UNA CITTA’ DEI CITTADINI: BASTA CEMENTO!

Firmatari recenti
Sofia Ortolani e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

PETIZIONE POPOLARE

AL SINDACO DI ROMA E ALL’ASSEMBLEA CAPITOLINA

UNA CITTA’ DEI CITTADINI: BASTA CEMENTO!

È grande la preoccupazione per il futuro della nostra città. Come chi vive e lavora a Roma, conosciamo bene le sfide quotidiane che affrontiamo: quartieri congestionati, carenza di verde pubblico, servizi insufficienti e una mobilità sempre più difficile.

Roma sta affrontando un momento cruciale: l'amministrazione sta valutando 73 proposte di "compensazioni urbanistiche" che potrebbero portare all'edificazione di oltre un milione di metri quadrati, con circa 30.000 nuovi abitanti. Di questi, ben 15.000 sarebbero concentrati nel solo Municipio IX. A tutto questo si aggiungono, nello stesso territorio, numerose altre iniziative urbanistiche come il nuovo Piano di Zona Cecchignola, i progetti edilizi a Trigoria e Tor Pagnotta, e il completamento di Torrino-Mezzocammino, che porteranno ulteriore cementificazione, incremento demografico e un aggravio insostenibile su un sistema di mobilità già al collasso, con la via Laurentina e la via Ardeatina che rappresentano già oggi colli di bottiglia nei flussi di traffico quotidiani.

Cosa sono le compensazioni urbanistiche? Si tratta di un meccanismo che consente di trasferire diritti edificatori da un'area ad un'altra. Nato come strumento per tutelare aree di pregio ambientale, rischia oggi di trasformarsi in un'occasione per nuovo consumo di suolo in aree già densamente abitate.

Perché dobbiamo mobilitarci:

1.   Consumo di suolo: in un'epoca di crisi climatica, ogni metro quadro di terra non cementificata è prezioso. L'Europa ci chiede di preservare le aree verdi urbane, non di eliminarle!

2.   Mancanza di partecipazione: l'amministrazione ha avviato il processo di progettazione urbanistica della città senza un adeguato confronto con i cittadini e i comitati di quartiere

3.   Assenza di pianificazione: non è stato verificato l'effettivo fabbisogno abitativo prima di procedere con nuove edificazioni.

4.   Carenza di servizi: Molte delle aree proposte si trovano in zone già carenti di servizi essenziali e prive di collegamenti su ferro adeguati.

5.   Rischi idrogeologici: Alcune aree candidate all'edificazione sono zone R4 (ad alto rischio idrogeologico) o sottoposte a vincoli paesaggistici.

  Chiediamo al Sindaco ed all’Assemblea Capitolina:

·     Una moratoria immediata sulle compensazioni fino all'approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo

·     La revisione del Piano delle Certezze, il documento che attualmente regola le compensazioni nella capitale 

·     Di partecipare alla verifica del reale fabbisogno abitativo prima di ogni nuovo progetto edilizio

·     La garanzia di un processo trasparente, partecipativo e continuo con l’Amministrazione che coinvolga attivamente cittadini, comitati ed associazioni in ogni fase decisionale

·     Avvio immediato della ricognizione di aree pubbliche dismesse ai fini del loro utilizzo prioritario per le eventuali compensazioni, privilegiando interventi di rigenerazione urbana evitando così di cementificare nuovo suolo

·     L'esclusione categorica di tutte le aree prive di collegamenti su ferro, in zone a rischio idrogeologico o sottoposte a tutela ambientale

La mobilitazione civica rappresenta un passo fondamentale per garantire che le decisioni urbanistiche rispettino le reali esigenze della comunità e si orientino verso un modello di sviluppo sostenibile. La questione delle compensazioni urbanistiche a Roma non è solo un problema tecnico, ma una sfida che riguarda il futuro stesso della capitale. È essenziale che cittadini, associazioni e istituzioni collaborino per trovare soluzioni equilibrate che rispettino tanto le necessità di sviluppo quanto l'imperativo della sostenibilità ambientale. 

Il tempo per agire è adesso, prima che decisioni irreversibili compromettano il futuro urbanistico della città.

Firma e condividi tra i tuoi contatti questa petizione per dire NO alle compensazioni urbanistiche e SÌ a una Roma più vivibile, partecipata e sostenibile!

