No al revenge porn ed alla pedopornografia su Telegram!

No al revenge porn ed alla pedopornografia su Telegram!

Il problema

L’app di messaggistica Telegram consente, per come è costituita, totale anonimato e privacy per chi la utilizza. Ciò permette la creazione di veri e propri gruppi dove si possa dare sfogo alle più aberranti, violente e denigranti conversazioni e scambi di foto/video di donne, molto spesso bambine/i cui la privacy viene del tutto annullata per soddisfare le fantasie di persone che, protette da ciò che consente Telegram, possono sentirsi libere di dire e condividere qualsiasi cosa.

All’interno si trovano numeri di telefono e recapiti social, richieste esplicite di “rendere la vita impossibile” alle ex partner o richieste di “tributi” sulle proprie figlie, mogli o sorelle.

“Mentre il 90% mette merda, io metto una bella tredicenne”, rilancia uno degli utenti, allegando l’immagine di un selfie allo specchio che con tutta evidenza sarebbe dovuto restare privato. Ci sono i padri di famiglia. Uno di loro, ad esempio, pubblica una foto di sua figlia ricevendo i complimenti del gruppo. “Grz”, risponde lui, e rimanda alla chat privata per ulteriori immagini. Un altro tizio scrive: “Come faccio a stuprare mia figlia senza farla piangere? ... tanto avrà voglia pure lei, le ragazzine di oggi sono talmente porche che si scoperebbero pure i padri... se costringo mio figlio di 10 anni e mia figlia di 9 a scopare con me, lo devo fare un video? ...tanto avrà voglia pure lei”.

La legge prevede delle punizioni per i singoli reati in questione, ma non parla di questi gruppi in senso generale. Il mondo di Internet è in continuo mutamento e chiediamo che la legge si adegui velocemente per permettere sicurezza a tutti. Inoltre l'applicazione dovrebbe migliorare il monitoraggio per gruppi di tale portata e canali con partecipanti illimitati.

avatar of the starter
Elisa AmadoriPromotore della petizione
Questa petizione aveva 353 sostenitori

Il problema

L’app di messaggistica Telegram consente, per come è costituita, totale anonimato e privacy per chi la utilizza. Ciò permette la creazione di veri e propri gruppi dove si possa dare sfogo alle più aberranti, violente e denigranti conversazioni e scambi di foto/video di donne, molto spesso bambine/i cui la privacy viene del tutto annullata per soddisfare le fantasie di persone che, protette da ciò che consente Telegram, possono sentirsi libere di dire e condividere qualsiasi cosa.

All’interno si trovano numeri di telefono e recapiti social, richieste esplicite di “rendere la vita impossibile” alle ex partner o richieste di “tributi” sulle proprie figlie, mogli o sorelle.

“Mentre il 90% mette merda, io metto una bella tredicenne”, rilancia uno degli utenti, allegando l’immagine di un selfie allo specchio che con tutta evidenza sarebbe dovuto restare privato. Ci sono i padri di famiglia. Uno di loro, ad esempio, pubblica una foto di sua figlia ricevendo i complimenti del gruppo. “Grz”, risponde lui, e rimanda alla chat privata per ulteriori immagini. Un altro tizio scrive: “Come faccio a stuprare mia figlia senza farla piangere? ... tanto avrà voglia pure lei, le ragazzine di oggi sono talmente porche che si scoperebbero pure i padri... se costringo mio figlio di 10 anni e mia figlia di 9 a scopare con me, lo devo fare un video? ...tanto avrà voglia pure lei”.

La legge prevede delle punizioni per i singoli reati in questione, ma non parla di questi gruppi in senso generale. Il mondo di Internet è in continuo mutamento e chiediamo che la legge si adegui velocemente per permettere sicurezza a tutti. Inoltre l'applicazione dovrebbe migliorare il monitoraggio per gruppi di tale portata e canali con partecipanti illimitati.

avatar of the starter
Elisa AmadoriPromotore della petizione

I decisori

Valeria Valente
Valeria Valente
Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonchè violenza di genere
Elena Bonetti
Elena Bonetti
Ministro della Famiglia e delle Pari opportunità

Aggiornamenti sulla petizione