveglianza è in mano a poche aziende e i più grandi player del mercato sono multinazionali cinesi. Chi c’è dietro queste aziende? Non ci sono dubbi: le potenti mutinazionali raccoglitrici dei dati digitali catturati dalle loro telecamere. Intanto l’ombra di deportazioni e lavoro forzato tinge di rosso le piantagioni di cotone dello Xinjiang nell’ovest della Cina, dove decine di migliaia di uiguri, una minoranza turcofona musulmana, sono costretti da Pechino a estenuanti campagne di raccolta a mano ai limiti dell'umana decenza.
Con l'infodemia generata dalla diffusione del virus covid-19 siamo stasti obbligati a prendere familiarità con i controlli biometrici: le telecamere intelligenti rilevano i nostri comportamenti e ci spiano attraverso la tecnologia offerta a basso costo dalla prima potenza mondiale dei BigData: lo Stato Cinese. Il mercato della videosorveglianza è in mano ai pochi player internazionali e coloro che hanno visto moltiplicare in modo esponenziale le vendite sono multinazionali cinesi. Chi c'è dietro queste aziende? Dove finiscono i nostri dati? Potrebbero essere usati contro di noi? In questa inchiesta di grande autodenuncia (la Rai é sotto il controllo visivo dalla società Hikvision, fornitore leader a livello mondiale di prodotti e soluzioni per la sicurezza) non sono formulate risposte a questi quesiti perché nessuno sino ad oggi si era esposto come ha fatto la trasmissione più indipendente della TV di stato italiana: REPORT. Abbiamo colto lo spunto e abbiamo deciso di promuovere questa petizione in questo periodo di profondi cambiamenti e trasformazioni tecnologiche.
Un altro dato che va a suffragare la nostra teoresi è la notizia dell'annuncio del segretario di Stato statunitense Mike Pompeo il quale ha previsto di bandire - come l'India - l'APP di condivisione di video musicali amatoriali della durata di pochi secondi TikTok creata in Cina come raccoglitore nin dichiarato di dati personali e sensibili (geolocalizzazione in tempo reale, infiltrazioni e spionaggio da parte della comunica cinese per conoscere i comportamenti e le abitudini degli utenti...)
Huawei é una società cinese leader nella produzione di reti e sistemi 5G che ha messo sotto scacco l'intera Unione Europea (UE) perché se vietera' la sua tecnologia per ragioni di sicurezza come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti la Cina ha già minacciato he potrebbe rivalersi su Ericsson e Nokia.
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha recentemente emesso una sentenza che invalida l'accordo di trasferimento dei dati primari tra UE e Stati Uniti perché non offrono sufficienti garanzie sulla sorveglianza e la sicurezza dei dati personali: mentre noi in Italia abbiamo fondi di investimento di origine cinese che finanziano le nuove app di imprese italiane come IMMUNI...
Il Privacy Sheild, lo scudo per la privacy dal 2021 non può più essere utilizzato dalle organizzazioni per trasferire dati personali degli utenti europei agli Stati Uniti per scopi commerciali.
In questo caos generale della governance dei nostri dati sensibili il governo britannico, per esempio, dopo aver tentato di sviluppare un'APP per la tracciatura dei malati di coronavirus indipendente dalla piattaforma offerta da due delle grandi sorelle dei Big-Data GOOGLE e APPLE ha rinunciato e si è adeguato alla soluzione sostenuta dalle due multinazionali dei nostri dati.
Ultimo esempio di lotta per la sovranità digitale per il controllo sui nostri dati, sul software e sui processi digitali, sull'hardware e sulle infrastrutture come le piattaforme blockchain o di cloud computing quantistici e dell'utilizzo inconsapevole dei nostri dati sensibili avverrà il prossimo 15 maggio 2021 quando arriveranno le nuove regole sulla privacy di WhatsApp: l'app di messaggistica istantanea più utilizzata in occidente che imporrà le nuovi impostazioni che dovranno essere approvate dagli utenti per non rischiare di perdere sempre più funzionalità fino al blocco totale dell'app che la maggior parte degli italiani usa in modo disfunzionale.
WhatsApp ha già preannunciato che non eliminerà gli account degli utenti che non accetteranno i termini aggiornati, ma l’app diventerà nell’arco di alcune settimane totalmente inutilizzabile se si continuerà a ignorare il banner che chiede di accettare i nuovi criteri. Quanti italiani leggeranno le nuove imposizioni a cui si dovrà sottostare se si vuole continuare ad utilizzare una app di cui molti ne sono "dipendenti cronici"?
