Migliorare i modelli di PEI pubblicati in bozza prima della loro approvazione definitiva

Il problema

Al Ministro dell'Istruzione, on. Lucia Azzolina 

Al Direttore del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, dott. Max Bruschi 

Abbiamo visto con sorpresa le anticipazioni fornite da Orizzonte Scuola sui modelli di PEI nazionali e sulla bozza di decreto che dovrebbe istituirli.

L'attesa era tanta e ci aspettavamo che il Ministero dell'Istruzione utilizzasse questa occasione rilanciare l'inclusione scolastica oltre la burocrazia che l'accompagna. Invece l'impressione è che i modelli di PEI siano stati pensati proprio per un adempimento formale e non per far evolvere il sistema scolastico nell'accoglienza degli alunni più fragili. Su questo video potete vedere un commento ai documenti.

Eppure, non mancherebbero gli elementi istituzionali a sostegno dell'innovazione:

  1. il PEI da orientare al Progetto di Vita, come raccomandato dalle Linee Guida per l'Integrazione degli alunni con disabilità (2009), parte III° 1.4;
  2. il cambio di prospettiva conseguente all'adozione del paradigma biopsicosociale dell'ICF, reso obbligatorio dal DLgs n. 66/2017, dopo le anticipazioni già introdotte dalla Direttiva sui BES e da diversi progetti del MIUR;
  3. le sperimentazioni promosse in questi anni da USR e UST in tutto il territorio nazionale per l'implementazione dell'ICF nella valutazione dei bisogni educativi e didattici degli alunni e per la definizione di un PEI corrispondente a quei bisogni.
  4. la formazione inerente il PEI su base ICF di migliaia di docenti negli ultimi cicli di specializzazione sul sostegno.

Purtroppo, di tutto questo nei modelli di PEI condivisi in rete non c'è traccia. E’ deludente l’accorpamento della dimensione dell’orientamento a quella delle autonomie, nonostante il DLgs n. 66/2017 le abbia ben distinte. In questo modo l’orientamento perde la sua valenza sul progetto di vita, in contraddizione con precedenti raccomandazioni del MIUR (Direttiva n. 487/1997 e soprattutto Nota MIUR prot. n. 4232 del 19/02/2014).

Si ha l'impressione che l'ICF sia utilizzato impropriamente, come nella richiesta di analizzare facilitatori e barriere in modo aspecifico e decontestualizzato. E' incomprensibile anche la mancata distinzione tra capacità e performance, che rappresenta uno degli elementi di maggior innovazione introdotti dall'ICF nella comprensione del funzionamento degli alunni e per l'intervento sulle loro difficoltà.

Preoccupa poi la previsione che il PEI sia da compilare in modo digitale su piattaforma SIDI, perché questo impedirebbe ogni tipo di adattamento (anche quelle necessarie come le indicazioni sulle prove INVALSI) e la perdita dell'esperienza che moltissime scuole e singoli insegnanti hanno fatto dal 2017 ad oggi.

In conclusione, invitiamo il Ministero dell'Istruzione a correggere le bozze prima della loro approvazione, in modo che tutti gli insegnanti possano trovare nel PEI nazionale uno strumento concreto per lavorare in modo più inclusivo ed efficace a favore degli alunni con disabilità in funzione del loro percorso di vita, secondo lo spirito e la lettera del Decreto n. 66/2017.

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Luciano PasqualottoPromotore della petizione
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Il problema

Al Ministro dell'Istruzione, on. Lucia Azzolina 

Al Direttore del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, dott. Max Bruschi 

Abbiamo visto con sorpresa le anticipazioni fornite da Orizzonte Scuola sui modelli di PEI nazionali e sulla bozza di decreto che dovrebbe istituirli.

L'attesa era tanta e ci aspettavamo che il Ministero dell'Istruzione utilizzasse questa occasione rilanciare l'inclusione scolastica oltre la burocrazia che l'accompagna. Invece l'impressione è che i modelli di PEI siano stati pensati proprio per un adempimento formale e non per far evolvere il sistema scolastico nell'accoglienza degli alunni più fragili. Su questo video potete vedere un commento ai documenti.

Eppure, non mancherebbero gli elementi istituzionali a sostegno dell'innovazione:

  1. il PEI da orientare al Progetto di Vita, come raccomandato dalle Linee Guida per l'Integrazione degli alunni con disabilità (2009), parte III° 1.4;
  2. il cambio di prospettiva conseguente all'adozione del paradigma biopsicosociale dell'ICF, reso obbligatorio dal DLgs n. 66/2017, dopo le anticipazioni già introdotte dalla Direttiva sui BES e da diversi progetti del MIUR;
  3. le sperimentazioni promosse in questi anni da USR e UST in tutto il territorio nazionale per l'implementazione dell'ICF nella valutazione dei bisogni educativi e didattici degli alunni e per la definizione di un PEI corrispondente a quei bisogni.
  4. la formazione inerente il PEI su base ICF di migliaia di docenti negli ultimi cicli di specializzazione sul sostegno.

Purtroppo, di tutto questo nei modelli di PEI condivisi in rete non c'è traccia. E’ deludente l’accorpamento della dimensione dell’orientamento a quella delle autonomie, nonostante il DLgs n. 66/2017 le abbia ben distinte. In questo modo l’orientamento perde la sua valenza sul progetto di vita, in contraddizione con precedenti raccomandazioni del MIUR (Direttiva n. 487/1997 e soprattutto Nota MIUR prot. n. 4232 del 19/02/2014).

Si ha l'impressione che l'ICF sia utilizzato impropriamente, come nella richiesta di analizzare facilitatori e barriere in modo aspecifico e decontestualizzato. E' incomprensibile anche la mancata distinzione tra capacità e performance, che rappresenta uno degli elementi di maggior innovazione introdotti dall'ICF nella comprensione del funzionamento degli alunni e per l'intervento sulle loro difficoltà.

Preoccupa poi la previsione che il PEI sia da compilare in modo digitale su piattaforma SIDI, perché questo impedirebbe ogni tipo di adattamento (anche quelle necessarie come le indicazioni sulle prove INVALSI) e la perdita dell'esperienza che moltissime scuole e singoli insegnanti hanno fatto dal 2017 ad oggi.

In conclusione, invitiamo il Ministero dell'Istruzione a correggere le bozze prima della loro approvazione, in modo che tutti gli insegnanti possano trovare nel PEI nazionale uno strumento concreto per lavorare in modo più inclusivo ed efficace a favore degli alunni con disabilità in funzione del loro percorso di vita, secondo lo spirito e la lettera del Decreto n. 66/2017.

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Luciano PasqualottoPromotore della petizione

I decisori

Patrizio Bianchi
Patrizio Bianchi
Ministro dell'Istruzione
Max Bruschi
Max Bruschi
Direttore del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

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