
Il 16 novembre 2024, il Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei ha organizzato una manifestazione dal forte impatto simbolico, che ha riunito quasi 200 persone presso lo scalo degli Iblei. La protesta, nata per sensibilizzare sul futuro incerto dell’aeroporto "Pio La Torre", ha visto una significativa partecipazione di cittadini, imprenditori e rappresentanti istituzionali.
Tra i presenti spiccavano i sindaci di diversi comuni: Mario Cutello di Chiaramonte Gulfi, Francesco Aiello di Vittoria, Fabio Roccuzzo di Caltagirone e Gianfranco Fidone di Acate. A questi si sono aggiunti l’assessore del Comune di Gela, Giovanni Franzoni, ed Emilio Miceli del Centro Studi "Pio La Torre". Non è mancata la rappresentanza istituzionale di Ragusa e Vittoria, con la presenza di alcuni consiglieri comunali e della Presidente del Consiglio Comunale di Vittoria.
Il contrasto evidente: più manifestanti che passeggeri
L’immagine più emblematica dell’evento è stata l’osservazione che, in quel momento, il numero di manifestanti presenti in aeroporto superava quello dei passeggeri. Un dato che sottolinea il declino dello scalo e la necessità urgente di interventi concreti per rilanciarlo.
Assenze significative
Nonostante la buona affluenza, il comitato ha espresso rammarico per l’assenza della maggior parte dei sindaci degli altri comuni iblei e delle associazioni di categoria, la cui partecipazione avrebbe potuto rafforzare ulteriormente il messaggio della manifestazione.
Un appello al territorio
La manifestazione del 16 novembre non è stata solo un momento di protesta, ma un grido d’allarme per il futuro di una struttura che rappresenta un’opportunità strategica per il territorio. Il comitato ha ribadito la necessità di un impegno collettivo, chiedendo alle istituzioni locali, ai rappresentanti politici e alle associazioni di lavorare insieme per garantire al "Pio La Torre" un ruolo centrale nello sviluppo economico e turistico della Sicilia sud-orientale.
Conclusioni
L’evento ha dimostrato che la volontà di difendere l’Aeroporto di Comiso è ancora viva tra i cittadini e alcuni amministratori locali. Tuttavia, perché questa mobilitazione produca risultati concreti, sarà fondamentale unire le forze e coinvolgere tutti gli attori istituzionali e sociali del territorio. Solo così si potrà evitare che il "Pio La Torre" diventi l’ennesima occasione persa per la provincia di Ragusa e per l’intero Sud-Est siciliano.