NO AL PROGETTO DEL NUOVO PONTE GARIBALDI A SENIGALLIA

Firmatari recenti
Agnese Severini e altri 17 hanno firmato di recente.

Il problema

NO AL PROGETTO DEL NUOVO PONTE GARIBALDI A SENIGALLIA
CON UN IMPATTO DEVASTANTE SULL’IMMAGINE DEL PATRIMONIO
STORICO ARCHITETTONICO DEL CENTRO STORICO
E CHE RENDERA’ CAOTICA LA VIABILITA’ CITTADINA
 
Al Presidente della Regione Marche, al Sindaco di Senigallia, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo scorso 31 luglio, la Regione Marche e l’amministrazione comunale di Senigallia hanno presentato il progetto per il rifacimento del ponte Garibaldi sul fiume Misa, danneggiato dall’alluvione del 15 settembre 2022.
Il risultato è un ponte sopraelevato ad arco con tortuose e ingombranti rampe di accesso, che non tiene conto dell’impatto devastante sul paesaggio urbano del centro storico e che impedirà il traffico su Via Rossini, all’altezza del Lavatoio “il Coppo” fino all’incrocio con via Montenero, rendendo ancora più caotica la viabilità cittadina e scaricando ulteriore traffico nel centro storico. Senza considerare la barriera architettonica che verrebbe a costituire per i disabili e la viabilità ciclabile e l’abbattimento dell’ultimo filare di pini.
L’arco sarà alto quasi quanto il palazzo della Filanda e le dimensioni fuori scala del ponte rispetto al contesto falsano l’equilibrio dei volumi e mettono in secondo piano il paesaggio urbano retrostante. 
Lo stile architettonico del manufatto, più adatto per un contesto urbano moderno, contrasta violentemente con l’architettura storica del lungofiume, alterando il paesaggio urbano scaturito dalle ampliazioni della seconda metà del ‘700, quando vennero costruiti i portici Ercolani e il primo ponte con la porta di accesso alla città e alla piazza del Duomo (Porta Cappuccina o della Posta). 
Infine con lo spostamento più a monte del nuovo ponte verrebbe meno l’asse con Porta Mazzini (già Porta della Maddalena o Porta Colonna), eliminando contestualmente l’originaria prospettiva visiva lungo via Cavallotti.
Quindi il nuovo ponte, elevato per quasi due metri sopra i parapetti del fiume e inserito sullo sfondo dei Portici Ercolani, del Foro Annonario e della limitata altezza delle abitazioni che fiancheggiano il porto canale, rappresenta una lacerazione della prospettiva architettonica di questa parte della città storica da qualunque parte la si guardi. 
Ce n’è abbastanza per rimanere sconcertati di fronte alla superficialità con cui viene licenziato un progetto del genere. 
Per non parlare della semplicistica e pigra, per non dire cinica, giustificazione secondo cui “l’aspetto della sicurezza è prioritario rispetto a quello estetico”, ignorando che qui non si tratta semplicemente di estetica, ma di alterazione dell’immagine storica della città e che la sicurezza della città, fin qui palesemente poco tutelata, richiede sempre un approccio complesso altamente culturale e tecnologico, sia intervenendo a monte nel territorio, sia adottando soluzioni più congrue con il delicato tessuto storico di una città. 
E’ stata suggerita da professionisti, che ringraziamo per il loro impegno, la proposta del sollevamento della struttura con i martinetti già sperimentata altrove. 
Si è risposto che la norma prevede che il franco idraulico necessario non può essere ottenuto con il sollevamento del ponte durante la piena. 