Gli stati che regolano il digitale si scontrano con le grandi sorelle dei Big-Data che progettano, producono. vendono e sostengono gli ambienti digitali per i piccoli utilizzatori delle piattaforme online, a volte sostengono e usano le imprese innovative per fini politici. Le imprese innovative si appoggiano ai propri Stati per essere valorizzate e difese, ma spesso in una logica di liberismo economico corrotto si fanno concorrenza sleale tra loro stesse per la conquista del monopolio di un settore specifico. La sovranità è una forma di potere legittimo di controllo: ma chi è autorizzato ad esercitarlo? Come? Su che cosa? Con quali fini?
La sovranità nazionale è il potere di controllo esercitato dallo Stato sul proprio territorio, sulle risorse che si trovano in esso e sulle persone giuridiche che ad esso appartengono. Nell'era digitale l'infosfera non è un territorio le risorse digitali sono per la maggior parte private e soggette alle regole dei mercati internazionali che si sono impossessate dei nostri profili digitali globalizzati, utilizzando i nostri dati come merce di scambio per un accesso "gratuito" alle loro piattaforme e social network.
Il digitale e gli eventi che si susseguono in questa epoca di accelerazione tecnologica esponenziale ci spingono a ripensare ad una nuova forma di sovranità digitale. Secondo Floridi Luciano, filosofo e professore ordinario di Filosofia ed Etica dell'informazione all'Università di Oxford e presto "ritorno di un cervello in fuga" a Bologna, "in un epoca in cui la realtà analogica è sempre più controllata e gestita da quella digitale, la sovranità di tipo politico-sociale su entrambe appare essenziale per una buona democrazia, una società equa, e uno sviluppo sostenibile...""...La sovranità digitale debba essere ugualmente articolata, con livelli di confronto sia nazionale sia sovranazionale."...La sovranità digitale sui dati è più fattibile ed efficace a livello UE, attraverso il General Data Protection Regulation"
Ispirati dal pensiero lucido del filosofo dell'etica dell'informazione siamo convinti che non si tratti di rimpiazzare la sovranità moderna-analogica nazionale, necessaria ma sempre più insufficiente, si tratta di affiancargli quella contemporanea-digitale sovranazionale come una condizione di possibilità.
"La lotta per la sovranità digitale ricorda la lotta dei partigiani contro il potere opprimente fascista: chi troverà la soluzione più efficace e pacifica determinerà la vita di tutti i cittadini di una nuova Italia digitalizzate oppure no oggi e quindi non è una questione che riguarda solo noi addetti ai lavori o specialisti tecnologi, ma di tutti per tutti. E per questo motivo che deve basarsi su solide fondamenta, con l'aiuto di tutti, perché la risposta più efficace al "capitalismo della sorveglianza" è quela forma ibrida di sovranità digitale sovranazionale a livello di UE.
L'Italia può ricoprire un ruolo fondamentale in questo processo di indipendenza tecnologica: abbiamo bisogno di tutti i nuovi partigiani digitali di una nuova ITALIA digitale. Sovrana. Indipendente, digitalmente. Culturalmente.
I nostri dati di valore non si regalano.
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Il problema
Secondo un comunicato ufficiale della stessa Bending Spoons, nel luglio del 2019 la società ha annunciato l’ingresso nel proprio capitale di tre realtà: H14, il StarTip e NUO Capital. Se H14 è un family office collegato a Fininvest, NUO Capital è una holding che gestisce gli investimenti della famiglia PAO/Cheng di Hong Kong. A guidare il fondo è Stephen Cheng, uomo d’affari erede una ricca famiglia cinese. L'apertura della sede italiana a Milano la società d’investimenti Nuo Capital ha dato vita ad un un fondo di investimenti che la famiglia Pao Cheng ama definirlo “un’iniziativa basata sul concetto di famiglia come base per l’impresa sostenibile e la creatività, che affianca imprenditori visionari lasciandoli fare bene il loro lavoro, come lo hanno fatto per decine di anni”. La loro filosofia infatti si fonda su tre regole che riguarda la "visione colonizzatrice cinese":
- entrare nel capitale di un’azienda come socio di minoranza;
- investire a lungo termine;
- guidare verso l’Asia le eccellenze italiane della old economy attraverso la fitta rete di rapporti in Oriente.
