
Una formazione moderna, accessibile e compatibile con il lavoro e con la Famiglia.
Il problema
INFERMIERISTICA PER TUTTI
Una formazione moderna, accessibile e compatibile con il lavoro e la famiglia
Petizione nazionale per la modernizzazione della didattica universitaria nei corsi di laurea in Infermieristica
Ai Ministri dell’Università e della Ricerca e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alle Università italiane e agli organismi rappresentativi della professione infermieristica.
Premessa
La professione infermieristica rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro Servizio sanitario nazionale. Gli infermieri sono indispensabili negli ospedali, nei servizi territoriali, nelle strutture residenziali e nell’assistenza alle persone più fragili.
Eppure, mentre il sistema sanitario ha bisogno di professionisti preparati e motivati, esistono persone che vorrebbero intraprendere questo percorso, ma che incontrano ostacoli organizzativi difficilmente conciliabili con la propria vita lavorativa e familiare.
L’accesso alla formazione infermieristica non dovrebbe essere condizionato, oltre che dai requisiti di ammissione e dalle capacità individuali, anche dalla possibilità economica e organizzativa di sospendere o abbandonare un lavoro, rinunciare a una parte del proprio reddito o sottrarre tempo essenziale alla propria famiglia.
Oggi, per molti lavoratori, genitori e persone adulte che desiderano riqualificarsi professionalmente, conciliare un impiego a tempo pieno con la frequenza universitaria obbligatoria rappresenta una difficoltà concreta, talvolta insormontabile.
Questa petizione nasce dalla convinzione che sia possibile ripensare l’organizzazione della didattica senza compromettere la qualità della formazione, la sicurezza dei pazienti o il livello di preparazione dei futuri infermieri.
Il problema: una formazione da rendere più accessibile
Il percorso di laurea in Infermieristica richiede un impegno significativo, che comprende insegnamenti teorici, laboratori, attività professionalizzanti e tirocinio clinico.
La componente pratica è irrinunciabile. Il tirocinio, il confronto diretto con i pazienti, l’apprendimento delle procedure, l’acquisizione delle competenze relazionali e la supervisione da parte dei professionisti devono continuare a essere garantiti con standard rigorosi e con tutte le presenze previste.
Tuttavia, riteniamo legittimo interrogarsi sulla necessità di richiedere la presenza fisica in aula per ogni attività teorica, soprattutto quando gli stessi contenuti possono essere trasmessi efficacemente attraverso strumenti digitali, lezioni a distanza e piattaforme universitarie.
La tecnologia offre oggi opportunità che meritano di essere valutate con serietà. La didattica può evolversi, mantenendo elevati gli obiettivi formativi e adattando le modalità di erogazione alle diverse esigenze degli studenti.
Le nostre richieste
Con questa petizione chiediamo alle istituzioni competenti di avviare un confronto nazionale per:
1. Consentire la frequenza a distanza delle lezioni teoriche.
Prevedere, ove compatibile con gli obiettivi formativi e con la normativa vigente, la possibilità di seguire da remoto gli insegnamenti teorici, anche mediante lezioni in diretta o materiali didattici digitali.
2. Superare l’obbligo generalizzato di presenza fisica per la teoria.
Valutare una revisione delle modalità di frequenza degli insegnamenti teorici, distinguendoli dalle attività che richiedono necessariamente la partecipazione in presenza.
3. Tutelare integralmente la formazione pratica e clinica.
Mantenere la presenza obbligatoria prevista per tirocini, laboratori, simulazioni, esercitazioni e verifiche pratiche, assicurando il pieno raggiungimento delle competenze professionali richieste.
4. Favorire la conciliazione tra studio, lavoro e famiglia.
Introdurre modelli organizzativi flessibili per lavoratori a tempo pieno, genitori, caregiver e studenti adulti, affinché la formazione universitaria sia realmente accessibile anche a chi non può interrompere la propria attività lavorativa.
5. Avviare progetti pilota negli Atenei.
Sperimentare modalità didattiche ibride nei corsi di laurea in Infermieristica, monitorando risultati agli esami, apprendimento, completamento degli studi, acquisizione delle competenze e qualità della preparazione.
6. Coinvolgere le aziende sanitarie.
Promuovere accordi tra università, Regioni e aziende sanitarie per favorire percorsi di studio compatibili con il lavoro, anche attraverso forme di sostegno organizzativo e formativo per i dipendenti che desiderano diventare infermieri.