Ma nessuno pensa di sollevare i ponti durante la piena! 
E comunque se la si mette sul piano normativo/letterale si poteva prevedere un ponte che si apre, levatoio, o un ponte girevole… 
Comunque è evidente che non si sono volute cercare altre soluzioni. 
Non si è cercata alcuna interlocuzione con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per spiegare il contesto in cui si inserirà quest’opera. 
Qualcuno veramente pensa che se si dovesse ricostruire un ponte nel centro storico di Roma, Firenze, Pisa, Vicenza, Bassano del Grappa quei sindaci si sarebbero sottomessi a questa norma? 
Sicuramente non si sarebbero trincerati dietro un “non è mia competenza” come, purtroppo sta avvenendo a Senigallia, ma si sarebbero attivati convintamente per la loro città.
Si è ricorsi ad una soluzione “sbrigativa”, la stessa avvenuta con il vecchio Ponte Garibaldi, abbattuto quando, con una semplice ristrutturazione, ora avremmo già il ponte percorribile e avremmo speso molto, ma molto, di meno. 
Nell’attesa di un progetto degno della città si sarebbe potuto realizzare un ponte provvisorio, posto sopra gli argini, come sta facendo la Regione Emilia Romagna e nel frattempo realizzare vasche di espansione e aree di laminazione. 
Perché solo queste ridurranno la portata del fiume in piena e il pericolo dell’alluvione!
D'altronde, tra tutti i ponti cittadini, il Ponte Garibaldi è quello che ha sempre creato meno problemi, essendo posizionato un paio di metri più in alto degli altri. 
Quindi non ci sarà alcun miglioramento alla sicurezza idraulica con il nuovo ponte, mentre rimarranno irrisolti tutti i problemi che danno, e daranno, gli altri ponti e il Ponte degli Angeli, ex 2 Giugno, in particolare.
Ci viene chiesto di presentare un progetto alternativo quando nella 
“RELAZIONE ILLUSTRATIVA del Nuovo Ponte Garibaldi a Senigallia” sono gli stessi progettisti incaricati dall’ANAS a prevedere altre due ipotesi progettuali, di cui una dotata di martinetti, attraverso il “Rifacimento nella stessa posizione senza pile in alveo e intradosso a quota superiore rispetto al precedente attraversamento”. Questo perché, come scrivono i progettisti, viene assicurato “un aumento della sezione di deflusso di circa l'80% rispetto al precedente, in pratica se ne raddoppia la capacità anche se l'opera appena demolita non è stata quella critica nelle ultime due alluvioni (2014 e 2022)” e “un ulteriore innalzamento del ponte nello stato attuale delle cose non è necessario in quanto il Misa in piena tracimerebbe comunque dagli attuali argini che sono i muretti dei due lungofiume, che in questo tratto hanno una quota media pari a circa 3.2 m s.l.m.”. Inoltre, sempre dai progettisti incaricati dall’ANAS, viene ribadito che questa ipotesi progettuale alternativa ha già “una capacità di deflusso circa doppia rispetto ai ponti a valle per cui è totalmente inutile un suo ulteriore sollevamento”.
Un altro tentativo di mistificazione della realtà è che il ponte sopraelevato è necessario per i mezzi di soccorso. Totalmente falso! 
Tutti i cittadini di Senigallia sanno, perché lo hanno vissuto, che in caso di piena o alluvione sono stati sempre preclusi al traffico sia Via Portici Ercolani che i due ponti che vi insistono e che, in caso di esondazione, nessun mezzo di soccorso, sarebbe in grado di transitarvi.
 