Alla famiglia di Nuo Capital interessa la sostanza, la qualità del Made in Italy intervenendo direttamente sullo sviluppo dell'idea creativa da introdurre nel mercato italiano e non più seguendo il metodo classico - acquistando l'autentico Made in Italy ideato, creato e prodotto da italiani in Italia. Questo nuovo processo di "colonialismo delle innovative idee imprenditoriali italiane" sono un esempio le sei operazioni portate a termine in trenta mesi: l’ultima, in ordine temporale, è quella in Slowear, che risale a settembre 2018 ed è la prima nel campo della moda. Precedentemente la società ha investito in marchi italiani di design come Artemest e Sozzi Arredamenti , e del vino come Terra Moretti Distribuzione e Tannico. Alcuni esperti del settore evidenziano molte similitudini tra l’imprenditoria cinese e quella italiana ma soprattutto il potenziale di alcuni settori di nicchia del Bel Paese, come quello delle macchine per il caffè espresso professionali.
Noi di INNOVABILITA siamo convinti del contrario e in qualità di innovatori e imprenditrici di una nuova economia civile basata sulla co-creazione di una nuova intelligenza economica collaborativa riteniamo che sia giunto il momento di condividere nell'infosfera che gli scambi commerciali tra le attività economiche italiane e quelle cinesi non sono bilaterali e rappresentano - per noi - un vero pericolo "crittografato" della colonizzazione delle piccole e grandi imprese italiane partendo dalla base, dai registri dei dati digitali relativi alla innovative produzioni di quello che nessuno è più in grado di garantire come autentico Made in Italy
Cos’è Nuo Capital?
È la holding d’investimenti fondata nel settembre 2016 da WWICL- World-Wide Investment Company Limited, uno dei più antichi family office asiatici che fa riferimento alle famiglie Pao/Cheng assieme a Tommaso Paoli, ex manager di Intesa Sanpaolo. NUO è l’acronimo di New Understanding Opportunities, ma in mandarino vuol dire anche “promessa”: quella della conquista del Made in Italy un nuovo approccio per trasformare la produzione italiana di qualità e di eleganza impegnandosi al massimo, attraverso anche fondi come NUO Capital, per "colonizzare" l’eccellenza produttiva italiana, soprattutto in un periodo di crisi sociale come quello che stiamo attraversando.
Abbiamo qui preso come modello di riferimento di questa "colonizzazione cinese del nostro Made in Italy" la società NUO Capital perché è coinvolta nello sviluppo dell'app considerata italiana Immuni In questo caso la legge cinese sulla sicurezza nazionale obbliga i cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità militari di pubblica sicurezza e alle agenzie di intelligence.
La società NUO Capital è coinvolta anche nello sviluppo dell'app Immuni ma in questo caso la legge cinese sulla sicurezza nazionale è in netto contrasto con quella europea - con questa petizione speriamo di attirar l'attenzione dell'Unione Europea - perché in Cina obbliga i cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità militari di pubblica sicurezza e alle agenzie di intelligence un utilizzo della tecnologia della sorveglianza che può risultare lesivi per «i diritti fondamentali e la sicurezza» dei cittadini UE in particolare dei dati relativi alle produzioni strategiche del Made in Italy. Fra le applicazioni che chiediamo a gran voce che dovrebbero essere vietate ci sono quelle capaci di «manipolare le persone attraverso tecniche subliminali al di là della loro coscienza» o che sfruttano le vulnerabilità di gruppi particolarmente fragili, come i bambini o le persone con disabilità.
E' necessario che lo stato italiano in comune accordo con gl istati membri della Comunità Europea aggiorni i sistemi di social scoring, i «punteggi» attribuiti da governi come quello cinese per valutare l’affidabilità dei cittadini, e i sistemi di riconoscimento facciale: le tecnologie di riconoscimento biometrico dovrebbero essere proibite, con l’unica eccezione di casi emergenziali come la ricerca di vittime di rapimenti, il contrasto all’attività terroristica o le indagini su criminali. Noi vogliamo vivere in un Paese libero dove "non ci sia posto per la sorveglianza di massa".
