Corrispettivo Buoni Pasto in busta paga

Il problema

Abbiamo appreso che il 29 giugno il Vice Ministro dell’Economia ha incontrato alcune organizzazioni della grande distribuzione, ove è stata stilata una proposta al fine di mettere un tetto, del 5%, alle commissioni di incasso applicate dalle società che emettono buoni agli esercenti.
La proposta inserita nel Decreto Aiuti ed approvata dal Parlamento ha il solo fine di non erodere i margini di guadagno per gli esercenti.

Noi non ci stiamo, ed apprezzando lo sforzo di Altroconsumo, rilanciamo una petizione da inviare al Governo che permetta, definitivamente, l’accredito delle somme relative ai buoni pasto in busta paga, tale da permettere ai lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa e a tutti i dipendenti pubblici di spendere le somme e consentirne il loro reale utilizzo.

Risultano oramai evidenti le limitazioni imposte ai lavoratori sui buoni pasto, sull’acquisto vincolato dei prodotti, sul numero massimo dei buoni spendibili, sul mancato utilizzo dei buoni al di sotto di una certa cifra, etc..

I lavoratori oggi si ritrovano soldi e denaro che non possono letteralmente spendere.

Chiederemo al Governo la modifica legislativa per far sì che il denaro arrivi direttamente in busta paga ai lavoratori, mantenendo per aziende e dipendenti le agevolazioni fiscali oggi previste per i buoni pasto.

Per fare questo occorre rendere esentasse le indennità di mensa in busta paga per tutti i lavoratori fino ad un certo valore giornaliero; fino alla somma di 8 Euro come gli attuali buoni pasto elettronici o meglio fino a 10 Euro per rendere il nuovo meccanismo più vantaggioso.

Bisognerà intervenire sul TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi D.P.R. 917/1986) per dare la possibilità ai datori di lavoro di versare in busta paga al lavoratore una indennità sostitutiva della mensa che sia esentasse per il lavoratore e l'azienda come avviene per i buoni pasto.
Per questo motivo proponiamo la modifica all’articolo Art 51 comma 2 lettera
c del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986), estendendo di fatto a tutti la possibilità di beneficiare dell'indennità di mensa (a oggi riservata solo ad alcune categorie di lavoratori) e aumentando l'importo giornaliero complessivo (da 5,29 euro a 8 o 10 euro).

Firma anche tu la nostra petizione al fine di poter accreditare in busta paga le somme relative ai buoni pasto, non perdendo i benefici fiscali di cui godono, sia per i lavoratori sia per le aziende che li acquistano per i propri dipendenti!

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Sindacato Autonomi di PoliziaPromotore della petizioneSindacato della Polizia di Stato Via Taranto n. 61, 00182 Roma adp@autonomidipolizia.com tel.0631073144-0696701912

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Il problema

Abbiamo appreso che il 29 giugno il Vice Ministro dell’Economia ha incontrato alcune organizzazioni della grande distribuzione, ove è stata stilata una proposta al fine di mettere un tetto, del 5%, alle commissioni di incasso applicate dalle società che emettono buoni agli esercenti.
La proposta inserita nel Decreto Aiuti ed approvata dal Parlamento ha il solo fine di non erodere i margini di guadagno per gli esercenti.

Noi non ci stiamo, ed apprezzando lo sforzo di Altroconsumo, rilanciamo una petizione da inviare al Governo che permetta, definitivamente, l’accredito delle somme relative ai buoni pasto in busta paga, tale da permettere ai lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa e a tutti i dipendenti pubblici di spendere le somme e consentirne il loro reale utilizzo.

Risultano oramai evidenti le limitazioni imposte ai lavoratori sui buoni pasto, sull’acquisto vincolato dei prodotti, sul numero massimo dei buoni spendibili, sul mancato utilizzo dei buoni al di sotto di una certa cifra, etc..

I lavoratori oggi si ritrovano soldi e denaro che non possono letteralmente spendere.

Chiederemo al Governo la modifica legislativa per far sì che il denaro arrivi direttamente in busta paga ai lavoratori, mantenendo per aziende e dipendenti le agevolazioni fiscali oggi previste per i buoni pasto.

Per fare questo occorre rendere esentasse le indennità di mensa in busta paga per tutti i lavoratori fino ad un certo valore giornaliero; fino alla somma di 8 Euro come gli attuali buoni pasto elettronici o meglio fino a 10 Euro per rendere il nuovo meccanismo più vantaggioso.

Bisognerà intervenire sul TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi D.P.R. 917/1986) per dare la possibilità ai datori di lavoro di versare in busta paga al lavoratore una indennità sostitutiva della mensa che sia esentasse per il lavoratore e l'azienda come avviene per i buoni pasto.
Per questo motivo proponiamo la modifica all’articolo Art 51 comma 2 lettera
c del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986), estendendo di fatto a tutti la possibilità di beneficiare dell'indennità di mensa (a oggi riservata solo ad alcune categorie di lavoratori) e aumentando l'importo giornaliero complessivo (da 5,29 euro a 8 o 10 euro).

Firma anche tu la nostra petizione al fine di poter accreditare in busta paga le somme relative ai buoni pasto, non perdendo i benefici fiscali di cui godono, sia per i lavoratori sia per le aziende che li acquistano per i propri dipendenti!

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Sindacato Autonomi di PoliziaPromotore della petizioneSindacato della Polizia di Stato Via Taranto n. 61, 00182 Roma adp@autonomidipolizia.com tel.0631073144-0696701912

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
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