Che dire dell’uso fuorviante dei rendering resi pubblici e di come sia prevalente, in quelle immagini, il proposito di mascherare la portata devastante del progetto con l’immagine del nuovo ponte presa con una prospettiva “a volo di uccello”, in modo da permettere la visione della fuga dei Portici e di rendere meno visibile l’impatto delle rampe.

Che dire poi del rigoglioso, quanto inesistente, filare alberato disegnato, sia su via Portici Ercolani, che su via Rossini. Forse ai progettisti non era stato comunicato che a Senigallia, ai nostri amministratori, piacciono solo gli alberi tagliati…

 

Abbiamo perciò chiesto ad uno studio specializzato nell’elaborazione 3D di progetti architettonici di sviluppare, partendo dal progetto approvato, dei rendering usando immagini fatte ad altezza d’uomo.
Ecco i risultati partendo dalla planimetria della rampa posta in via Rossini.

 

 

In questa planimetria per inserire una corsia per i mezzi di emergenza è stato eliminato il marciapiede davanti al Liceo Classico e la comandante dei Vigili Urbani, nella conferenza di servizio, ha chiesto si allargare quella corsia di altri 50 centimetri. 
Come sarà possibile visto che la rampa è già a ridosso del “Lavatoio il Coppo”? Verrà tagliata un pezzo di copertura? Non si sa che quello è un manufatto storico tutelato?

 

 

Che dire della tanto sbandierata corsia ciclo pedonale a fianco del ponte che sarà larga 1 metro e 75, cioè non adeguata alla norma. Si pensi solo che la larghezza della passerella provvisoria attualmente in uso è di 2 metri! 
E’ inutile prevedere due montacarichi per i portatori di handicap quando 2 carrozzine, o due biciclette, non potranno circolare contemporaneamente! 
In compenso in quella corsia ci sarà una seduta per ammirare le mura della caserma della celere e lo stradone Misa!

Da questo punto Via Rossini verrà chiusa al traffico per far posto alla rampa di accesso al nuovo ponte.

 

 

Ecco come si presenterà via Rossini con la nuova rampa…

Oggi:

 

Domani

 

 

Oggi

 

 

Domani

 

La stessa rampa vista dal lato del Liceo Classico.

Oggi

 

Domani
 

 

 

Prospettiva architettonica dei Portici Ercolani che non sarà più possibile ammirare

 

Sulla destra il manufatto che verrà abbattuto per far posto alla rampa di accesso al ponte di via Portico Ercolani

 

Parte dello sfondo dei portici Ercolani e prospettiva visiva lungo via Cavallotti destinate a scomparire con il progetto del nuovo ponte.

 

Verrà abbattuto anche l'ultimo filare di pini su via Rossini.

 

Questo è il disastro a cui si vuole sottoporre la nostra città, la sua storia, la sua identità. 

Oggi

 

Domani

 

Fermatevi! 
Sappiate che ci opporremo in qualsiasi sede alla esecuzione di questo progetto!

Di fronte a problematiche complesse, che toccano l’immagine, la storia, la sicurezza della città e che richiedono un ampio confronto di idee e un approccio multidisciplinare, sarebbe stato estremamente opportuno e necessario, oltre che politicamente corretto, aprire un confronto pubblico, coinvolgendo esperienze e professionalità. 
Si impone invece una soluzione calata dall’alto senza un congruo spazio di tempo per permettere una riflessione, una discussione ed anche, la predisposizione di altre proposte progettuali. 
Perché invece l’Amministrazione comunale non ha sentito l’esigenza di aprire un confronto preventivo con i cittadini anche con lo strumento del referendum consultivo, peraltro previsto dallo Statuto Comunale? 

La città storica è un bene monumentale collettivo sedimentato negli anni e nemmeno l’amministrazione pubblica ne può disporre con superficialità e arbitrarietà. 

Per questo chiediamo di ritirare subito il progetto presentato:
- riprendendo le ipotesi progettuali già previste dagli stessi progettisti incaricati dall’ANAS, 
- lavorando a nuove soluzioni che superino i problemi della piena e del franco idraulico con sistemi di sollevamento meno impattanti e costosi,
- o predisponendo un ponte provvisorio, posto sopra gli argini, come si sta facendo la Regione Emilia Romagna, e nel frattempo realizzare le vasche di espansione e le aree di laminazione. 