Chiediamo al Ministero Italiano della Transizione Ecologica e dello Sviluppo Economico di avviare un processo che ci permetta di raggiungere una sovranità digitale come indipendenza tecnologica dalle BigData del potere dei dati digitali. Quella digitale é una questione sociale ancora poco considerata da un popolo di analfabeti funzionali come quello italiano. Per anni siamo stati incapaci di usare in modo efficace le abilità di scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana sopraffatti dalla richiesta di un mercato del lavoro e dell'agire sociale corrotto e sprovvisto di regole di base che governano una comunità intelligente e resiliente. Abbiamo vissuto per anni senza comprendere, valutare e usare in modo consapevole i dati distribuiti su reti interconnesse sostenute da computer quantistici e algoritmi crittografati di Intelligenza Artificiale che non abbiamo saputo coltivare con la ricerca e sviluppo delle migliori aziende dell'ICT italiana.
Non a caso oggi 11 maggio 2021 abbiamo deciso di pubblicare questa petizione, il giorno dopo la messa in onda dell'inchiesta televisiva Report da ltitolo esauriente "L’Occhio del dragone" reportage di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella con la collaborazione di Norma Ferrara e di Eleonora Zocca.
Il mercato della videosorveglianza è in mano a poche aziende e i più grandi player del mercato sono multinazionali cinesi. Chi c’è dietro queste aziende? Non ci sono dubbi: le potenti mutinazionali raccoglitrici dei dati digitali catturati dalle loro telecamere. Intanto l’ombra di deportazioni e lavoro forzato tinge di rosso le piantagioni di cotone dello Xinjiang nell’ovest della Cina, dove decine di migliaia di uiguri, una minoranza turcofona musulmana, sono costretti da Pechino a estenuanti campagne di raccolta a mano ai limiti dell'umana decenza.
Con l'infodemia generata dalla diffusione del virus covid-19 siamo stasti obbligati a prendere familiarità con i controlli biometrici: le telecamere intelligenti rilevano i nostri comportamenti e ci spiano attraverso la tecnologia offerta a basso costo dalla prima potenza mondiale dei BigData: lo Stato Cinese. Il mercato della videosorveglianza è in mano ai pochi player internazionali e coloro che hanno visto moltiplicare in modo esponenziale le vendite sono multinazionali cinesi. Chi c'è dietro queste aziende? Dove finiscono i nostri dati? Potrebbero essere usati contro di noi? In questa inchiesta di grande autodenuncia (la Rai é sotto il controllo visivo dalla società Hikvision, fornitore leader a livello mondiale di prodotti e soluzioni per la sicurezza) non sono formulate risposte a questi quesiti perché nessuno sino ad oggi si era esposto come ha fatto la trasmissione più indipendente della TV di stato italiana: REPORT. Abbiamo colto lo spunto e abbiamo deciso di promuovere questa petizione in questo periodo di profondi cambiamenti e trasformazioni tecnologiche.
Un altro dato che va a suffragare la nostra teoresi è la notizia dell'annuncio del segretario di Stato statunitense Mike Pompeo il quale ha previsto di bandire - come l'India - l'APP di condivisione di video musicali amatoriali della durata di pochi secondi TikTok creata in Cina come raccoglitore nin dichiarato di dati personali e sensibili (geolocalizzazione in tempo reale, infiltrazioni e spionaggio da parte della comunica cinese per conoscere i comportamenti e le abitudini degli utenti...)
Huawei é una società cinese leader nella produzione di reti e sistemi 5G che ha messo sotto scacco l'intera Unione Europea (UE) perché se vietera' la sua tecnologia per ragioni di sicurezza come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti la Cina ha già minacciato he potrebbe rivalersi su Ericsson e Nokia.
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha recentemente emesso una sentenza che invalida l'accordo di trasferimento dei dati primari tra UE e Stati Uniti perché non offrono sufficienti garanzie sulla sorveglianza e la sicurezza dei dati personali: mentre noi in Italia abbiamo fondi di investimento di origine cinese che finanziano le nuove app di imprese italiane come IMMUNI...
Il Privacy Sheild, lo scudo per la privacy dal 2021 non può più essere utilizzato dalle organizzazioni per trasferire dati personali degli utenti europei agli Stati Uniti per scopi commerciali.
In questo caos generale della governance dei nostri dati sensibili il governo britannico, per esempio, dopo aver tentato di sviluppare un'APP per la tracciatura dei malati di coronavirus indipendente dalla piattaforma offerta da due delle grandi sorelle dei Big-Data GOOGLE e APPLE ha rinunciato e si è adeguato alla soluzione sostenuta dalle due multinazionali dei nostri dati.
