

Uniti per una nuova speranza
Il problema
Uniti per una nuova speranza
Il primo turno di queste elezioni ha consegnato un messaggio chiaro: la maggioranza degli aretini vuole voltare pagina.
Oltre il 54% degli elettori ha scelto candidate e candidati alternativi all’attuale amministrazione. Un segnale che abbiamo visto anche nelle ultime elezioni regionali e nei referendum: Arezzo non è una città rassegnata, ma una città che chiede cambiamento.
Eppure oggi rischiamo che una minoranza continui a governare questa città. Una città che, senza timore di smentita, in questi anni è stata governata male.
Una città spesso abbandonata a sé stessa, dove si è fatta la guerra agli ultimi, ai più fragili, ai più poveri. Una città in cui troppe persone sono state lasciate indietro, in cui servizi fondamentali sono stati progressivamente smantellati, in cui si è portata avanti un’idea di cultura fatta di pochi grandi eventi mentre tante realtà associative, culturali e giovanili venivano lasciate sole. Una città dove milioni di euro sono stati spesi in opere inutili, inconcludenti o incompiute.
Noi vogliamo dare ad Arezzo una nuova speranza.
Vogliamo una città che smetta di avere paura: paura del futuro, paura per i propri cari, paura dell’altro.
Vogliamo una città aperta, inclusiva, sicura perché viva e vissuta, dove gli spazi pubblici siano accessibili e fruibili da tutte e tutti, a ogni ora del giorno. Una città che aiuti chi è in difficoltà invece di lasciarlo solo.
Vogliamo una città che investa davvero sul futuro, rilanciando il proprio tessuto economico e creando opportunità di lavoro dignitose, sicurezza sociale e prospettive per chi la vive, soprattutto per le giovani generazioni.
Vogliamo una città più verde, più pulita, più sostenibile. Una città in cui ambiente e salute non siano slogan di facciata ma priorità concrete.
Per tutto questo il voto del 7 e 8 giugno sarà decisivo.
Oggi il rischio reale è che chi governa Arezzo da undici anni, con risultati sotto gli occhi di tutti, possa continuare a farlo ancora per molto tempo. Noi crediamo che Arezzo non meriti oltre vent’anni di una destra becera, divisiva, inaffidabile e dannosa.
Per questo ci rivolgiamo a voi — Marco, Michele, Serena e Vincenzo — perché avete scelto di mettervi in gioco per costruire un’alternativa e chiedere il consenso degli aretini per cambiare questa città.
Vi chiediamo un atto di coraggio e di responsabilità. Vi chiediamo di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di unirvi, nelle forme e nei modi che riterrete più giusti, per dare finalmente ad Arezzo la possibilità di voltare pagina e iniziare insieme a costruire il cambiamento.
Giuseppe Caroti
Federica Ettori
Luigi Triggiano
Mila Arbia
Michele Casini
Chiara Signorini
Marco Rondoni
Gaia Brilli
Bruna Cantaluppi
Guglielmo Galliano Ridolfo
Marco Bonci
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Il problema
Uniti per una nuova speranza
Il primo turno di queste elezioni ha consegnato un messaggio chiaro: la maggioranza degli aretini vuole voltare pagina.
Oltre il 54% degli elettori ha scelto candidate e candidati alternativi all’attuale amministrazione. Un segnale che abbiamo visto anche nelle ultime elezioni regionali e nei referendum: Arezzo non è una città rassegnata, ma una città che chiede cambiamento.
Eppure oggi rischiamo che una minoranza continui a governare questa città. Una città che, senza timore di smentita, in questi anni è stata governata male.
Una città spesso abbandonata a sé stessa, dove si è fatta la guerra agli ultimi, ai più fragili, ai più poveri. Una città in cui troppe persone sono state lasciate indietro, in cui servizi fondamentali sono stati progressivamente smantellati, in cui si è portata avanti un’idea di cultura fatta di pochi grandi eventi mentre tante realtà associative, culturali e giovanili venivano lasciate sole. Una città dove milioni di euro sono stati spesi in opere inutili, inconcludenti o incompiute.
Noi vogliamo dare ad Arezzo una nuova speranza.
Vogliamo una città che smetta di avere paura: paura del futuro, paura per i propri cari, paura dell’altro.
Vogliamo una città aperta, inclusiva, sicura perché viva e vissuta, dove gli spazi pubblici siano accessibili e fruibili da tutte e tutti, a ogni ora del giorno. Una città che aiuti chi è in difficoltà invece di lasciarlo solo.
Vogliamo una città che investa davvero sul futuro, rilanciando il proprio tessuto economico e creando opportunità di lavoro dignitose, sicurezza sociale e prospettive per chi la vive, soprattutto per le giovani generazioni.
Vogliamo una città più verde, più pulita, più sostenibile. Una città in cui ambiente e salute non siano slogan di facciata ma priorità concrete.
Per tutto questo il voto del 7 e 8 giugno sarà decisivo.
Oggi il rischio reale è che chi governa Arezzo da undici anni, con risultati sotto gli occhi di tutti, possa continuare a farlo ancora per molto tempo. Noi crediamo che Arezzo non meriti oltre vent’anni di una destra becera, divisiva, inaffidabile e dannosa.
Per questo ci rivolgiamo a voi — Marco, Michele, Serena e Vincenzo — perché avete scelto di mettervi in gioco per costruire un’alternativa e chiedere il consenso degli aretini per cambiare questa città.
Vi chiediamo un atto di coraggio e di responsabilità. Vi chiediamo di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di unirvi, nelle forme e nei modi che riterrete più giusti, per dare finalmente ad Arezzo la possibilità di voltare pagina e iniziare insieme a costruire il cambiamento.
Giuseppe Caroti
Federica Ettori
Luigi Triggiano
Mila Arbia
Michele Casini
Chiara Signorini
Marco Rondoni
Gaia Brilli
Bruna Cantaluppi
Guglielmo Galliano Ridolfo
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Petizione creata in data 29 maggio 2026