 
Italia Nostra 
Sezione di Senigallia
Via Bonopera 55 - 60019 Senigallia (AN)
senigallia@italianostra.org

Gruppo Società Ambiente GSA 
Senigallia
Via Bonopera 55 - 60019 Senigallia (AN)
gsasenigallia@gmail.com

Associazione Confluenze - Cultura, Ambiente e Società
Senigallia
Via Querciabella 197 - 60019 Senigallia (AN)
info@confluenze.org

Archeoclub d’Italia
Sezione di Senigallia
Via Perilli 21- 60019 Senigallia (AN)
senigallia@archeoclubitalia.org

Amici della foce del fiume Cesano Cesano di Senigallia

 

 

 

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Marco LionPromotore della petizionePresidente Italia Nostra sezione di Senigallia

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NO AL PROGETTO DEL NUOVO PONTE GARIBALDI A SENIGALLIA
CON UN IMPATTO DEVASTANTE SULL’IMMAGINE DEL PATRIMONIO
STORICO ARCHITETTONICO DEL CENTRO STORICO
E CHE RENDERA’ CAOTICA LA VIABILITA’ CITTADINA
 
Al Presidente della Regione Marche, al Sindaco di Senigallia, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo scorso 31 luglio, la Regione Marche e l’amministrazione comunale di Senigallia hanno presentato il progetto per il rifacimento del ponte Garibaldi sul fiume Misa, danneggiato dall’alluvione del 15 settembre 2022.
Il risultato è un ponte sopraelevato ad arco con tortuose e ingombranti rampe di accesso, che non tiene conto dell’impatto devastante sul paesaggio urbano del centro storico e che impedirà il traffico su Via Rossini, all’altezza del Lavatoio “il Coppo” fino all’incrocio con via Montenero, rendendo ancora più caotica la viabilità cittadina e scaricando ulteriore traffico nel centro storico. Senza considerare la barriera architettonica che verrebbe a costituire per i disabili e la viabilità ciclabile e l’abbattimento dell’ultimo filare di pini.
L’arco sarà alto quasi quanto il palazzo della Filanda e le dimensioni fuori scala del ponte rispetto al contesto falsano l’equilibrio dei volumi e mettono in secondo piano il paesaggio urbano retrostante. 
Lo stile architettonico del manufatto, più adatto per un contesto urbano moderno, contrasta violentemente con l’architettura storica del lungofiume, alterando il paesaggio urbano scaturito dalle ampliazioni della seconda metà del ‘700, quando vennero costruiti i portici Ercolani e il primo ponte con la porta di accesso alla città e alla piazza del Duomo (Porta Cappuccina o della Posta). 
Infine con lo spostamento più a monte del nuovo ponte verrebbe meno l’asse con Porta Mazzini (già Porta della Maddalena o Porta Colonna), eliminando contestualmente l’originaria prospettiva visiva lungo via Cavallotti.
Quindi il nuovo ponte, elevato per quasi due metri sopra i parapetti del fiume e inserito sullo sfondo dei Portici Ercolani, del Foro Annonario e della limitata altezza delle abitazioni che fiancheggiano il porto canale, rappresenta una lacerazione della prospettiva architettonica di questa parte della città storica da qualunque parte la si guardi. 
Ce n’è abbastanza per rimanere sconcertati di fronte alla superficialità con cui viene licenziato un progetto del genere. 
Per non parlare della semplicistica e pigra, per non dire cinica, giustificazione secondo cui “l’aspetto della sicurezza è prioritario rispetto a quello estetico”, ignorando che qui non si tratta semplicemente di estetica, ma di alterazione dell’immagine storica della città e che la sicurezza della città, fin qui palesemente poco tutelata, richiede sempre un approccio complesso altamente culturale e tecnologico, sia intervenendo a monte nel territorio, sia adottando soluzioni più congrue con il delicato tessuto storico di una città. 
E’ stata suggerita da professionisti, che ringraziamo per il loro impegno, la proposta del sollevamento della struttura con i martinetti già sperimentata altrove. 