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AL SINDACO DI ROMA E ALL’ASSEMBLEA CAPITOLINA

UNA CITTA’ DEI CITTADINI: BASTA CEMENTO!

È grande la preoccupazione per il futuro della nostra città. Come chi vive e lavora a Roma, conosciamo bene le sfide quotidiane che affrontiamo: quartieri congestionati, carenza di verde pubblico, servizi insufficienti e una mobilità sempre più difficile.

Roma sta affrontando un momento cruciale: l'amministrazione sta valutando 73 proposte di "compensazioni urbanistiche" che potrebbero portare all'edificazione di oltre un milione di metri quadrati, con circa 30.000 nuovi abitanti. Di questi, ben 15.000 sarebbero concentrati nel solo Municipio IX. A tutto questo si aggiungono, nello stesso territorio, numerose altre iniziative urbanistiche come il nuovo Piano di Zona Cecchignola, i progetti edilizi a Trigoria e Tor Pagnotta, e il completamento di Torrino-Mezzocammino, che porteranno ulteriore cementificazione, incremento demografico e un aggravio insostenibile su un sistema di mobilità già al collasso, con la via Laurentina e la via Ardeatina che rappresentano già oggi colli di bottiglia nei flussi di traffico quotidiani.

Cosa sono le compensazioni urbanistiche? Si tratta di un meccanismo che consente di trasferire diritti edificatori da un'area ad un'altra. Nato come strumento per tutelare aree di pregio ambientale, rischia oggi di trasformarsi in un'occasione per nuovo consumo di suolo in aree già densamente abitate.

Perché dobbiamo mobilitarci:

1.   Consumo di suolo: in un'epoca di crisi climatica, ogni metro quadro di terra non cementificata è prezioso. L'Europa ci chiede di preservare le aree verdi urbane, non di eliminarle!

2.   Mancanza di partecipazione: l'amministrazione ha avviato il processo di progettazione urbanistica della città senza un adeguato confronto con i cittadini e i comitati di quartiere

3.   Assenza di pianificazione: non è stato verificato l'effettivo fabbisogno abitativo prima di procedere con nuove edificazioni.

4.   Carenza di servizi: Molte delle aree proposte si trovano in zone già carenti di servizi essenziali e prive di collegamenti su ferro adeguati.

5.   Rischi idrogeologici: Alcune aree candidate all'edificazione sono zone R4 (ad alto rischio idrogeologico) o sottoposte a vincoli paesaggistici.

  Chiediamo al Sindaco ed all’Assemblea Capitolina:

·     Una moratoria immediata sulle compensazioni fino all'approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo

·     La revisione del Piano delle Certezze, il documento che attualmente regola le compensazioni nella capitale 

·     Di partecipare alla verifica del reale fabbisogno abitativo prima di ogni nuovo progetto edilizio

·     La garanzia di un processo trasparente, partecipativo e continuo con l’Amministrazione che coinvolga attivamente cittadini, comitati ed associazioni in ogni fase decisionale

·     Avvio immediato della ricognizione di aree pubbliche dismesse ai fini del loro utilizzo prioritario per le eventuali compensazioni, privilegiando interventi di rigenerazione urbana evitando così di cementificare nuovo suolo

·     L'esclusione categorica di tutte le aree prive di collegamenti su ferro, in zone a rischio idrogeologico o sottoposte a tutela ambientale

La mobilitazione civica rappresenta un passo fondamentale per garantire che le decisioni urbanistiche rispettino le reali esigenze della comunità e si orientino verso un modello di sviluppo sostenibile. La questione delle compensazioni urbanistiche a Roma non è solo un problema tecnico, ma una sfida che riguarda il futuro stesso della capitale. È essenziale che cittadini, associazioni e istituzioni collaborino per trovare soluzioni equilibrate che rispettino tanto le necessità di sviluppo quanto l'imperativo della sostenibilità ambientale. 

Il tempo per agire è adesso, prima che decisioni irreversibili compromettano il futuro urbanistico della città.

Firma e condividi tra i tuoi contatti questa petizione per dire NO alle compensazioni urbanistiche e SÌ a una Roma più vivibile, partecipata e sostenibile!

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Petizione creata in data 12 marzo 2025