Perché questa proposta riguarda tutti
Questa iniziativa non intende chiedere una riduzione dei requisiti di preparazione degli infermieri, né una scorciatoia per conseguire una laurea sanitaria.
Chiede, al contrario, di distinguere ciò che deve necessariamente essere svolto in presenza da ciò che può essere appreso anche attraverso modalità didattiche alternative, senza rinunciare al rigore scientifico, alla qualità dell’insegnamento e alla sicurezza delle persone assistite.
Un lavoratore che desidera diventare infermiere porta con sé esperienza, responsabilità e conoscenza del mondo del lavoro. Un OSS che aspira a proseguire gli studi può aver già maturato una familiarità concreta con l’ambiente assistenziale. Queste esperienze non sostituiscono la laurea e le competenze infermieristiche, ma rappresentano risorse che il sistema formativo potrebbe valorizzare.
Rendere più accessibile il percorso universitario potrebbe consentire a un numero maggiore di persone di valutare concretamente questa scelta professionale, senza essere costrette a scegliere tra il proprio futuro, la stabilità economica e gli affetti familiari.
In un contesto in cui il fabbisogno di personale sanitario rappresenta una questione strategica, ampliare le opportunità di accesso alla formazione merita una valutazione istituzionale approfondita.
La nostra richiesta conclusiva
Chiediamo al Ministero dell’Università e della Ricerca, al Ministero della Salute e a tutti gli organismi competenti di prendere in esame questa proposta, avviare un tavolo di confronto con università, studenti, professionisti e rappresentanze dei lavoratori e valutare una revisione delle modalità di erogazione della didattica teorica nei corsi di laurea in Infermieristica.
Chiediamo che la modernizzazione della formazione infermieristica diventi un obiettivo concreto, con particolare attenzione a chi desidera entrare nella professione senza poter rinunciare al lavoro e alle responsabilità familiari.
Studiare per diventare infermiere deve essere un percorso impegnativo, ma non dovrebbe essere un privilegio riservato soltanto a chi può permettersi di non lavorare.
Per una formazione infermieristica più moderna, inclusiva e compatibile con la vita reale.
Firma anche tu. Sostieni il cambiamento.
Promotore della petizione: cittadino, lavoratore sanitario e aspirante infermiere.
Destinatari: Ministero dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, università italiane e organismi rappresentativi della professione infermieristica.

Vittoria
Il problema
INFERMIERISTICA PER TUTTI
Una formazione moderna, accessibile e compatibile con il lavoro e la famiglia
Petizione nazionale per la modernizzazione della didattica universitaria nei corsi di laurea in Infermieristica
Ai Ministri dell’Università e della Ricerca e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alle Università italiane e agli organismi rappresentativi della professione infermieristica.
Premessa
La professione infermieristica rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro Servizio sanitario nazionale. Gli infermieri sono indispensabili negli ospedali, nei servizi territoriali, nelle strutture residenziali e nell’assistenza alle persone più fragili.
Eppure, mentre il sistema sanitario ha bisogno di professionisti preparati e motivati, esistono persone che vorrebbero intraprendere questo percorso, ma che incontrano ostacoli organizzativi difficilmente conciliabili con la propria vita lavorativa e familiare.
L’accesso alla formazione infermieristica non dovrebbe essere condizionato, oltre che dai requisiti di ammissione e dalle capacità individuali, anche dalla possibilità economica e organizzativa di sospendere o abbandonare un lavoro, rinunciare a una parte del proprio reddito o sottrarre tempo essenziale alla propria famiglia.
Oggi, per molti lavoratori, genitori e persone adulte che desiderano riqualificarsi professionalmente, conciliare un impiego a tempo pieno con la frequenza universitaria obbligatoria rappresenta una difficoltà concreta, talvolta insormontabile.
Questa petizione nasce dalla convinzione che sia possibile ripensare l’organizzazione della didattica senza compromettere la qualità della formazione, la sicurezza dei pazienti o il livello di preparazione dei futuri infermieri.
Il problema: una formazione da rendere più accessibile
Il percorso di laurea in Infermieristica richiede un impegno significativo, che comprende insegnamenti teorici, laboratori, attività professionalizzanti e tirocinio clinico.
La componente pratica è irrinunciabile. Il tirocinio, il confronto diretto con i pazienti, l’apprendimento delle procedure, l’acquisizione delle competenze relazionali e la supervisione da parte dei professionisti devono continuare a essere garantiti con standard rigorosi e con tutte le presenze previste.