Si è risposto che la norma prevede che il franco idraulico necessario non può essere ottenuto con il sollevamento del ponte durante la piena. 
Ma nessuno pensa di sollevare i ponti durante la piena! 
E comunque se la si mette sul piano normativo/letterale si poteva prevedere un ponte che si apre, levatoio, o un ponte girevole… 
Comunque è evidente che non si sono volute cercare altre soluzioni. 
Non si è cercata alcuna interlocuzione con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per spiegare il contesto in cui si inserirà quest’opera. 
Qualcuno veramente pensa che se si dovesse ricostruire un ponte nel centro storico di Roma, Firenze, Pisa, Vicenza, Bassano del Grappa quei sindaci si sarebbero sottomessi a questa norma? 
Sicuramente non si sarebbero trincerati dietro un “non è mia competenza” come, purtroppo sta avvenendo a Senigallia, ma si sarebbero attivati convintamente per la loro città.
Si è ricorsi ad una soluzione “sbrigativa”, la stessa avvenuta con il vecchio Ponte Garibaldi, abbattuto quando, con una semplice ristrutturazione, ora avremmo già il ponte percorribile e avremmo speso molto, ma molto, di meno. 
Nell’attesa di un progetto degno della città si sarebbe potuto realizzare un ponte provvisorio, posto sopra gli argini, come sta facendo la Regione Emilia Romagna e nel frattempo realizzare vasche di espansione e aree di laminazione. 
Perché solo queste ridurranno la portata del fiume in piena e il pericolo dell’alluvione!
D'altronde, tra tutti i ponti cittadini, il Ponte Garibaldi è quello che ha sempre creato meno problemi, essendo posizionato un paio di metri più in alto degli altri. 
Quindi non ci sarà alcun miglioramento alla sicurezza idraulica con il nuovo ponte, mentre rimarranno irrisolti tutti i problemi che danno, e daranno, gli altri ponti e il Ponte degli Angeli, ex 2 Giugno, in particolare.
Ci viene chiesto di presentare un progetto alternativo quando nella 
“RELAZIONE ILLUSTRATIVA del Nuovo Ponte Garibaldi a Senigallia” sono gli stessi progettisti incaricati dall’ANAS a prevedere altre due ipotesi progettuali, di cui una dotata di martinetti, attraverso il “Rifacimento nella stessa posizione senza pile in alveo e intradosso a quota superiore rispetto al precedente attraversamento”. Questo perché, come scrivono i progettisti, viene assicurato “un aumento della sezione di deflusso di circa l'80% rispetto al precedente, in pratica se ne raddoppia la capacità anche se l'opera appena demolita non è stata quella critica nelle ultime due alluvioni (2014 e 2022)” e “un ulteriore innalzamento del ponte nello stato attuale delle cose non è necessario in quanto il Misa in piena tracimerebbe comunque dagli attuali argini che sono i muretti dei due lungofiume, che in questo tratto hanno una quota media pari a circa 3.2 m s.l.m.”. Inoltre, sempre dai progettisti incaricati dall’ANAS, viene ribadito che questa ipotesi progettuale alternativa ha già “una capacità di deflusso circa doppia rispetto ai ponti a valle per cui è totalmente inutile un suo ulteriore sollevamento”.
Un altro tentativo di mistificazione della realtà è che il ponte sopraelevato è necessario per i mezzi di soccorso. Totalmente falso! 
Tutti i cittadini di Senigallia sanno, perché lo hanno vissuto, che in caso di piena o alluvione sono stati sempre preclusi al traffico sia Via Portici Ercolani che i due ponti che vi insistono e che, in caso di esondazione, nessun mezzo di soccorso, sarebbe in grado di transitarvi.
 
Che dire dell’uso fuorviante dei rendering resi pubblici e di come sia prevalente, in quelle immagini, il proposito di mascherare la portata devastante del progetto con l’immagine del nuovo ponte presa con una prospettiva “a volo di uccello”, in modo da permettere la visione della fuga dei Portici e di rendere meno visibile l’impatto delle rampe.