Ultimo esempio di lotta per la sovranità digitale per il controllo sui nostri dati, sul software e sui processi digitali, sull'hardware e sulle infrastrutture come le piattaforme blockchain o di cloud computing quantistici e dell'utilizzo inconsapevole dei nostri dati sensibili avverrà il prossimo 15 maggio 2021 quando arriveranno le nuove regole sulla privacy di WhatsApp: l'app di messaggistica istantanea più utilizzata in occidente che imporrà le nuovi impostazioni che dovranno essere approvate dagli utenti per non rischiare di perdere sempre più funzionalità fino al blocco totale dell'app che la maggior parte degli italiani usa in modo disfunzionale.
WhatsApp ha già preannunciato che non eliminerà gli account degli utenti che non accetteranno i termini aggiornati, ma l’app diventerà nell’arco di alcune settimane totalmente inutilizzabile se si continuerà a ignorare il banner che chiede di accettare i nuovi criteri. Quanti italiani leggeranno le nuove imposizioni a cui si dovrà sottostare se si vuole continuare ad utilizzare una app di cui molti ne sono "dipendenti cronici"?
Gli stati che regolano il digitale si scontrano con le grandi sorelle dei Big-Data che progettano, producono. vendono e sostengono gli ambienti digitali per i piccoli utilizzatori delle piattaforme online, a volte sostengono e usano le imprese innovative per fini politici. Le imprese innovative si appoggiano ai propri Stati per essere valorizzate e difese, ma spesso in una logica di liberismo economico corrotto si fanno concorrenza sleale tra loro stesse per la conquista del monopolio di un settore specifico. La sovranità è una forma di potere legittimo di controllo: ma chi è autorizzato ad esercitarlo? Come? Su che cosa? Con quali fini?
La sovranità nazionale è il potere di controllo esercitato dallo Stato sul proprio territorio, sulle risorse che si trovano in esso e sulle persone giuridiche che ad esso appartengono. Nell'era digitale l'infosfera non è un territorio le risorse digitali sono per la maggior parte private e soggette alle regole dei mercati internazionali che si sono impossessate dei nostri profili digitali globalizzati, utilizzando i nostri dati come merce di scambio per un accesso "gratuito" alle loro piattaforme e social network.
Il digitale e gli eventi che si susseguono in questa epoca di accelerazione tecnologica esponenziale ci spingono a ripensare ad una nuova forma di sovranità digitale. Secondo Floridi Luciano, filosofo e professore ordinario di Filosofia ed Etica dell'informazione all'Università di Oxford e presto "ritorno di un cervello in fuga" a Bologna, "in un epoca in cui la realtà analogica è sempre più controllata e gestita da quella digitale, la sovranità di tipo politico-sociale su entrambe appare essenziale per una buona democrazia, una società equa, e uno sviluppo sostenibile...""...La sovranità digitale debba essere ugualmente articolata, con livelli di confronto sia nazionale sia sovranazionale."...La sovranità digitale sui dati è più fattibile ed efficace a livello UE, attraverso il General Data Protection Regulation"
Ispirati dal pensiero lucido del filosofo dell'etica dell'informazione siamo convinti che non si tratti di rimpiazzare la sovranità moderna-analogica nazionale, necessaria ma sempre più insufficiente, si tratta di affiancargli quella contemporanea-digitale sovranazionale come una condizione di possibilità.
"La lotta per la sovranità digitale ricorda la lotta dei partigiani contro il potere opprimente fascista: chi troverà la soluzione più efficace e pacifica determinerà la vita di tutti i cittadini di una nuova Italia digitalizzate oppure no oggi e quindi non è una questione che riguarda solo noi addetti ai lavori o specialisti tecnologi, ma di tutti per tutti. E per questo motivo che deve basarsi su solide fondamenta, con l'aiuto di tutti, perché la risposta più efficace al "capitalismo della sorveglianza" è quela forma ibrida di sovranità digitale sovranazionale a livello di UE.
L'Italia può ricoprire un ruolo fondamentale in questo processo di indipendenza tecnologica: abbiamo bisogno di tutti i nuovi partigiani digitali di una nuova ITALIA digitale. Sovrana. Indipendente, digitalmente. Culturalmente.
I nostri dati di valore non si regalano.
FIRMA PER LA NOSTRA INDIPENDENZA DIGITALE, SE SEI UN/A PARTIGIANO/A DIGITALE

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Petizione creata in data 11 maggio 2021