Tuttavia, riteniamo legittimo interrogarsi sulla necessità di richiedere la presenza fisica in aula per ogni attività teorica, soprattutto quando gli stessi contenuti possono essere trasmessi efficacemente attraverso strumenti digitali, lezioni a distanza e piattaforme universitarie.
La tecnologia offre oggi opportunità che meritano di essere valutate con serietà. La didattica può evolversi, mantenendo elevati gli obiettivi formativi e adattando le modalità di erogazione alle diverse esigenze degli studenti.
Le nostre richieste
Con questa petizione chiediamo alle istituzioni competenti di avviare un confronto nazionale per:
1. Consentire la frequenza a distanza delle lezioni teoriche.
Prevedere, ove compatibile con gli obiettivi formativi e con la normativa vigente, la possibilità di seguire da remoto gli insegnamenti teorici, anche mediante lezioni in diretta o materiali didattici digitali.
2. Superare l’obbligo generalizzato di presenza fisica per la teoria.
Valutare una revisione delle modalità di frequenza degli insegnamenti teorici, distinguendoli dalle attività che richiedono necessariamente la partecipazione in presenza.
3. Tutelare integralmente la formazione pratica e clinica.
Mantenere la presenza obbligatoria prevista per tirocini, laboratori, simulazioni, esercitazioni e verifiche pratiche, assicurando il pieno raggiungimento delle competenze professionali richieste.
4. Favorire la conciliazione tra studio, lavoro e famiglia.
Introdurre modelli organizzativi flessibili per lavoratori a tempo pieno, genitori, caregiver e studenti adulti, affinché la formazione universitaria sia realmente accessibile anche a chi non può interrompere la propria attività lavorativa.
5. Avviare progetti pilota negli Atenei.
Sperimentare modalità didattiche ibride nei corsi di laurea in Infermieristica, monitorando risultati agli esami, apprendimento, completamento degli studi, acquisizione delle competenze e qualità della preparazione.
6. Coinvolgere le aziende sanitarie.
Promuovere accordi tra università, Regioni e aziende sanitarie per favorire percorsi di studio compatibili con il lavoro, anche attraverso forme di sostegno organizzativo e formativo per i dipendenti che desiderano diventare infermieri.
Perché questa proposta riguarda tutti
Questa iniziativa non intende chiedere una riduzione dei requisiti di preparazione degli infermieri, né una scorciatoia per conseguire una laurea sanitaria.
Chiede, al contrario, di distinguere ciò che deve necessariamente essere svolto in presenza da ciò che può essere appreso anche attraverso modalità didattiche alternative, senza rinunciare al rigore scientifico, alla qualità dell’insegnamento e alla sicurezza delle persone assistite.
Un lavoratore che desidera diventare infermiere porta con sé esperienza, responsabilità e conoscenza del mondo del lavoro. Un OSS che aspira a proseguire gli studi può aver già maturato una familiarità concreta con l’ambiente assistenziale. Queste esperienze non sostituiscono la laurea e le competenze infermieristiche, ma rappresentano risorse che il sistema formativo potrebbe valorizzare.
Rendere più accessibile il percorso universitario potrebbe consentire a un numero maggiore di persone di valutare concretamente questa scelta professionale, senza essere costrette a scegliere tra il proprio futuro, la stabilità economica e gli affetti familiari.
In un contesto in cui il fabbisogno di personale sanitario rappresenta una questione strategica, ampliare le opportunità di accesso alla formazione merita una valutazione istituzionale approfondita.
La nostra richiesta conclusiva
Chiediamo al Ministero dell’Università e della Ricerca, al Ministero della Salute e a tutti gli organismi competenti di prendere in esame questa proposta, avviare un tavolo di confronto con università, studenti, professionisti e rappresentanze dei lavoratori e valutare una revisione delle modalità di erogazione della didattica teorica nei corsi di laurea in Infermieristica.
Chiediamo che la modernizzazione della formazione infermieristica diventi un obiettivo concreto, con particolare attenzione a chi desidera entrare nella professione senza poter rinunciare al lavoro e alle responsabilità familiari.
Studiare per diventare infermiere deve essere un percorso impegnativo, ma non dovrebbe essere un privilegio riservato soltanto a chi può permettersi di non lavorare.
Per una formazione infermieristica più moderna, inclusiva e compatibile con la vita reale.
Firma anche tu. Sostieni il cambiamento.
Promotore della petizione: cittadino, lavoratore sanitario e aspirante infermiere.
Destinatari: Ministero dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, università italiane e organismi rappresentativi della professione infermieristica.

I decisori

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Petizione creata in data 10 ottobre 2026