Una legge per il diritto di vivere tutto l'anno in montagna

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Il problema

La borgata di Prato Gaudino o Pragudin (Comune di Cervasca), è oggi abitato stabilmente da un solo residente.

Il suo caso non è un'eccezione. È il simbolo di un problema che riguarda centinaia di borgate alpine e appenniniche.

In Italia si parla spesso di contrastare lo spopolamento della montagna. Si finanziano progetti, si promuove il turismo, si investe nel recupero degli edifici. Ma manca ancora ciò che viene prima di tutto il resto: il diritto di poter abitare stabilmente una borgata durante tutto l'anno.

Oggi un Comune ha il dovere generale di mantenere le proprie strade, ma il residente di una borgata isolata non dispone di un diritto effettivamente esigibile a vedere sgomberata dalla neve la strada che collega la sua casa al fondovalle. La scelta delle priorità è lasciata alla discrezionalità amministrativa e ai limiti di bilancio.

Il risultato è prevedibile: quando una strada serve una sola famiglia o pochi residenti, mantenerla aperta spesso non viene considerato economicamente prioritario.

Il problema non riguarda soltanto chi vive già in montagna.

Riguarda soprattutto chi vorrebbe tornarci o trasferirsi.

Nessuna famiglia può scegliere di vivere stabilmente in una borgata se non ha la ragionevole certezza di poter raggiungere il lavoro durante l'inverno, accompagnare i figli a scuola, ricevere tempestivamente i soccorsi in caso di emergenza.

Per questo il vero ostacolo al ripopolamento della montagna non è soltanto la mancanza di servizi.

È l'assenza di garanzie minime che rendano concretamente possibile la residenza permanente.

Lo stesso principio vale per l'acqua.

Con il cambiamento climatico molte sorgenti montane stanno diminuendo di portata. Tuttavia, quando pochi residenti dipendono da una sorgente, gli investimenti necessari per nuove captazioni, serbatoi o altre opere di adattamento raramente vengono considerati prioritari dal punto di vista economico.

Anche in questo caso, la logica dei numeri finisce per rendere sempre più difficile continuare ad abitare la montagna.

Questa esclusione non nasce dalla cattiva volontà dei Comuni.

Nasce dal fatto che la legge non riconosce ancora la residenza stabile nelle borgate come un interesse pubblico da tutelare con risorse dedicate.

Eppure altri Paesi alpini stanno già discutendo strumenti legislativi più avanzati per garantire la permanenza delle comunità montane.

Mentre le estati diventano sempre più calde e le terre alte acquistano un'importanza crescente anche come rifugio climatico, continuare a perdere residenti significa impoverire un patrimonio umano, ambientale e territoriale che potrebbe diventare sempre più prezioso per tutta la collettività.

Per questo chiediamo

Al Comune di Cervasca

• un protocollo pubblico che definisca tempi e modalità di intervento dei soccorsi quando la borgata di Prato Gaudino resta isolata dalla neve;

• una gestione trasparente e condivisa delle risorse idriche che garantisca continuità di approvvigionamento al residente stabile.

Al Parlamento e al Governo italiano

L'avvio di una Legge per la Residenza Permanente in Montagna, ispirata alle migliori esperienze europee, che riconosca come interesse pubblico la permanenza stabile nelle borgate e preveda:

• un diritto effettivo all'accessibilità invernale delle residenze permanenti, attraverso finanziamenti statali dedicati ai Comuni per lo sgombero della neve;

• la tutela prioritaria delle risorse idriche destinate ai residenti permanenti, con fondi per l'adattamento ai cambiamenti climatici;

• misure per superare il divario digitale nelle aree dove le infrastrutture tradizionali non sono economicamente realizzabili;

• un fondo nazionale dedicato ai Comuni che ospitano residenti stabili nelle borgate montane, anche quando non siano classificati come Comuni montani.

Firmare questa petizione non significa soltanto aiutare l'unico residente di Pragudin.

Significa affermare un principio semplice: nessuno dovrebbe essere costretto ad abbandonare la montagna perché il costo della sua presenza è considerato troppo elevato.

Se l'Italia vuole davvero parlare di ripopolamento delle terre alte, deve prima garantire che viverci tutto l'anno sia un diritto concretamente esercitabile e non una possibilità affidata esclusivamente alla convenienza economica del momento.

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Michael WillemsenPromotore della petizione

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Petizione creata in data 30 giugno 2026