Che dire poi del rigoglioso, quanto inesistente, filare alberato disegnato, sia su via Portici Ercolani, che su via Rossini. Forse ai progettisti non era stato comunicato che a Senigallia, ai nostri amministratori, piacciono solo gli alberi tagliati…

 

Abbiamo perciò chiesto ad uno studio specializzato nell’elaborazione 3D di progetti architettonici di sviluppare, partendo dal progetto approvato, dei rendering usando immagini fatte ad altezza d’uomo.
Ecco i risultati partendo dalla planimetria della rampa posta in via Rossini.

 

 

In questa planimetria per inserire una corsia per i mezzi di emergenza è stato eliminato il marciapiede davanti al Liceo Classico e la comandante dei Vigili Urbani, nella conferenza di servizio, ha chiesto si allargare quella corsia di altri 50 centimetri. 
Come sarà possibile visto che la rampa è già a ridosso del “Lavatoio il Coppo”? Verrà tagliata un pezzo di copertura? Non si sa che quello è un manufatto storico tutelato?

 

 

Che dire della tanto sbandierata corsia ciclo pedonale a fianco del ponte che sarà larga 1 metro e 75, cioè non adeguata alla norma. Si pensi solo che la larghezza della passerella provvisoria attualmente in uso è di 2 metri! 
E’ inutile prevedere due montacarichi per i portatori di handicap quando 2 carrozzine, o due biciclette, non potranno circolare contemporaneamente! 
In compenso in quella corsia ci sarà una seduta per ammirare le mura della caserma della celere e lo stradone Misa!

Da questo punto Via Rossini verrà chiusa al traffico per far posto alla rampa di accesso al nuovo ponte.

 

 

Ecco come si presenterà via Rossini con la nuova rampa…

Oggi:

 

Domani

 

 

Oggi

 

 

Domani

 

La stessa rampa vista dal lato del Liceo Classico.

Oggi

 

Domani
 

 

 

Prospettiva architettonica dei Portici Ercolani che non sarà più possibile ammirare

 

Sulla destra il manufatto che verrà abbattuto per far posto alla rampa di accesso al ponte di via Portico Ercolani

 

Parte dello sfondo dei portici Ercolani e prospettiva visiva lungo via Cavallotti destinate a scomparire con il progetto del nuovo ponte.

 

Verrà abbattuto anche l'ultimo filare di pini su via Rossini.

 

Questo è il disastro a cui si vuole sottoporre la nostra città, la sua storia, la sua identità. 

Oggi

 

Domani

 

Fermatevi! 
Sappiate che ci opporremo in qualsiasi sede alla esecuzione di questo progetto!

Di fronte a problematiche complesse, che toccano l’immagine, la storia, la sicurezza della città e che richiedono un ampio confronto di idee e un approccio multidisciplinare, sarebbe stato estremamente opportuno e necessario, oltre che politicamente corretto, aprire un confronto pubblico, coinvolgendo esperienze e professionalità. 
Si impone invece una soluzione calata dall’alto senza un congruo spazio di tempo per permettere una riflessione, una discussione ed anche, la predisposizione di altre proposte progettuali. 
Perché invece l’Amministrazione comunale non ha sentito l’esigenza di aprire un confronto preventivo con i cittadini anche con lo strumento del referendum consultivo, peraltro previsto dallo Statuto Comunale? 

La città storica è un bene monumentale collettivo sedimentato negli anni e nemmeno l’amministrazione pubblica ne può disporre con superficialità e arbitrarietà. 

Per questo chiediamo di ritirare subito il progetto presentato:
- riprendendo le ipotesi progettuali già previste dagli stessi progettisti incaricati dall’ANAS, 
- lavorando a nuove soluzioni che superino i problemi della piena e del franco idraulico con sistemi di sollevamento meno impattanti e costosi,
- o predisponendo un ponte provvisorio, posto sopra gli argini, come si sta facendo la Regione Emilia Romagna, e nel frattempo realizzare le vasche di espansione e le aree di laminazione. 

 
Italia Nostra 
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senigallia@italianostra.org

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info@confluenze.org

Archeoclub d’Italia
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senigallia@archeoclubitalia.org

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Petizione creata in data 12 agosto 2024