Petition updateVogliamo la verità sulla morte di Stefano Cucchi, chi sa parliAlessandro Borghi nel corpo martoriato di Stefano Cucchi
Fatto QuotidianoRoma, Italy
Sep 14, 2018

Omicidio di Stato? “Indubbiamente, fintanto che lo Stato non prende le sue responsabilità”. Non esitano ad esporsi i protagonisti di Sulla mia pelle, l’atteso film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi in apertura della sezione Orizzonti dove concorre alla Mostra del cinema di Venezia. Se la necessità di raccontare una delle ferite ancora sanguinanti del nostro Paese – e tuttora amaramente irrisolte con il processo contro cinque carabinieri nell’agenda giudiziaria – era palese, altrettanto non era la misura che lo sceneggiatore e regista Alessio Cremonini sarebbe riuscito a rispettare nei suoi confronti. Un rigore scientifico raggiunto “studiando con umiltà e precisione” tutta la vicenda, e con un Alessandro Borghi “nel corpo” di Stefano Cucchi assolutamente straordinario, arrivato a perdere 18 chili per calzare la sofferenza del giovane uomo torturato fino alla morte. Al punto che dopo aver visto il film Ilaria Cucchi ha telefonato all’attore per congratularsi, “Non so come hai fatto ma sei uguale a Stefano”.

Sensibilizzato al caso Cucchi da sempre, Borghi è entrato nei panni di Stefano con la “sana paura di toccare una ferita sanguinante. Stavo dietro alla vicenda da anni – racconta l’interprete – e sentivo emotivamente un certo coinvolgimento, ma ho capito si trattava di un’occasione inestimabile per usare il cinema a servizio di una storia che doveva essere raccontata. Ho ritrovato nella sceneggiatura un rigore che mi ha fatto innamorare, teso a non strumentalizzare nulla, rispettosissimo. Mi è stato proposto nel salone di casa di Jasmine, che amo da sempre e che avrebbe interpretato Ilaria Cucchi, e da quel momento è stata un’avventura unica, incredibile”.

Da parte sua Jasmine Trinca richiama in causa “non solo l’atto dovuto di fare questo film, ma anche l’importanza di riappropriazione della realtà qui rappresentata. Sulla mia pelle ci parla soprattutto dell’irresponsabilità che è stata perpetrata nei confronti di Stefano da parte di quasi tutte le persone che ha incontrato dal momento del suo arresto, un’irresponsabilità colpevole e purtroppo è percepita come la normalità all’interno delle carceri italiane”.

 

Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X